Fitbit ora è un’azienda di Google

Fitbit ora è un'azienda di Google

L’accordo era stato già ratificato dall’Unione Europea a dicembre, ora tocca al Dipartimento degli Stati Uniti

Fitbit è ora una società di Google, dopo che l’accordo è stato finalmente ratificato dall’UE a dicembre. Le due società hanno rilasciato dichiarazioni dicendo che è un affare fatto, anche se non ci sono notizie dal Dipartimento di Giustizia sull’approvazione negli Stati Uniti. In una dichiarazione, l’amministratore delegato di Fitbit, James Park, ha rivelato che l’affare da 2,1 miliardi di dollari era stato chiuso e Google aveva finalmente raggiunto il suo obiettivo. È stato un processo lungo e prolungato, dopo che l’annuncio iniziale del buyout è stato accolto da una certa frenesia per ciò che i dati in possesso di Fitbit possono rappresentare per Big G. 

Cosa succede adesso

Google ha dovuto però rispondere ad una serie di domande da parte dell’Unione Europea per soddisfare i leciti dubbi sulla mole di informazioni degli utenti di Fitbit e le modalità con cui questi dati sarebbero, eventualmente, stati incrociati con quelli delle altre piattaforme di Mountain View. Ebbene, Google non utilizzerà per Ads i dati su salute e benessere raccolti da dispositivi indossabili e manterrà una separazione tecnica dei dati, almeno per gli utenti dello Spazio economico europeo (“SEE”). Rick Osterloh, vicepresidente di dispositivi e servizi di Google, ha ribadito che l’accordo riguarda esclusivamente l’hardware: “Questo accordo ha sempre messo al centro i dispositivi, non i dati, e sin dall’inizio siamo stati chiari sul fatto che proteggeremo la privacy degli utenti Fitbit”. 

Sia l’UE che il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti si sono mossi per indagare sull’accordo, che ha richiesto un anno per essere completato. L’UE ha dato il via libera a dicembre, mentre si attende ancora l’ultima parola da parte del DoJ a stelle e strisce. Un portavoce di Google ha poi aggiunto: “Abbiamo rispettato l’ampia revisione del DOJ negli ultimi 14 mesi e il periodo di attesa concordato è scaduto senza la loro obiezione. Continuiamo a rimanere in contatto e ci impegniamo a rispondere a qualsiasi ulteriore domanda”.

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