Migliorare salute e sanità

Anticamente i medici cinesi venivano pagati dai pazienti che stavano bene, se si ammalavano, non pagavano più. L’incentivo era rozzo. Dovremmo inventare incentivi non solo per i medici, ma per noi tutti


 

Oggi, le spese mediche stanno crescendo molto. La spesa sanitaria USA è la più alta del mondo. Ciò che impressiona è il ritmo della sua crescita: nel 2007 ha superato i 2.200 miliardi di dollari, più di 3 volte i 714 miliardi di dollari spesi nel 1990, più di 8 volte i 253 miliardi di dollari spesi nel 1980. Il contenimento della spesa sanitaria è – insieme alla questione della copertura assicurativa – uno dei principali obiettivi della tanto discussa riforma di Barack Obama. Il nuovo piano di assistenza medica dovrebbe coprire quasi cinquanta milioni di cittadini ora sprovvisti di un’assicurazione. I costi variano da 150 a 300 dollari al mese per le tariffe minime. Nel 2011, 50 milioni di americani, il 16,3% della popolazione, non aveva alcuna copertura medica. Molti sono preoccupati che l’Obamacare faccia esplodere la spesa sanitaria americana.

Attualmente, negli Stati Uniti, con un tasso di mortalità dell’8,1%, la spesa sanitaria procapite raggiunge gli ottomila dollari, mentre quella totale ha superato i due miliari e mezzo. In Francia, con un tasso di mortalità all’8,6%, la spesa sanitaria procapite è di tremila e 700 dollari, mentre quella globale è di 222 miliardi, quasi dieci volte meno. Nel Regno Unito, con un tasso di mortalità dell’8,8%, la spesa sanitaria procapite è di 3129 dollari e quella totale di 188 miliardi. In Italia, dove l’indice di mortalità sale al 9,7%, la spesa procapite è di 2870 e quella complessiva di 172 miliardi. Sarebbe possibile ridurre di molto queste spese e la mortalità, aumentando la durata media della vita. Basterebbe che tutti si impegnassero a non fumare, a mangiare meno e meglio, a non bere troppo alcol e a fare più esercizio fisico. 

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Poche regole e piccoli passi

È ridicolo non seguire da soli queste regole. Lo sostiene anche Esther Dyson nel suo manifesto HICCup appena pubblicato. Si rivolge alle amministrazioni locali: municipalità con meno di 100mila abitanti, ma si attende che la sfida di ridurre le spese sanitarie sia raccolta da investitori privati. In una città americana di 100mila abitanti, la spesa sanitaria annuale è di 800 milioni di dollari. Si risparmierebbero 80 milioni all’anno, se tutti seguissero quelle regole di buona salute e buon senso. Per ottenere questo risultato occorre una campagna promozionale pervasiva e personalizzata (ad esempio con cartelli al piano terreno che ricordano di non prendere l’ascensore). L’iniziativa costerebbe milioni. Un investitore che se la accollasse potrebbe lucrare poi per anni una parte dei risparmi nella sanità. Organizzare questa ripartizione di oneri e di introiti futuri è la parte più critica dell’impresa. Dyson sostiene che un milione e mezzo di morti in USA (sul totale di 2,5 milioni) potrebbero essere evitati ogni anno diffondendo sani stili di vita. Tra le principali cause di morte negli Stati Uniti, ai primi tre posti in ordine di importanza ci sono il fumo, la pressione alta e l’obesità. Evitare un milione e mezzo di morti all’anno rappresenta un limite superiore ideale. Se questo accadesse, la mortalità USA scenderebbe al 3%, livello sotto il quale – secondo la CIA – si trovano solo: Bahrain, Giordania, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. C’è da dubitare che quelle statistiche siano affidabili. Esther Dyson ha individuato un problema risolvibile e un modo per risolverlo, basato sul desiderio di investitori di realizzare profitti. 

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ICT in Sanità

Secondo i dati dell’Osservatorio ICT in Sanità del Politecnico di Milano, a causa dei tagli, in soli tre anni il sistema sanitario italiano è scivolato dal 15esimo al 21esimo posto per qualità, tra i 34 censiti dall’Euro Health Consumer Index 2012. Nel rapporto si legge che “siamo sempre più staccati da Francia, Regno Unito e Olanda (in testa alla graduatoria), ma ci ritroviamo ormai dietro anche ai Paesi dell’est Europa come Repubblica Ceca, Slovenia e Croazia. Nel 2012 la spesa ICT per la Sanità è scesa ancora, dopo il calo già fatto registrare nel 2011. Il totale della spesa italiana, indicato dal Politecnico di Milano, è stato di 1,23 miliardi di euro, in diminuzione del 5% rispetto all’anno precedente e pari a 21 euro per abitante: oltre la metà del valore di Francia e Gran Bretagna. Ma soprattutto deve far riflettere un ulteriore dato: la spesa in tecnologie informatiche è pari all’1,1% della spesa sanitaria pubblica.