L’energia che ti emoziona

barra caracciolo enel

La digitalizzazione investe end-to-end il comparto energetico. L’ICT di Enel affronta la sfida di un diverso coinvolgimento della clientela, con una priorità assoluta: la sicurezza di persone e reti

La rivoluzione digitale riguarda tutti e nel settore energetico, dove Enel è e vuole rimanere attore protagonista, ha un ruolo fondamentale. Il percorso di innovazione tecnologica si è articolato attraverso sei pilastri: infrastrutture, applicazioni, modelli di servizio, digitalizzazione, sourcing e people. «Un cambiamento profondo – osserva Marco Barra Caracciolo, head of Enel ICT Italy – che prevede progetti di trasformazione per la piena adozione del cloud e la conseguente chiusura dei data center». La trasformazione di Enel prevede anche una completa razionalizzazione applicativa e tecnologica, nonché progetti di digitalizzazione spinta a livello di consumatori finali, strutture produttive e risorse umane.

[amazon_link asins=’0393254291,B01FIXMQ00,0307887898,0061766089,0393634639,B06XC81DKV,B010CLU1LY,B009NOYTIS,1521134367,B00M0ILXD8′ template=’ProductCarousel’ store=’dmo0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’df4ce70d-16e9-11e8-91e1-59efbf0953c0′]

La prontezza del digitale

«Con l’avvento di quella che molti esperti chiamano quarta rivoluzione industriale, Enel si è concentrata sui tre principali fattori di trasformazione del settore: elettrificazione, decentralizzazione e digitalizzazione lungo tutta la catena di valore. «Per essere sempre al passo con i tempi, ma soprattutto per anticiparli, ci siamo posti come obiettivo di pensare e agire in maniera digitale, costruendo in quest’ottica i migliori servizi per colleghi e clienti. Di comunicare digital, utilizzando nuovi tool, intranet e internet, nonché social media. E infine, di essere digital e avere prontezza digitale».
Le tecnologie che sottendono questi progetti ci sono, ma possiamo dire lo stesso del sistema Paese? In Italia, sono ancora tanti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo di un ecosistema full digital, con ritardi a livello di infrastrutture e dematerializzazione. «Nella visione di Enel – spiega Barra Caracciolo – le infrastrutture evolveranno integrandosi sempre più con il mondo esterno a supporto della smart city, dell’Industria 4.0 e dei servizi avanzati dedicati alla collettività. Nella sfida che abbiamo scelto di affrontare, da oltre quindici anni puntiamo su ricerca e innovazione: ne sono un esempio lo sviluppo dello “smart meter” e di tecnologie per la mobilità elettrica, il telecontrollo e l’automazione della rete». Una delle finalità di questo processo di innovazione è un diverso coinvolgimento del cliente che, grazie all’interazione e alle informazioni digitali facilmente accessibili, diventa più forte e più consapevole, attento anche all’aspetto emozionale dei suoi rapporti con il mercato. «Per questo, tutti i progetti IT che riguardano il cliente sono anche enabler a supporto del business, per lo sviluppo di nuovi paradigmi di “engagement”. Penso alla omnicanalità, alla semplificazione dei processi di CRM, agli strumenti di conoscenza e analisi che ci aiutano ad anticipare le esigenze degli utenti».

Più servizi, meno rischi

Dal suo canto, l’energia smette di essere una commodity e sarà sempre di più al centro dello sviluppo di nuovi servizi che trasformeranno le nostre abitudini di cittadini, le nostre città, le nostre industrie. «In questa fase di progressiva “smartizzazione” – afferma Barra Caracciolo – l’ICT di Enel sviluppa nuovi progetti basati su IOT, Big Data, API Layer e molto altro, lavorando a stretto contatto con il business, consapevole dell’importanza di essere protagonisti anche nel futuro prossimo dell’energia». Ma la capacità di pensare e implementare rapidamente i servizi non fa perdere di vista l’importanza di aspetti, come la privacy o la sicurezza di individui e infrastrutture, soprattutto alla luce di normative come la GDPR o la NIS. «Negli ultimi anni – conclude Barra Caracciolo – la cyber security di Enel ha fatto passi da gigante, la strategia per la gestione del rischio è stata unificata, considerando i diversi aspetti con un costante e diretto coinvolgimento di tutte le aree. La modifica dell’assetto organizzativo non ha riguardato solo la sicurezza, ma tutto l’IT è stato plasmato sul modello di business: le diverse aree di responsabilità IT sono state articolate a matrice, per practice e geografie di riferimento. Questo ha permesso di avere un’organizzazione semplice e più vicina al business, rispondendo meglio alle sue esigenze, aiutandolo a cogliere nuove opportunità e riducendo il time-to-market».

Leggi anche:  Leadership senza bugie

Visita il sito ufficiale del WeChangeIT Forum, i relatori, gli argomenti, aggiornamenti sulla edizione 2018 e la possibilità di Pre-Registrazione http://www.wechangeit.it/