Intel ha chiuso la divisione wearable

Secondo la CNBC il team al lavoro sugli indossabili sarebbe stato ridotto dell’80% a causa dello scarso interesse su Basis Peak e la voglia di puntare sull’AR

Solo un paio di settimane fa Intel lasciava a casa 140 dipendenti tra Santa Clara e Leixlip, in Irlanda. In quel caso la colpa era da attribuire agli scarsi risultati in ambito IoT e alla necessità di ottimizzare le risorse. Ora la questione si fa più seria, visto che uno scoop della CNBC afferma come il produttore di chip abbia già ridotto dell’80% il team al lavoro sui prodotti indossabili, in particolar modo lo smartwatch e fitness band Basis Peak. La divisione in questione fa parte del New Technologies Group, che i capi dell’azienda avrebbero intenzione di focalizzare maggiormente su progetti di realtà aumentata. Per questo pare che Intel abbia lasciato a casa, sin dallo scorso novembre, centinaia di persone, principalmente i professionisti entrati a far parte della società a seguito dell’acquisizione di Basis nel marzo del 2014.

Progetto fallimentare

Tre anni fa la compagnia aveva le idee ben chiare, con l’obiettivo di diventare leader nel settore delle tecnologie indossabili. Nonostante un buon avvio, lo scorso agosto Intel aveva dovuto richiamare tutti i modelli di Basis Peak, a causa di un eccessivo riscaldamento, con un evidente danno economico e di immagine. Piuttosto che ripartire con un nuovo prodotto, la decisione a cui il board sarebbe giunto alla fine del 2016 è quella della completa chiusura della divisione o comunque di una gran parte di essa, con il resto da dedicare agli sviluppi nel mondo AR. Eppure dal quartier generale smentiscono: “Non abbiano nessuna intenzione di abbandonare il mercato dei wearable. Tant’è vero che ci sono un bel po’ di progetti in lavorazione che ci coinvolgono parecchio, così come le collaborazioni di terze parti incentrate sulle tecnologie del gruppo, ad esempio il recente TAG Heuer Connected e gli occhialini Oakley Radar Pace”. Non sembra però tirare un buon vento in quel di Santa Clara a solo qualche mese dalla dismissione di Galileo, mini computer rivale del Raspberry Pi.

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