Facebook vieta le pubblicità sulle cospirazioni del coronavirus

Facebook vieta le pubblicità sulle cospirazioni del coronavirus

I social media svolgono un ruolo primario nella diffusione di notizie corrette e verificate: ecco come agisce Facebook

Facebook questa settimana ha rassicurato tutti sul fatto che vieterà le pubblicità che promettono “cure” per il virus Covid-19, noto anche come coronavirus. Resta da capire se può effettivamente farlo nella sua totalità. Sia Facebook che Instagram hanno menzionato per la prima volta il loro interesse a vietare le “cure” fasulle a gennaio, come parte del più ampio piano di bonifica dalle informazioni che circondano sulla malattia. «Di recente abbiamo implementato una politica per vietare gli annunci che si riferiscono al coronavirus e creare un senso di responsabilità, così come la volontà di garantire una corretta prevenzione. Le stesse politiche sono in vigore sul Marketplace».

La lotta di Facebook alle fake del coronavirus

Facebook si unisce nella lotta alla disinformazione e sciacallaggio già visto su Amazon, che ha avvertito i venditori che avrebbe rimosso le inserzioni per gli articoli super-prezzati o sostenitori di cure misteriose sul coronavirus. Dato che i timori di infezione stanno iniziando a provocare un maggiore coinvolgimento pubblico, come l’annullamento di fiere tra cui il Salone del Mobile di Milano, il ruolo dei social media diviene più centrale che mai. Si spera che Facebook sarà effettivamente in grado di vietare annunci di questo tipo, ma il suo track non sembra così eccezionale. La società si è anche impegnata a non consentire agli annunci pubblicitari anti-vaccinazione di raggiungere gli utenti, ma continuano ad apparire sulla piattaforma.

L’azienda, il mese scorso, ha affermato che avrebbe aiutato i ricercatori della School of Public Health di Harvard e della National Tsing Hua University di Taiwan a condividere dati di mobilità aggregati e anonimizzati e mappe di densità della popolazione ad alta risoluzione per aiutare a informare i loro modelli di previsione per la diffusione del virus.

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