Clouditalia, nuove prospettive di crescita

marco iannucci clouditalia

Siglati nuovi contratti di fornitura di servizi con BroadSoft e BooleBox e completata l’acquisizione di Noitel. Continua la fase di riposizionamento che sta portando l’azienda a competere con i maggiori leader di settore

Due anni consecutivi di utili, il terzo è in arrivo, nuovi investimenti e progetti di espansione consolidano il risanamento di Clouditalia azienda di servizi di telecomunicazione, controllata al cento per cento dal fondo di private equity ILP (Italian lifestyle partner). Dopo aver chiuso il bilancio 2016 con un fatturato di 119,1 milioni e 1,2 milioni di utili, le previsioni di crescita sono buone anche per l’anno in corso. «Esercizio che chiuderemo con un fatturato attorno ai 120 milioni e un utile tra 1,4 e 1,5 milioni di euro» – rivela Marco Iannucci, amministratore delegato di Clouditalia. Risultati che proiettano l’azienda verso nuove prospettive di crescita. Puntellate da due accordi siglati di recente dall’azienda aretina. «Contratti per la fornitura di servizi importanti per il nostro futuro. Rispettivamente con BroadSoft, leader mondiale nel settore della unified communication e BooleBox, specializzata in crittografia e sicurezza. Accordi che ci consentiranno di mettere a disposizione dei nostri clienti nuovi servizi sulla piattaforma in cloud».

SI AMPLIA L’OFFERTA DI SERVIZI

Coerentemente con il piano industriale 2015-2018 approvato dal CdA, Iannucci conferma l’ingresso di Clouditalia nel business della telefonia mobile grazie al takeover di Noitel, operatore mobile virtuale su rete TIM. «Un’operazione che amplia la nostra offerta di servizi. A cui farà seguito, nell’arco dei prossimi 12/18 mesi, almeno un’altra acquisizione, se non due». Mosse che completano il piano di riposizionamento dell’azienda nel mercato dei servizi di TLC rivolti alle PMI italiane. Piano che passa anche attraverso la fornitura di servizi di connessione satellitare. «Con l’acquisizione di Noitel abbiamo acquisito anche questa competenza. Importante almeno per due motivi. Ci permette di raggiungere con l’antenna satellitare tutte quelle località non cablate. Il secondo è che proporremo questo servizio alle aziende in modalità backup. Con la parte di connessione satellitare potremo garantire all’azienda la capacità di restare connessi anche in caso di guasto alla linea principale in fibra. Un servizio essenziale, molto sentito dalle aziende».

PIÙ VALORE AGLI ASSET INFRASTRUTTURALI

Le prospettive di crescita poggiano anche sugli asset storici di Clouditalia. Come i 15mila chilometri di fibra detenuti nella penisola dall’operatore toscano. Infrastrutture dal potenziale di crescita elevato. «La nostra divisione wholesale – rivendita di servizi infrastrutturali – fattura circa 34 milioni l’anno, una buona fetta del nostro giro d’affari. Siamo gli unici ad avere un’infrastruttura proprietaria sulla direttrice Bologna-Bari con caratteristiche adatte ai servizi di ultima generazione. Una condotta di cavi sotterranei che rivendiamo ad altri operatori. Quindi sì, lo sviluppo dell’azienda si fonda sull’infrastruttura che abbiamo a disposizione» – conferma Iannucci. A queste si aggiungono tre data center di ultima generazione e il Polo Tecnologico di Roma appena realizzato. Meno remunerativi, ma altrettanto importanti, i servizi storici come la divisione di telefonia internazionale. «Infatti, storicamente la nostra azienda ha sempre avuto un mercato estero molto attivo. Non in crescita attualmente, ma comunque interessante per noi. L’acquisizione di Noitel va anche in quella direzione» – spiega Iannucci.

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FUTURO SOLIDO E CONFERMA PIANO INDUSTRIALE

Il ritrovato equilibrio economico-finanziario fa tramontare l’ipotesi, ventilata nei mesi scorsi, di portare a bordo nuovi partner finanziari. «In questa fase, ci stiamo concentrando sull’andamento di quest’anno, poi si vedrà. Di sicuro, nella visione del piano industriale questa eventualità non è presa in considerazione» – conferma Iannucci. Piano industriale che non sarà aggiornato nemmeno in vista delle voci di interessamento all’acquisizione di Clouditalia da parte di terzi. «Attualmente, non c’è nulla di concreto. L’azienda ha fatto un buon percorso e quindi qualche soggetto sta tentando di aggregare varie aziende nella fascia che va dai 50 ai 150 milioni di fatturato, la stessa a cui appartiene Clouditalia» – commenta Iannucci.