Scontrino elettronico, un passo avanti verso la digitalizzazione

Scontrino elettronico, un passo avanti verso la digitalizzazione

Al via lo studio di soluzioni alternative a registratore telematico e il trattamento dei dati previsto dalla lotteria degli scontrini. Uno step ulteriore verso il futuro, non privo di sforzi. Gli operatori pronti a raccogliere la sfida per aiutare tutte le imprese a sperimentare concretamente il valore e i benefici del digitale

Dopo la rivoluzione della fatturazione elettronica, continua la digitalizzazione dei processi gestionali del punto vendita, con l’entrata in vigore dello scontrino elettronico e l’invio telematico dei corrispettivi. Dopo i grandi retailer e gli operatori commerciali con fatturato superiore ai 400mila euro, che si sono già adeguati (dal primo luglio 2019) – l’obbligo (in vigore dal primo gennaio 2020 con una moratoria di sei mesi fino al 30 giungo 2020) di adeguarsi alla nuova contabilità di cassa scatta anche per tutti coloro che svolgono attività con Partita IVA di commercio al minuto o assimilate, interessando quindi artigiani, alberghi, commercianti, ristoranti, piccoli negozianti al dettaglio, bar, centri fitness, hotel e catene alberghiere, che dovranno confrontarsi con il passaggio alla trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri e dotarsi delle soluzioni hardware e software necessarie. Un processo che porta, inevitabilmente, a un cambio di abitudini tale da impattare direttamente sull’operatività più spiccia, obbligando l’esercente ad abbracciare l’era dei processi digitali. Insomma, aspetti positivi (tanti) e alcuni negativi (più per i costi) per uno switch che rappresenta comunque un upgrade della cultura tecnologica a livello di sistema, visto che trasmissione telematica dei corrispettivi e scontrino elettronico mirano non solo a combattere gli illeciti, ma anche a migliorare il livello di maturità digitale, per allinearci agli altri paesi d’Europa.

Oltre al via libera del Garante privacy al trattamento dei dati previsto dalla lotteria degli scontrini, gli operatori software accolgono con favore il proseguimento dei lavori del tavolo di discussione tra Agenzia delle Entrate, Sogei e Assosoftware sulla possibilità di sviluppare soluzioni digitali per la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi alternative al registratore telematico, e che potranno essere integrate ai gestionali contabili in uso, per offrire quindi al mercato una pluralità di possibilità, garantendo non solo i medesimi requisiti di sicurezza e inalterabilità dei dati, ma anche la flessibilità del software, l’utilizzo in mobilità e l’economicità – come spiega a Data Manager, Roberto Bellini, direttore generale di AssoSoftware.

Un taglio con il passato

Come è noto, la procedura indicata nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 182017/2016, circa l’invio dei dati dello scontrino elettronico, prevede l’utilizzo del Registratore di Cassa telematico, che di fatto va a sostituire il cosiddetto “misuratore fiscale” tradizionale. Primo punto quindi, una connettività veloce e affidabile. Inoltre, secondo il decreto legislativo n. 127 del 2015 (articolo 2), la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi devono essere “effettuate mediante strumenti tecnologici che garantiscano l’inalterabilità e la sicurezza dei dati, compresi quelli che consentono i pagamenti con carta di debito e di credito”. Ecco che si fa riferimento a “strumenti realizzati da componenti hardware e software atti a registrare, memorizzare, elaborare e trasmettere telematicamente i dati fiscali introdotti attraverso dispositivi di input, nonché da ulteriori elementi hardware e software tra cui, necessariamente, un dispositivo per la stampa e uno per la visualizzazione”.

Dematerializzazione della contabilità di cassa

Quindi entra in gioco un fattore ulteriore, che prevede la necessità per i produttori di registratori telematici di ottenere il certificato di fabbricante da parte dell’Agenzia delle Entrate, una sorta di autorizzazione a realizzare il dispositivo, che a sua volta arriva, mezzo Agenzia, da un’istituzione scientifica, quale il Consiglio nazionale delle ricerche (ma non solo). C’è questo primo aspetto, legato alla produzione, e un secondo che riguarda l’acquisto. Messe le mani sul mezzo telematico, bisogna richiedere le credenziali per accedere a Fisconline (le stesse per il servizio di fatturazione elettronica). Tecnici specializzati devono compiere un setup del registratore, da censire e collegare al portale dell’Agenzia delle Entrate, tramite un QR Code unico fornito in fase di prima registrazione. Tutto ciò, per raggiungere un obiettivo: elaborare e memorizzare in modo inalterabile i dati di vendita, giornalieri e, in generale, richiamarli per periodi a seconda delle esigenze, in maniera rapida ed efficace. Poggiando su una memoria permanente, la dematerializzazione degli incassi è servita. Non a caso, la trasmissione dei dati al fisco deve avvenire tra la mezzanotte e le 22 del giorno successivo, di ogni giorno lavorato e, in caso di problemi, entro un totale di cinque giorni.

