Nexi: CartaSi e ICBPI insieme per il futuro dei pagamenti digitali in Italia

Nasce un vero e proprio ecosistema che ingloba una serie di servizi innovativi in grado di allineare il nostro paese a quelli del Nord Europa

“Un mondo dinamico e ricco di trasformazioni, nel quale vogliamo essere protagonisti” – così Paolo Bertoluzzo, CEO del Gruppo Nexi descrive il contesto in cui si inserisce il nuovo soggetto, nato dalla collaborazione tra CartaSi e ICBPI. Di cosa si tratta? Nexi si pone come collante tra le necessità degli utenti, cioè sfruttare sempre più il digital payment, gli obiettivi delle banche, ovvero proporre nuove soluzioni di fidelizzazione e le paure degli esercenti, quelle di evitare transazioni dematerializzate perché non ancora del tutto comprese come vantaggio competitivo.

“Vogliamo essere la PayTech delle banche, cioè un partner specializzato che possa incentivare l’innovazione nel campo finanziario, occupandoci di far evolvere le modalità di pagamento degli italiani. Lo faremo puntando su alcune competenze che diverranno sempre più necessarie nei prossimi anni: siamo partiti da qualche decina e arriveremo a 200 dipendenti nel primo trimestre del 2018, a dimostrazione di come le persone siano la componente fondamentale per svecchiare metodi e processi e ottenere uno slancio deciso verso il futuro”.

L’esperienza di CartaSi e ICBPI (quest’ultima di fatto sparisce ritrovandosi nella neonata azienda) nella creazione di Nexi è in grado di donare al gruppo una base di partenza già ben avviata sul percorso di digitalizzazione dei pagamenti. Da un lato CartaSi, notoriamente riconosciuto come nome fornitore di carte di credito, dall’altro ICBPI, un istituto in forma tradizionale che aveva bisogno di dotarsi di un braccio tecnologico al passo con i tempi. Il fine? Aumentare quel 20% di utenza nostrana che usa la moneta liquida, una percentuale inferiore al 40% raggiunto dalla media europea ma non impossibile con uno sforzo deciso e ben orientato.

In cosa si declina l’offerta di Nexi

Per avere un senso di quanto il digital payment pervada oramai tanti contesti della vita quotidiana, basti pensare che gli ambiti di intervento di Nexi coprono quasi la totalità delle transazioni oggi possibili in Italia sia in modalità liquida che cartacea. La compagnia potrà dunque gestire 2,7 milioni di carte di pagamento, 2,7 miliardi di euro di transazioni annuali, 733 mila punti vendita convenzionati nel nostro paese, 15 mila ATM presenti sul territorio e 400 mila imprese fondate sul Corporate Banking Interbancario.

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Nel concreto, l’offerta di Nexi ingloba tutti i principali trend di cui abbiamo sentito parlare in Italia negli anni scorsi in merito all’evoluzione dei modi di pagare online e offline: l’NFC, il contactless via app, quello tramite carta con chip, il p2p, l’integrazione con i canali di terze parti (Apple Pay) e persino la comunicazione via chatbot. È come se, in un solo colpo, l’Italia fosse entrata nell’era dei pagamenti digitali, risolvendo tutti i limiti precedenti che avevano bloccato l’introduzione su larga scala di molte soluzioni.

Il motivo? Proprio la presenza di due big company del settore che, intrecciando i propri flussi hanno facilitato non solo l’adozione della tecnologia ma anche l’attenzione all’ottimizzazione dei costi di clienti e merchant, attraverso politiche di incentivazione alla trasformazione declinate in canoni semplificati, strumenti di nuova generazione che sostituiscono i vecchi Pos e un ecosistema a portata di touch, particolarmente utile per chi non si sente esperto di portafogli in bit.

Ma non è finita qui: grande focus della mission di Nexi è anche l’Instant Payments. “Il 21 novembre parte la rivoluzione in tutta Europa – spiega Roberto Catanzaro, Business Development del Gruppo – regolamentata da Bicomp, siamo già pronti a lanciare la piattaforma a servizio delle banche, che permetterà di eseguire in pochi secondi qualsiasi tipo di pagamento basato su conto corrente, sia per i clienti privati che per le aziende”.