«Noi ci siamo». La nuova alleanza tra professionisti e PMI

«Noi ci siamo». La nuova alleanza tra professionisti e PMI

Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, come il 2020 ha cambiato il rapporto tra professionisti e PMI. Sempre più importante il concetto di collaborazione, che nei mesi scorsi ha legato a doppio filo il lavoro di aziende e consulenti

Se c’è un settore che, più di altri, è cambiato con la crisi da Covid-19, è quello dei commercialisti, tornati a svolgere a pieno titolo il ruolo di consulenti aziendali. La pandemia e relativo lockdown hanno dato modo al settore di ripensare il proprio ruolo nei confronti dei clienti, quelle PMI che pure sono venute fuori, spesso a fatica (spesso non ancora) dall’uragano che ha sconvolto le nostre vite, private e professionali. Lo sa bene Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, un nome consolidato nel mondo dei software per professionisti e piccole e medie imprese, che si è adoperata per accompagnare al meglio i clienti in un processo di adeguamento e trasformazione inatteso.

«Velocità e modernizzazione sono i due termini che spiegano gli elementi cardine con cui le imprese hanno risposto allo scenario che si sono ritrovate ad affrontare» – ci spiega Pierfrancesco Angeleri, managing director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia. «Possiamo distinguere due momenti principali che hanno cambiato l’approccio al lavoro delle PMI. Il primo in cui l’imprenditore ha capito di non essere davvero supportato per affrontare difficoltà che mettono in totale stand-by l’operatività. Il secondo riguarda i commercialisti che si sono resi conto della loro rinnovata centralità nel rapporto con le imprese-clienti. Non più solo un terminale ultimo per gli adempimenti e le procedure amministrativo-burocratiche, ma un perno per una consulenza allargata, pari a quella di un CFO».

UNA NUOVA COLLABORAZIONE

Secondo il pensiero di Angeleri, gli strumenti su cui molte PMI si sono da sempre basate per la loro quotidianità erano utili ad affrontare criticità basse, non di certo quelle emerse con il Coronavirus. Parliamo di tool che esistono sul mercato e consolidati presso i soggetti più grandi: alert previsionali, protezione finanziaria, proattività delle operazioni, sono solo alcuni degli aspetti che aiutano a organizzare meglio il lavoro di una società, mantenendola in salute sul lungo periodo. «Fino a ieri, si parlava di difendere i processi, mentre oggi abbiamo imparato che basta poco per creare problematiche pesanti, con conseguenze anche importanti per un business che non abbia protezioni solide. Tanti imprenditori però non erano affatto ignari di questa necessità, anche prima dello scoppio della pandemia.

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Ce ne siamo resi conto nei mesi in cui li abbiamo “incontrati” da remoto, volendo far sentire a ciascuno di loro la nostra presenza». Ed è proprio quello che Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia ha fatto, lanciando uno slogan breve ma chiaro: «Noi ci siamo» – un modo per sostenere le esigenze di aziende e professionisti, consci di ciò che stava accadendo e del forte impatto nel breve termine. «Ci siamo impegnati per trasmettere contenuti, consapevoli che per molti la distanza fisica poteva rappresentare un grosso ostacolo nella risoluzione di problemi di varia natura. Chi fino a ieri non pensava concretamente di poter usare piattaforme digitali per lavorare o riunirsi, ha scoperto un mondo, che difficilmente abbandonerà col ritorno alla normalità». E se spesso ci chiediamo quale sarà la nuova “normalità” che ci aspetta – per Angeleri sarà disegnata da un mondo ibrido, nel quale alle nuove modalità apprese forzatamente – collaborazione a distanza e smart working – si affiancheranno modalità operative più legate al passato, di relazioni dirette, incontri fisici, riunioni e strette di mano.

Pierfrancesco Angeleri, managing director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia

AL PASSO CON LE NOVITÀ FISCALI

Ma tornando all’aspetto più pratico dei software per professionisti e PMI, c’è da dire che i commercialisti hanno dovuto sudare, e non poco, per tenere il passo con i cambiamenti normativi che il Governo ha introdotto durante e subito dopo l’emergenza. «Le misure, figlie del momento concitato, non sono state di semplice attuazione – afferma Angeleri – e hanno creato turbolenze nel settore del supporto fiscale. I professionisti hanno riconosciuto la necessità di accompagnare i clienti oltre il mero adempimento. Commercialisti e PMI si sono avvicinati per collaborare come poche volte in passato, uniti nella salvaguardia del business di entrambi, in un’ottica di reciproca resistenza e vantaggio. Un avvicinamento che potrebbe divenire strutturale e di grande efficacia».

