Perché Apple porta in Cina le chiavi di iCloud

Apple sta testando TouchID e FaceID per gli accessi iCloud

La strategia di avvicinamento di Cupertino a Pechino prevede una serie di accordi che vanno al di là della semplice vendita di beni e servizi al paese. Il governo comanda, la Mela si adegua

Sappiamo quanto le compagnie hi-tech occidentali abbiano vita difficile in Cina. Qui Google non riesce a veicolare i propri servizi mentre Apple si ritrova a vendere gli iPhone con uno store iper-censurato e controllato (ad esempio Skype è stato rimosso, chissà perché). Il business di entrambe le società non si basa solo su hardware e software. Da anni la Mela tenta di entrare nel mercato cinese in vari modi, stringendo accordi con imprese e istituzioni locali. Proprio con il governo di Pechino, Apple ha raggiunto un compromesso per evitare sanzioni e continuare a operare nel paese. Una legge nazionale prevede infatti, al pari di quanto succede in Europa, che i dati digitali dei cittadini cinesi restino su server ospitati internamente e non all’estero.

Cosa succede

Dopo qualche mese di trattativa, Apple ha deciso di sottostare al diktat di Pechino, trasferendo i dati del cloud degli utenti del dragone rosso su un data center installato a Guizhou. A differenza di quanto accade dalle nostre parti, dove la normativa europea ha spinto verso lo spostamento dei server delle compagnie intercontinentali per proteggere meglio i diritti dei consumatori UE, la decisione di Cupertino potrebbe creare più di un problema per quanto riguarda la privacy dei clienti in Oriente. Avere, fisicamente, la possibilità di accedere alle informazioni sensibili è una grande vittoria per il governo centrale.

Come anticipato, la modifica delle condizioni riguarda prettamente iCloud, ma è proprio qui che sono conservate le chiavi crittografiche per l’accesso all’account di iTunes e degli altri servizi offerti dalla Mela. La multinazionale avrebbe potuto ribellarsi alle leggi cinesi? Si, assolutamente, con il rischio di essere sbattuta fuori dal paese e perdere così un mercato fondamentale per il suo business. Basti pensare che in Cina Apple detiene l’85% della vendite totali nel settore smartphone premium.

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