La Merkel prepara i cellulari anti spionaggio

Berlino risponde al Datagate con una flotta di dispositivi che non potranno essere spiati, almeno per il momento

Vada per le leggi in favore della privacy, vada per il diritto all’oblio. Ma se vuoi vincere il tuo nemico è meglio combatterlo sullo stesso campo di battaglia. E così il governo tedesco, con a capo Angela Merkel, ha dato il via alla produzione di duemila telefoni cellulari a prova di spia. A rivelarlo è il Bild che spiega come, in un documento segreto prodotto proprio dall’esecutivo, in cantiere ci siano degli smartphone capaci di garantire la massima sicurezza ai propri utenti, con un costoso sistema di protezione dei dati sensibili e in grado di sfuggire a qualsiasi tipo di intercettazione. Si tratta della conseguenza dei documenti svelati da Edward Snowden, dove si trovavano riferimenti allo spionaggio a danni dei capi di stato, anche tedeschi. Così, invece di lunghe risposte legislative, il governo teutonico ha deciso di agire direttamente sull’hardware in dotazione ai politici, garantendo così la massima riservatezza alle informazioni che portano sempre con sé.

Spie americane al telefono

Un’ulteriore spinta al processo di “modernizzazione” mobile del governo tedesco è arrivata quando, nelle scorse settimane, sono state pubblicate le notizie su due agenti tedeschi che sarebbero stati corrotti dai servizi americani per facilitare l’accesso alle informazioni di personaggi pubblici nazionali. Una storia che, vera o meno, ha causato l’allontanamento dal paese del capo dei servizi segreti USA in Germania, per evitare il ripetersi di episodi simili in futuro. Una situazione su cui Hans-Georg Maassen, presidente dell’anti-spionaggio, invita a riflettere tutti: “Bisogna pensare a cosa è meglio dire di persona piuttosto che durante una conversazione al telefono”. Per il momento si conosce ancora poco del progetto del governo di realizzare i dispositivi in questione. Di certo qualora dovessero rivelarsi validi strumenti contro lo spionaggio, anche gli altri paesi europei potrebbero farci un pensiero, con i politici italiani (visti i segreti da nascondere) in prima linea.

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