Il CFO moderno, da responsabile finanziario ad agente del cambiamento aziendale

Il CFO moderno, da responsabile finanziario ad agente del cambiamento aziendale

La figura del CFO – ovvero il chief financial officer, colui che controlla e fa quadrare i conti dell’azienda – si è evoluta a causa, o grazie, alla rapida trasformazione digitale delle aziende, innescata dalla situazione pandemica attuale

Se possiamo trovare un pregio alla disastrosa situazione attuale, è la rapida trasformazione digitale e dei processi delle aziende, trovatesi di fronte all’esigenza di gestire il lavoro dei propri dipendenti da casa e una situazione di mercato fibrillante e mutevole, che richiede rapidissimi aggiustamenti in corso d’opera. E il CFO, professionista che ha tra le mani la gestione finanziaria e la protezione dei business aziendale, ha dovuto per forza di cose evolvere, diventare resiliente e capace di gestire qualunque novità si profilasse all’orizzonte. Il suo compito è cambiato portandolo a una vera e propria orchestrazione di tutte le attività aziendali perché unica figura ad avere una visione d’insieme. Anche dell’evoluzione tecnologica che gioca oggi un ruolo chiave.

Non è un caso che Oracle, che ha apportato alle sue suite applicative ERP ed EPM Cloud innovazioni che sfruttano l’intelligenza artificiale, gli assistenti digitali e gli analytics per migliorare la produttività e il controllo del business, riducendo i costi, abbia voluto riflettere sulla trasformazione del ruolo del CFO insieme a Marco Frecchio, Chief Purchasing & Supply Chain Officer, UFI FILTERS e a Tony Dalla Costa, CFO di 3Zero2 – EuroMediaGroup, che hanno raccontato le loro esperienze dirette.

Per Frecchio l’evoluzione più importante del suo ruolo è stata una considerazione maggiore della rilevanza della tecnologia perché non è stato importante nel suo day by day cambiare gli strumenti, quanto adeguare i processi, rivedendoli per estrarre informazioni più accurate e capaci di fornire elementi di previsione. “All’interno dell’azienda il management team deve oggi essere coeso e informato sui diversi ambiti del proprio business, per poter reagire in tempi brevi, sfruttando gli strumenti a disposizione per gestire le tante informazioni a disposizione distillando quanto possa servire a supportare le decisioni”.

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Sulla stessa lunghezza d’onda anche Dalla Costa che ritiene necessario per l’azienda cambiare mettendo in atto dei processi e un controllo di processo strutturati e vede “l’evoluzione tecnologica come un abilitatore alla riduzione dei tempi operativi, capace però di offrire dati consistenti su cui prendere le decisioni essenziali alla pianificazione e alla definizione di una strategia di controllo e di crescita”.

Poiché la variabilità del mercato fa parte ormai del mondo in cui viviamo, l’azienda deve avere un approccio resiliente e comunicativo, di informazione e di analisi, con una cultura finance sempre più presente nei tavoli decisionali dell’azienda ma anche a fianco dei CTO, che devono far evolvere la loro tecnologia in un’ottica di ritorno degli investimenti. È fondamentale che ci sia una quotidiana interazione tra la figura del CFO e quella del CTO perché coniugare la vision tech con gli aspetti finanziari, con il Roi e l’ottimizzazione e l’utilizzo degli asset e delle persone che fanno muovere le tecnologie è ormai determinante.

Ecco allora che il ruolo di Oracle in questo momento di difficoltà – racconta Alessandro Evangelisti, Mid-Market ERPM Leader della società – è di essere al fianco dei clienti come partner e consulente: “Con loro parliamo di come usare algoritmi di machine learning per fare previsioni della domanda” senza avere l’approccio di chi vende solo prodotti tecnologici, ma di chi si preoccupa di fornire tecnologie che consentano di fronteggiare le esigenze dei propri clienti, ognuno con la sua specificità, le sue esigenze di business e le peculiarità del suo settore. Il tutto usando il cloud computing e le tecnologie emergenti.