Virtualizzazione su misura

Da un ruolo prevalentemente operativo, l’ICT ha assunto un ruolo sempre più strategico anche nel fashion-retail.

La complessità del sistema moda è un fatto: una domanda difficilmente prevedibile, la variabilità di taglie, colori e tessuti con collezioni che si succedono di continuo, lead-time stretti lungo supply chain sempre più globali e modelli distributivi modulari. Innovazione e time-to-market sono i pilastri su cui si fonda il successo delle aziende manifatturiere. Oggi, vincono le filiere integrate, i sistemi di assortimento automatici, capaci di tenere sotto controllo tempi e costi di produzione. Il fashion-system è soprattutto un sistema commerciale basato su un’infrastruttura tecnologica che deve esser agile ed efficiente.

La storia di Twin-Set Simona Barbieri inizia negli anni Novanta, nel distretto della moda di Carpi. Negli ultimi anni, l’azienda è cresciuta in modo rilevante. Oggi, l’azienda ha oltre 70 punti di vendita in Italia e all’estero, e fa parte del fondo di private equity Carlyle. A seguito dell’ingresso del fondo a luglio 2012, l’azienda ha visto ampliare le sue dimensioni, passando da circa 120 persone nel 2012 agli oltre 700 addetti, attualmente occupati tra sede centrale e negozi retail di proprietà. In conseguenza di questa importante espansione, abbiamo dovuto ripensare le dimensioni dell’infrastruttura tecnologica in modo da fornire servizi di livello e garantire l’integrazione con i nuovi gestionali. La virtualizzazione ci ha consentito di far crescere l’IT e i suoi servizi in parallelo alla fase di crescita, coniugando operations e business.

Inoltre, per agevolare le attività a causa del recente spostamento fisico nella nuova sede aziendale in costruzione, abbiamo scelto di portare una nuova infrastruttura di virtualizzazione su un data center remoto. La virtualizzazione ha riguardato la quasi totalità delle applicazioni. In questa parte del progetto, completato da pochi mesi, è stato impiegato un blade con sei lame, con due cluster di tre nodi. Già dal 2013, disponevamo di un’infrastruttura di dimensioni non rilevanti su un hardware ormai datato. Ma mentre nella prima fase, la virtualizzazione era stata utilizzata per il consolidamento dell’infrastruttura, questa seconda virtualizzazione ci ha permesso di ottimizzare le prestazioni e i servizi. In particolare, l’infrastruttura inserita nel data center ha garantito una maggiore operatività.

La virtualizzazione ha generato benefici a livello di help desk per quanto riguarda la gestione delle macchine. Non solo. La stabilità del sistema ci ha permesso di seguire la crescita continua del numero delle macchine, in tempi molto rapidi. Infatti, siamo passati da 25 macchine virtuali a 68 e anche i costi dell’operazione sono stati mantenuti sotto controllo, in linea con il budget previsto. Per il prossimo futuro, contiamo di riportare l’intero data center, o comunque una parte rilevante, nella nuova sede attualmente in costruzione. L’evoluzione comprenderà anche una nuova architettura di disaster recovery.

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Pierluigi Sacchetti, infrastructure manager di Twin-Set Simona Barbieri