Google combatte la disinformazione sui vaccini

Alcuni pannelli, al fianco dei risultati di ricerca, mostreranno le informazioni aggiornate quotidianamente sui vaccini

Alcuni pannelli, al fianco dei risultati di ricerca, mostreranno le informazioni aggiornate quotidianamente sui vaccini

Google sta lanciando nuovi pannelli informativi sui vaccini nei suoi risultati di ricerca per contrastare la disinformazione e istruire le persone su ciò che è disponibile nel loro paese. I panel sono in fase di lancio a partire dal Regno Unito, dove il vaccino BioNTech Pfizer è stato già approvato e viene somministrato su base regolare. Gli stessi box saranno poi introdotti in più paesi non appena le autorità sanitarie locali inizieranno ad autorizzare i vaccini. I pannelli includono informazioni su ogni singolo vaccino, mirano ad affrontare la disinformazione e a fornire indicazioni su come, quando e dove le persone possono recarsi per le attività. Google ha utilizzato pannelli informativi simili per condividere informazioni sul Covid-19 in generale, nonché le posizioni dei centri dei vari test.

Più dati e certezze

Oltre ai risultati di ricerca, Google ricorda che condividerà le informazioni anche su YouTube. Video del genere, secondo Big G, sono stati visualizzati oltre 400 miliardi di volte, da quando è partita una compagna in primavera. Al pari di ciò, il gigante segnalerà ogni singolo contenuto fuorviante, come già fatto con quelli dei gruppi no-vax, spesso indicandoli come non verificati. Il lavoro è dunque basato su una trasparenza massima: segnalazione ma anche rimozione, nel caso post e video possano essere decisamente un mezzo per diffondere disinformazione di massa. Ad oggi, sono stati rimossi oltre 700 mila video “relativi a informazioni mediche Covid-19 pericolose o fuorvianti”. afferma Google. 

Infine, è stato anche annunciato un progetto per aiutare, con fondi, le autorità sanitarie e i media nel fornire informazioni utili sui vaccini e sfatare la disinformazione. L’azienda ha stanziato 15 milioni di dollari in sovvenzioni pubblicitarie all’Organizzazione mondiale della sanità per aiutarla a promuovere iniziative sanitarie, e un altro 1,5 milione per sostenere la ricerca di verifica dei fatti e finanziare un Covid-19 Vaccine Media Hub, che dovrebbe essere un risorsa per i giornalisti, con accesso a competenze scientifiche e aggiornamenti sulla ricerca.

Leggi anche:  Se sono i social a dare il via libera per un passaporto