Virtualizzazione e server consolidation: ignorarle a proprio rischio e pericolo

Non è più il momento di dire “se”, “quando” e “come” effettuare il consolidamento dei server. Ignorare l’opportunità a causa dei costi a esso associati si tradurrebbe ben presto in un falso risparmio

di Paolo Delgrosso


Paolo Delgrosso infrastructure leader di Cisco ItaliaIl consolidamento dei server ha generato fermento nel mercato e il dibattito sulla necessità di compiere questo tipo di operazioni ne ha già decretato l’esito. Il costo iniziale della migrazione dei sistemi e dei servizi in un ambiente virtualizzato è facilmente compensabile non solo dal risparmio nel medio-lungo periodo, ma anche in termini di benefici quali la trasformazione organizzativa e l’utilizzo più efficiente dell’IT.

Maggiori complessità, budget ridotti e più richiesta di flessibilità e agilità: il mercato globale sempre più competitivo e la consumerizzazione dell’IT stanno cambiando le aspettative e i comportamenti di utenti e clienti. Un’infrastruttura statica non è più un’opzione percorribile. Sempre più aziende guardano ai social media ed è necessario ricorrere ad architetture big data per analizzare le informazioni e sviluppare nuove collaborazioni o mercati. La potenza di elaborazione richiesta per utilizzare con successo questi dati è aumentata e sono richieste nuove architetture agili e flessibili. I dati sono alla base di qualsiasi attività, ciò ha creato nuove sfide per l’IT a partire dalla spesa iniziale che non è più il parametro con cui viene misurato il valore dei servizi. A causa delle attività di aggiornamento, mantenimento e gestione delle soluzioni nel corso del loro ciclo di vita, i parametri da considerare sono il total cost of ownership (TCO) e il ritorno dagli investimenti nel lungo periodo.

L’inutilizzo dei vecchi server privi di una componente per la virtualizzazione ha aumentato i costi, mentre la proliferazione dei dispositivi ha avuto effetti a catena sull’alimentazione, il raffreddamento, gli spazi utilizzati e la manutenzione. Altri rischi e sfide sono legati al sovraccarico e al surriscaldamento del data center.

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Oggi, i manager IT possono superare questi problemi con una soluzione di consolidamento innovativa, che permette di prosperare senza i colli di bottiglia tecnologici che ne rallentano lo sviluppo. Grazie al consolidamento si possono ridurre i costi, aumentare l’efficienza IT e migliorare i livelli dei servizi. Le tecnologie server e storage evolute consentono di giustificare il consolidamento con il valore che ne deriva e con meno spese associate al funzionamento dei server, semplificando la gestione attraverso la riduzione delle complessità.

La virtualizzazione dei sistemi IT è anche la base ideale su cui costruire innovazione. Grazie al fatto che la tecnologia sta diventando un abilitatore al fabric computing integrato, l’azienda è flessibile, sia internamente, sia esternamente e può innovarsi velocemente e in modo efficace. Semplicità e costi inferiori di adozione permettono di implementare le soluzioni migliori in qualsiasi momento, senza spese eccessive o problemi di compatibilità con le tecnologie esistenti rispetto ai loro competitor meno pronti. Ci sono aziende – infatti – che non hanno ancora intrapreso questo cammino di innovazione, nonostante il fatto che una strategia IT dinamica costituisce il principale driver di crescita.
Le imprese tecnologicamente più esperte offriranno migliori servizi a valore e – nel lungo periodo – gli investimenti iniziali fatti in un’architettura di consolidamento e virtualizzazione saranno ripagati. 

 

Paolo Delgrosso, infrastructure leader di Cisco Italia