Putin cyber spionaggio violazione dei diritti umani

Il presidente russo si scaglia contro le pratiche di spionaggio, frutto dell’ipocrisia e limitazione alla sovranità statale

Ad un anno dal Datagate la Russia si dice pronta, assieme ad altri paesi, a sviluppare un sistema di sicurezza informatica internazionale. Vladimir Putin si esprime chiaramente contro le azioni di spionaggio cibernetico effettuate dall’americana National Security Agency e dalle controparti europee, nei confronti dei paesi aderenti all’Unione e, peraltro, partner degli stessi Stati Uniti. “Si tratta di un eccesso di ipocrisia nelle relazioni tra gli alleati – ha spiegato Putin nel corso di un incontro in vista dell’inizio di un tour in America Latina che parte oggi – ma anche di una chiara violazione dei diritti umani e violazione della privacy. Per questo – continua il presidente russo – stiamo studiando come costruire una piattaforma di sicurezza internazionale”.

Russia contro NSA

L’obiettivo di Putin è quello di consolidare presso la comunità internazionale la convinzione che la sicurezza informatica e la privacy sono valori globali e indivisibili, alla base della moderna società dell’informazione. “Il mondo del 21esimo secolo è globalizzato e interdipendente pertanto non vi è stato o gruppo che possa arroccarsi il diritto di stabilire uno strumento esclusivo e parallelo per la sicurezza dei cittadini”. Il parere di Putin, e della comunità internazionale, è che le azioni della NSA si siano dimostrate inefficaci per sconfiggere il terrorismo (seppur l’agenzia affermi il contrario) e che rappresentino quindi solo un’invasione ingiustificata nella privacy dei cittadini di tutto il mondo. “In modo da poter superare le sfide e i problemi del futuro, dobbiamo riformulare il contesto attuale – ha concluso Putin – le metodologie utilizzate finora non solo non hanno facilitato la risoluzione dei conflitti ma hanno anche portato instabilità e caos all’interno dei già precari equilibri internazionali”.

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