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I vantaggi per l’esercente

Fin qui gli “obblighi” da sostenere ma i vantaggi per l’esercente non mancano. Prima di tutto, la manutenzione degli apparecchi passa da uno a due anni. Centinaia di euro, per negozio, risparmiati in rotoli di carta (necessari comunque qualora l’acquirente chieda lo scontrino); nessun obbligo di tenuta del registro corrispettivi; riduzione dei termini di accertamento da cinque/sei a soli due anni. Ci sono altri punti fondamentali: la necessità di avere un server RT per un negozio con oltre tre casse (nei locali o altrove), la possibilità di aggiornare il proprio misuratore via software (se previsto), oppure sfruttare il Bonus Registratori Telematici, con un risparmio a titolo credito di imposta del 50% della spesa sostenuta. Ma non solo: se proprio si vuole continuare a lavorare come in passato, l’Agenzia delle Entrate permette di usare un servizio web su cui caricare o compilare direttamente foglio per foglio, le entrate giornaliere, generando così un file compatibile. Fino a luglio, i commercialisti possono agire come intermediari non delegati, inviando i dati dei corrispettivi giornalieri dei loro clienti. Proprio come accaduto per la fattura elettronica, anche le sfide non mancano. L’evoluzione si preannuncia più grande per la portata culturale di quella della fatturazione elettronica, visto che riguarderà i comportamenti dei clienti finali, che potranno farsi intestare con partita IVA o codice fiscale gli scontrini, al fine di detrarre gli importi.

Facciamo il punto

Alcune aziende sul nostro territorio sono già ben avviate, sicure che il cambiamento porterà benefici per tutto il panorama nostrano. Come ci spiega Pierfrancesco Angeleri, managing director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia: «Siamo pronti a raccogliere la sfida degli scontrini elettronici. Questa nuova disposizione impone un cambiamento epocale non soltanto per gli esercenti ma anche e soprattutto per i commercialisti che, grazie agli strumenti che mettiamo loro a disposizione, potranno accompagnare i propri clienti verso un futuro digitale più sereno. La contabilizzazione dei dati diventa più veloce perché gli applicativi integrano, grazie a un flusso automatizzato e digitale, il passaggio dei corrispettivi dall’esercente al commercialista. Le nostre soluzioni tecnologiche, oltre ad essere adeguate, andranno ad affiancare quanto già sviluppato per sostenere le attività dei commercialisti e degli intermediari in genere nel periodo di transizione dall’entrata in vigore della disposizione legislativa e il termine del periodo di moratoria concesso dal legislatore. Il mondo dei commercianti e quello dei loro commercialisti potrà avere la possibilità di adottare la soluzione digitale che meglio risponde non soltanto alle proprie esigenze, ma che si integri con efficacia ed efficienza alle soluzioni digitali di studio. L’armonizzazione digitale sarà fondamentale anche per mantenere o recuperare efficienza ed efficacia negli adempimenti».

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Lo scontrino elettronico permette di consolidare il percorso iniziato con la fatturazione elettronica e si posiziona come un ulteriore strumento in mano alle aziende per innovare i propri processi e incrementare la propria competitività. Questo provvedimento, infatti, prevedendo l’utilizzo di Internet per la trasmissione dei corrispettivi, avrà una spinta propulsiva anche sulla crescita capillare delle infrastrutture digitali nel nostro Paese. Quando un esercente effettuerà la chiusura di cassa giornaliera, il registratore telematico – o altre soluzioni software alternative validate – elaborerà i dati di compravendita di beni e servizi memorizzati durante tutta la giornata lavorativa, li sigillerà elettronicamente e ne garantirà l’autenticità. Inoltre, il terminale procederà all’invio telematico dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. «Le tempistiche si abbrevieranno e i processi saranno più agili e snelli. Non ci sarà più bisogno di conservare il registro dei corrispettivi, non si verificheranno errori contabili e il punto cassa disporrà di un canale di comunicazione diretto con l’Agenzia delle Entrate» – conclude Angeleri.

Ma come detto, il primo vero passo verso una concreta digitalizzazione dei flussi e processi vi è stata con la fatturazione elettronica. Ce lo ricorda Daniele Lombardo, direttore marketing e digital di TeamSystem: «Lo scorso gennaio, con l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica tra privati, l’Italia è diventata un paese all’avanguardia in Europa in tema di transazioni digitali. Al di là dei risvolti positivi legati alla fiscalità e all’ambiente, lo scontrino elettronico amplificherà anche i benefici della fatturazione elettronica a livello di sistema e amplierà la platea dei soggetti interessati dalla trasformazione digitale. Inoltre, permetterà di digitalizzare la garanzia sui prodotti acquistati, di “dematerializzare” gli scontrini ai fini della detrazione fiscale e della dichiarazione dei redditi. Il digitale, in sostanza, permetterà agli esercenti di gestire in modo più efficiente i processi amministrativi, con una conseguente riduzione di costi ed errori». L’Italia, tra i paesi europei con il più vasto sostrato di piccole e medie imprese, non è certo un gigante in quanto a produttività. «Con circa il 66% del tessuto composto da PMI e microimprese, il problema della produttività è all’ordine del giorno. Negli ultimi 10 anni, l’Italia ha avuto un tasso di crescita del lavoro pari al 2% posizionandosi tra gli ultimi in Europa. Proprio su questo aspetto interverrà il digitale apportando effetti benefici. Infatti, introdurre e sostenere l’adozione di processi digitali tra le imprese e tra imprese e PA è il modo migliore per incrementare quella produttività che serve a competere sui mercati globali e a tornare a crescere in modo solido. Secondo quanto emerso in recente report OCSE, per esempio, a un aumento del 10% dell’uso di internet a banda larga e del cloud in una media azienda manifatturiera corrisponde un +1,4% di produttività media dopo un anno e un +4% dopo tre anni. Senza contare gli impatti positivi sull’indotto o i fornitori che possono contare su interazioni più veloci ed efficienti, oppure anche per i concorrenti che sono indotti ad aumentare a loro volta la loro produttività. Fatturazione elettronica e scontrino elettronico, in questo scenario, sono due importanti tasselli e possono innescare un processo virtuoso, aiutando le aziende italiane a sperimentare concretamente il valore e i benefici del digitale» – conclude Lombardo.

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