Intel lascia a casa 140 dipendenti per colpa dell’IoT

Le riduzioni verranno effettuare negli uffici statunitensi ed europei nell’ottica di ottimizzare lo sforzo nel campo dell’Internet delle Cose

Solo qualche giorno fa scrivevamo degli ulteriori licenziamenti che Microsoft è in procinto di ufficializzare, per via della fusione delle unità sms ed enterprise. Il motivo è diverso ma la conseguenza la stessa per Intel: il gigante dei chip lascerà a casa 140 dipendenti dislocati tra gli uffici di Santa Clara e in Irlanda a causa del ridimensionamento dei team affidati ai progetti IoT. Si tratta di una scelta difficile ma ampiamente prevedibile visto che negli ultimi mesi la compagnia ha fermato lo sviluppo delle sue piattaforme Internet delle Cose, tra cui Galileo, Joule ed Edison. Non a caso, gli sviluppatori e i maker possono ordinare le unità citate prima fino al 16 settembre, quando ci si aspetta di terminare in gran parte le scorte di magazzino, per fermare poi la produzione.

Cosa succede

Non è dato sapere se lo staff licenziato troverà posto in altri progetti. In Irlanda, a Leixlip, si trova la base di sviluppo di Galileo mentre le schede Joule ed Edison da sempre sono state pensate e prodotte a Santa Clara. “Ci sono stati alcuni cambiamenti nella nostra forza lavoro di recente – avrebbe spiegato un portavoce ai media internazionali – ciò è guidato dal doversi concentrare su altre priorità e business, che valutiamo periodicamente”. Il taglio di 140 posti può sembrare irrisorio per un gigante dell’hi-tech come Intel ma bisognerebbe considerare che arriva dopo un enorme buco di 12.000 dipendenti che, in totale, si ritroveranno senza lavoro da qui ai prossimi mesi. La stessa compagnia lo aveva annunciato nel 2016, motivando la scelta come una via necessaria per affrontare il declino delle vendite di PC (e quindi di CPU), tale da ridurre dell’11% la propria struttura produttiva.

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