Cobot, mercato in crescita. Nuove opportunità cross industry

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Nel corso degli anni, gli investimenti in automazione robotica hanno permesso di tagliare costi, ridurre gli errori manuali e ottimizzare i processi esistenti in tutte le industry. Oggi, i cobot possono essere un alleato nella gestione della pandemia, lavorando insieme agli operatori umani

Recentemente, le tecnologie di automazione hanno migliorato la qualità e l’efficienza dei processi produttivi in termini di ottimizzazione dei processi, migliori protocolli di sicurezza e miglioramenti nella supply chain. La pandemia del COVID-19 ha richiesto all’industria farmaceutica e dei dispositivi medici un grande impegno. I cobot, i robot collaborativi, hanno contribuito a soddisfare l’emergenza perché in grado di operare instancabilmente e di fornire una produzione coerente, senza l’errore umano, dimostrandosi molto adatti per le operazioni sensibili nelle scienze mediche.

A fronte della nuova crisi molte aziende hanno sentito infatti la necessità di attuare cambiamenti radicali e di ristrutturare le loro attività produttive e le infrastrutture affiliate automatizzando i processi chiave. Date le restrizioni imposte al lavoro umano durante la pandemia, molte piccole e medie imprese hanno iniziato ad adottare i cobot, al fine di automatizzare le attività ripetitive e semplici. L’adozione di cobot ha anche permesso di soddisfare il massimo bisogno di distanziamento sociale nei luoghi di lavoro e negli ospedali che sono tipicamente ad alta densità di lavoratori e ha contribuito a mantenere i dipendenti e professionisti medici in sicurezza. Roots Analysis, società di ricerche di mercato e consulenza specializzata per l’industria farmaceutica, ha condotto uno studio dettagliato sul mercato globale dei robot collaborativi (cobot), 2020-2030, analizzando gli aspetti chiave del settore e identificando le potenziali opportunità di crescita future. Il rapporto ha preso in considerazione circa 240 cobot in uso, con un’analisi approfondita delle stesse aziende: anno di fondazione, dimensioni dell’azienda e ubicazione. Gli oltre 240 cobot analizzati sono stati identificati per la loro capacità di carico utile e gradi di libertà variabili, e sono già impiegati o sono in fase di adozione attiva in vari settori, tra cui quello delle scienze della vita e dell’industria farmaceutica. Il rapporto è basato su dati oggettivi (IFR, Robotics Association) e su interviste con i CEO e i direttori degli stakeholder di vari settori (automotive, trasformazione alimentare, elettrico ed elettronico, plastica e gomma, scienze della vita e farmaceutico, metallo e altri).

Considerando la crescente adozione di processi di automazione per vari compiti, e la crescente adozione di cobot in vari settori industriali – il mercato è destinato a crescere a un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 30,7% tra il 2020 e il 2030, con un aumento previsto delle vendite di cobot del 10% entro il 2025, secondo la Robotic Industries Association. Nell’ambito delle scienze della vita e dell’industria farmaceutica, i cobot sono utilizzati per applicazioni, come la produzione, i test di laboratorio, la diagnosi medica e la cura del paziente. La maggior parte dei cobot sono stati progettati e sviluppati con sei gradi di libertà, che consentono la rotazione dell’end effector nelle tre dimensioni, superando alcuni limiti del braccio umano.

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I principali benefici emersi dalle interviste sono: riduzione del tempo di inattività umana, con un aumento della produttività negli spazi di lavoro condivisi in seguito all’adozione di cobot; vasta applicabilità e facilità d’uso; flessibilità operativa. I cobot possono essere utilizzati per diversi compiti. Dopo aver testato l’utilizzo della robotica collaborativa per automatizzare le operazioni di “pipettaggio” delle piastre usate nei test diagnostici anche in ambito Covid-19, non si escludono sperimentazioni anche per l’utilizzo dei cobot in previsione della prossima campagna globale di vaccinazioni.


Gianmarco Veruggio scienziato robotico – www.veruggio.it