Casa Bianca: no alla petizione pro-Snowden

Obama ha risposto ad una petizione aperta per richiedere ufficialmente il perdono ad Edward Snowden. Ecco perché

Il governo degli Stati Uniti aveva lasciato tutti in sospeso, sopratutto le organizzazioni per le libertà digitali e gli attivisti, che avevano sperato in una felice conclusione della vicenda Datagate, almeno sul piano umano. Era infatti partita negli Stati Uniti una petizione per chiedere ad Obama di perdonare Edward Snowden, reo di aver rivelato segreti militari al giornalista ex-Guardian Gleen Greenwald e di continuare a farlo per testate in tutto il mondo. La petizione aveva raggiunto le oltre 160.000 firme, piazzandola decisamente all’attenzione degli organi governativi.

Cosa è successo

L’oggetto della richiesto di perdono non è però stata ben accetta dagli States. Il motivo è stato esplicitato da Lisa Monaco, consulente per la sicurezza nazionale e anti-terrorismo di Obama: “Snowden non ha fatto alcun favore agli Stati Uniti – ha detto – sin da quando si sono avvicendate le nozioni sulla NSA, il presidente Obama ha lavorato con il Congresso per assicurare riforme appropriate in materia, che bilanciassero la protezione delle libertà civili e l’abilità degli agenti di sicurezza nazionale di percepire nozioni fondamentali per mantenere gli americani al sicuro. Anziché esporre costruttivamente queste problematiche, Snowden ci ha messo in pericolo, rubando e pubblicando le informazioni classificate, con gravi conseguenze per il nostro paese e le persone che ogni giorno lavorano per proteggerci”. E’ chiaro che la presidenza non ha alcuna intenzione di graziare Snowden né di lasciar cadere a terra le sue azioni. Resta però un dubbio: il suo silenzio avrebbe prodotto lo stesso un simile interesse intorno alle vicende della protezione della privacy e dei diritti digitali? Il ragazzo non avrà fatto un favore agli Stati Uniti in quanto governo, ma ha aperto gli occhi a tutti noi.

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