IBM: DAL SOCIAL NETWORKING AL SOCIAL BUSINESS

Supportare un processo di cambiamento culturale, organizzativo e, naturalmente, tecnologico per rispondere alle nuove richieste delle imprese   

 

Portare in azienda la semplicità di interazione abilitata dai social network garantendo nel contempo gli elevati livelli di sicurezza e compliance richiesti dal mondo enterprise. IBM (www.ibm.com/it), che da 100 anni esatti è impegnata nello sviluppo di tecnologie in grado di migliorare la qualità della vita delle persone, intende raccogliere anche questa sfida, come si è visto nel corso dell’edizione 2011 di Lotusphere, intitolata “Lotusphere Come To You”. Big Blue, del resto, è convinta che per l’industria del software il social business rappresenti una grande opportunità, un’opinione condivisa anche da molti analisti: IDC (www.idc.com), per esempio, prevede che nei prossimi tre anni il mercato delle piattaforme sociali a livello mondiale triplicherà, passando dai 630 milioni di dollari del 2011 a 1,86 miliardi nel 2014.

Per fare business nel social, però, non basta fare copia e incolla da Facebook. «Bisogna creare spazi di lavoro condivisi multicanali (vale a dire accessibili da qualsiasi device fisso o mobile) governati da un back-end in grado di orchestrare i processi in modo semplice, ma allo stesso tempo rigoroso», ha detto Alessandro Chinnici, IBM social business software consultant, che, insieme a Davide Pannuto, collaboration solutions market manager di IBM Software Group ha animato la giornata, arricchita dalle testimonianze di alcuni clienti, tra cui il gruppo Amadori. «Per questo – ha proseguito Chinnici – continuiamo a investire per mettere a punto soluzioni in grado di aiutare le organizzazioni, pubbliche e private, a integrare i social network all’interno delle proprie infrastrutture IT, supportandoli in un percorso di cambiamento che è culturale e organizzativo oltre che, naturalmente, tecnologico, senza mai perdere di vista la governance. Proprio per accelerare questo processo, le prossime versioni delle applicazioni IBM di social collaboration saranno basate su standard aperti».

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In questa logica, per esempio, alla casella di posta è stata aggiunta la funzionalità “Activity Stream” che consente di accedere con un semplice click ai contenuti da Twitter, LinkedIn, Facebook, SAP, Salesforce e altri tool esterni. Visto che la domanda di applicazioni mobili continua a crescere a ritmi esponenziali, sono stati inoltre messi a punto tre nuovi tool di sviluppo di software mobile – IBM Social Business Toolkit, applicazioni Domino XPages e Open NTF Toolkit (disponibili su www.OpenNTF.org) per aiutare gli sviluppatori a progettare applicazioni in grado di girare su più piattaforme e di integrare le soluzioni legacy di posta e file sharing offerte da Microsoft e da altri fornitori. Per favorire l’adozione di standard aperti nei mercati emergenti, inoltre, sono state annunciate nuove alleanze strategiche con Archos, che ora fornisce il suo Archos 9 PcTablet precaricato con Lotus Symphony per supportare gli utenti mobili in Francia, Red Flag Linux e GreatWall Pc, società che hanno sede in Cina, che ora offrono in bundle Lotus Symphony quando distribuiscono il sistema operativo Linux ai propri clienti. Senza dimenticare, infine, LotusLive Symphony, la versione Web e Cloud based di Lotus Symphony, che dovrebbe vedere ufficialmente la luce nella seconda metà del 2011, ma che ha già una anteprima tecnica disponibile su Lotus Greenhouse (http://greenhouse.lotus.com), la community in cui si possono trovare e testare le ultime versioni dei prodotti Lotus.