Wicked Paradise, primo videogioco sexy

Dagli USA il primo titolo videoludico che porta l’utente in un “paradiso diabolico” contro i giochi violenti e diseducativi per promuovere sensazioni positive

Chissà come la penseranno i più conservatori. Si può produrre un videogioco dal chiaro contenuto sessuale con la scusa di voler combattere quelli che catapultano l’utente in azioni di guerra, traffici di cocaina, corse illegali? Secondo gli sviluppatori di “Wicked Paradise” si, un gioco che fin dal nome si pone come sparti acque tra quello che è stato prima è che verrà dopo. 

Il primo della storia

La paura è forse proprio questa: pensare che se il videogioco arriverà sugli scaffali di qualche negozio (assolutamente vietato ai minori), possa essere considerato un precedente per sequel e videogame ugualmente a sfondo “spinto”. Pià palesemente, nell’ottica dell’e-commerce, basterebbe che Wicked Paradise veda la luce in sola versione digitale per scatenare un certo interesse.

Problema tecnico

Secondo l’ideatore, il belga Jeroen van Den Bosch, l’obiettivo è di realizzare quello che finora nessuno era riuscito a fare: videogiochi per adulti. Come si potrebbe pensare il problema principale non è burocratico, ovvero il blocco alla “dogana” per l’effettiva pubblicazione, ma “tecnico”, cioè non si può realizzare un videogioco basato sui movimenti delle persone se questi risultano fin troppo schematici, stilizzati, pixellati.

Immagini reali

Da qui l’innovazione principale, uomini e donne sembrano reali, quanto più le azioni di seduzione e di trasgressione che questi possono compiere. “La qualità delle immagini generate dal computer – ha spiegato van Den Bosch – è ad altissima risoluzione tanto da dar vita a personaggi che sembrano reali. Inoltre i giocatori del videogame useranno cuffie e occhiali speciali in grado di rendere le immagini credibili”. 

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