IL SOFTWARE PER I PROFESSIONISTI

Il mondo dei software per professionisti e PMI è per Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia il core business. L’automazione degli adempimenti fiscali, che nasce in Italia negli anni Novanta (all’avvio del Fisco telematico), è oggi un quadro dipinto da più mani, fatto di architetture diverse, che si basano su tecnologie anche obsolete. Come Angeleri ci ricorda, Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia fa parte di AssoSoftware, tra i cui scopi vi è anche quello di promuovere lo sviluppo delle nuove tecnologie per una migrazione completa del mercato su nuove piattaforme. «Cuore pulsante è il cloud multi-tenant, che può ospitare interfacce moderne e aperte a scopi differenti, dall’adempimento fiscale al supporto aziendale tout-court. Vediamo un ricco patrimonio di soluzioni, che vanno nella direzione di aiutare il commercialista ad accompagnare al meglio le aziende verso la comprensione delle informazioni e l’ottimizzazione del lavoro. Un’evoluzione già tracciata, ma che richiede ancora molto impegno».

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Un importante switch nel portafoglio prodotti di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia si è avuto con l’annuncio di Genya, un innovativo ambiente digitale nel quale trovano spazio moduli per la contabilità, la creazione del bilancio, i dichiarativi, la gestione dello studio e naturalmente anche la fatturazione elettronica usufruibili in mobilità, su ogni supporto e con avanzati strumenti di collaborazione a distanza. L’ecosistema Genya nasce da una vera e propria software factory italiana, forte di circa 200 persone, in grado di sviluppare progetti complessi e completi. L’azienda vanta un team dedicato alla user experience che sviluppa prodotti digitali con un’usabilità semplicissima e immediata. Esempi recenti sono Genya Crisi d’Impresa e Genya Revisya per la gestione dei controlli e l’analisi dei dati, identificazione e valutazione del rischio, della revisione e audit interno. «Siamo un’azienda votata all’innovazione e in questo modo stiamo al passo con i tempi e manteniamo la leadership di mercato. I nostri sviluppatori disegnano percorsi che accompagnano il cliente nei processi applicativi in modo davvero intuitivo e naturale. Un obiettivo che si può raggiungere non solo grazie alla tecnologia, ma anche grazie al nostro approccio aperto e collaborativo. Per esempio, l’adozione del cloud multi-tenant ci permette livelli di performance con tempi di risposta che architetture precedenti non potevano garantire».

UN MONDO CHE STA CAMBIANDO

Nel periodo del lockdown, Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia ha tenuto quasi 100 webinar con circa 11mila utenti registrati. «Il lockdown è stato fisico ma non intellettuale e il dialogo e l’incontro è stato costante» – racconta Angeleri. «Sono stati dedicati webinar alla clientela, con la ragguardevole partecipazione di circa tremila utenti. Abbiamo tenuto numerosi incontri formativi, normativi e funzionali. Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia ha di fatto trasferito sulle piattaforme di condivisione e comunicazione un rapporto con i propri clienti che non si è mai interrotto nemmeno per un secondo durante il lockdown». L’azienda aveva da tempo sperimentato con successo lo smart working. Tutti i collaboratori lavoravano da remoto un giorno alla settimana. «Questo ci ha consentito di arrivare preparati al cambiamento che ha coinvolto tutti in modo così repentino. Eravamo già abituati a ottimizzare il tempo dedicato a riunioni, condivisioni di presentazioni e documenti. Il lavoro da remoto e a video è più demanding, e bisogna fare degli sforzi di sintesi per rendere efficace un rapporto a distanza. Usciti dall’emergenza, ci portiamo appresso buone lezioni, nella convinzione che il giusto bilanciamento tra online e offline non solo è possibile ma necessario. Così ci prepariamo ad affrontare in maniera corretta tutto quello che ci riserverà il futuro, evitando di tornare tout court alle vecchie abitudini».

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Foto di Gabriele Sandrini