Top 100, il futuro è delle donne

Top 100, il futuro è delle donne

Non è l’autunno che avevamo immaginato. L’emergenza la vivono le persone e anche le imprese che reagiscono a livello di organizzazione come gli esseri viventi. Incertezza e confusione possono fare ancora più male della pandemia stessa. I comportamenti fanno il mercato, il business e anche la pandemia. L’emergenza non è il terreno più adatto a coltivare l’innovazione. Il cambiamento non si improvvisa.

Si conquista passo dopo passo. La pandemia però mescola le carte e anche le previsioni degli analisti, portando alla luce rallentamenti, blocchi e accelerazioni improvvise. Ma l’emergenza mostra anche la vera natura delle persone e la capacità delle imprese di reagire, tenere le redini, restare in sella e completare la corsa al galoppo, perché al tondino sono capaci tutti.

È con questa chiave di lettura che Data Manager presenta la XXXIV edizione della Classifica Top 100 delle società di Software e Servizi in Italia. Le imprese sono immerse nel cambiamento fino al collo. La Classifica segna un confine a partire dalle tendenze correlate ai dati 2019, ma anche un salto, una discontinuità positiva rispetto al passato. Tutto il Paese sconta un problema di legacy, non solo tecnologico ma culturale. Il futuro appartiene a chi ha il coraggio di superare ostacoli e nodi mai risolti, senza aggirarli, investendo concretamente sul presente. Soltanto le imprese con una grande attitudine alla gestione del rischio economico, tecnologico e organizzativo saranno capaci di compiere quel salto di fiducia indispensabile per adattarsi al cambiamento ed evolversi.

La Classifica Top 100 fotografa la fascia high-end del settore ICT nel nostro Paese, dando una rappresentazione che, in termini di fatturato complessivo, indirizza circa i due terzi dell’intero settore in Italia. Se dovessimo fare una sintesi, potremmo dire che il 2019 è stato un buon anno per il comparto software, con una crescita circa doppia a livello aggregato rispetto ai servizi IT.

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Tre le principali novità. La rapida ascesa degli operatori di grandi dimensioni. E l’avvicendamento serrato ai vertici della Classifica tra i primi due player in Italia, che si confrontano testa a testa come alla Melbourne Cup. La terza novità ha invece un valore più generale: frena temporaneamente il processo di frammentazione del mercato e rallenta la competizione, con il rafforzamento del comparto software rispetto a quello dei servizi IT. Un rallentamento che non tiene conto dell’accelerazione sul cloud in tutte le sue declinazioni e degli effetti della pandemia sulla cybersecurity. Secondo IDC – infatti – la pandemia avrà un impatto importante nei processi di trasformazione digitale di numerose imprese. In molti casi, potrebbe avere un impatto anche positivo. La necessità di ripensare il lavoro e la collaborazione in un contesto di mobilità ridotta porterà a cambiamenti importanti sul piano tecnologico e organizzativo, soprattutto in alcuni settori, come i servizi e il retail. Discorso molto più complesso per quanto riguarda il settore industriale: capire bene quali saranno gli effetti a medio termine non sarà immediato.

Leggendo tra le righe e i numeri – però – emerge anche un altro fatto degno di nota. Se scorriamo le prime dieci posizioni, scopriamo la correlazione tra innovazione e diversity. La forza delle differenze come energia per l’innovazione. Le aziende che realizzano le performance migliori sono quelle più impegnate nella valorizzazione del talento e del ruolo sempre più significativo delle donne a tutti i livelli dell’organizzazione. In Accenture, lavorano oltre 60mila donne su scala mondiale. Secondo il piano di Julie Sweet, CEO di Accenture, l’obiettivo è di raggiungere la parità di genere (50% donne – 50% uomini) entro il 2025. La diversità è il ponte tra azienda e mercato. La prima policy sulle Equal Opportunities fu approvata in IBM, undici anni prima del Civil Rights Act (1964).

Cresce il numero di donne anche in Microsoft Italia (30% del totale della forza lavoro, con un aumento dell’1,4% anno su anno), con l’AD Silvia Candiani impegnata in prima linea. Sempre più donne nel ruolo di CIO e CTO cavalcano la trasformazione digitale. L’aumento della partecipazione delle donne dovrebbe essere una priorità assoluta se vogliamo garantire la crescita sostenibile delle imprese e dell’economia. Perché le crisi acuiscono svantaggi e discriminazioni, in particolare per chi è già soggetto a pregiudizi e stereotipi. Un impegno condiviso largamente anche da Engineering, Zucchetti, Reply, Almaviva, SAP, Oracle e DXC. La nuova normalità comincia anche da qui.