Indra nel Bloomberg Gender Equality Index

Indra nel Bloomberg Gender Equality Index

Per il secondo anno consecutivo, Indra fa parte del Bloomberg Gender-Equality Index (GEI), che riconosce l’impegno di Indra per la parità, il progresso delle donne e la diversità, così come la trasparenza delle informazioni relative alle questioni di genere

Indra ha rinnovato per il secondo anno consecutivo la sua presenza nel Bloomberg Gender-Equality Index (GEI), che riconosce le aziende leader a livello globale in termini di trasparenza sulle questioni di genere e di promozione della parità e della diversità.

Indra è una delle 38 aziende del settore tecnologico in tutto il mondo che fanno parte di questo indice di riferimento globale della diversità, che permette agli investitori di valutare la performance delle aziende e confrontarle con altre aziende del proprio settore, ampliando le informazioni disponibili sugli aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG), che sono sempre più richiesti.

L’Index GEI 2021 ha incluso 380 aziende di 11 settori in 44 paesi, dopo aver monitorato e valutato cinque pilastri dell’uguaglianza di genere: leadership femminile e talento; parità di retribuzione; cultura inclusiva; politiche contro le molestie sessuali; e sostegno istituzionale alle donne (pro-women brand). Per essere inclusa nell’indice, Indra ha dovuto ottenere un punteggio uguale o superiore alla soglia globale stabilita da Bloomberg nelle cinque aree prese in considerazione. L’indice valuta anche gli sforzi delle aziende per promuovere l’uguaglianza e la diversità.

La valutazione di Indra è stata particolarmente positiva per quanto riguarda la divulgazione delle sue politiche, buone pratiche e dati sulla diversità, con l’89,39% del totale. In termini di qualità dei dati, Indra ha ottenuto un punteggio dell’86,67% per la parità salariale e di genere, che prende in considerazione aspetti come il fatto che l’azienda abbia condotto un audit globale sulla parità salariale; se ci sono compensazioni basate sul genere o metriche quantitative pubblicate sul gender pay gap.

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Far parte del GEI per il secondo anno consecutivo è un riconoscimento dell’impegno di Indra per il progresso delle donne e della diversità, sia sul posto di lavoro che nei Paesi in cui opera e nella società in generale. La diversità è uno dei pilastri della trasformazione culturale che l’azienda sta portando avanti negli ultimi anni per diventare un’azienda più attraente e motivante.

Indra ha un Piano di Uguaglianza, procedure di Risorse Umane che garantiscono la meritocrazia, un Codice Etico e di Conformità Legale che include i principi di professionalità e rispetto, e ogni anno rafforza il suo Programma di Diversità con nuove iniziative.

Gap salariale ridotto rispetto al settore

Negli ultimi tre anni, il divario salariale tra donne e uomini è del 3% circa, inteso come la percentuale di salario che le donne guadagnano in meno rispetto agli uomini, considerando posizioni e responsabilità simili. Questa cifra è molto più bassa della media delle aziende del settore: secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, quando le donne ottengono un lavoro digitale, affrontano un divario salariale medio del 21%, più alto del divario salariale medio del 16% per l’economia in generale. In Italia, secondo i dati di Eurostat, il gender gap adjusted (numero di ore lavorate sulla retribuzione mensile lorda) è del 23,7%, sotto la media europea del 29,6%.

Indra ha anche migliorato la percentuale di donne tra i propri professionisti. In Italia, dove la società è presente con il brand Minsait, la percentuale di donne è del 32%, molto al di sopra della media del settore IT italiano, nel quale solo il 15,1% degli specialisti sono donne, secondo i dati di Eurostat.

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“In Indra contiamo sul potere delle donne di migliorare la società attraverso la tecnologia. Le donne non solo contribuiscono alla digitalizzazione, ma devono guidare il processo di trasformazione digitale (e culturale). Ecco perché scommettiamo sulle donne, per attirarle nel settore tecnologico, tra quelli che offrono maggiori più opportunità di lavoro, con grande impatto sulla società; per valutare il loro talento e aiutare a definire punti di riferimento al femminile; per abbattere pregiudizi; per favorire il loro sviluppo professionale e la loro leadership”, ha affermato Roberta Ficorella, responsabile Human Resources della società in Italia.

A livello globale, la percentuale di professioniste di Indra raggiunge il 35% su circa 49.000 dipendenti, il 20% tra i livelli manageriali. Per quanto riguarda il Consiglio di Amministrazione, la presenza femminile è al 38,5% e raggiunge il 57,14% se si considerano solo gli amministratori indipendenti. Indra è anche una delle quattro aziende dell’Ibex-35 (l’indice selettivo della Borsa di Madrid) con una direttrice esecutiva: Cristina Ruiz, direttrice generale di Information Technologies.

Tutti questi dati sono ancora più positivi se si tiene conto che il settore tecnologico è storicamente un settore con un deficit di studentesse e professioniste con profili tecnico-scientifici. Infatti, secondo l’Osservatorio sulle Competenze Digitali, il divario di genere peggiora all’interno del settore ICT italiano, dove la quota femminile delle immatricolazioni alle lauree ICT è sotto il 20%.

Promuovere il progresso delle donne

Per promuovere il progresso delle donne nell’azienda e nella società, da anni Indra rafforza costantemente il suo programma di diversità di genere con nuove iniziative volte a promuovere una cultura in cui sia percepito come un valore avere sensibilità e capacità diverse, abbattendo pregiudizi e stereotipi; per avere procedure che garantiscano la meritocrazia; e per sostenere le donne ad abbattere le barriere sociali che possono esistere, ma anche quelle che loro stesse impongono.

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Tra le azioni che sono state implementate ci sono azioni di co-creazione con gruppi di dipendenti per definire la strategia di uguaglianza dell’azienda; sessioni di coaching di gruppo con donne del team di gestione; il ciclo “Donne che ispirano”, per presentare le dipendenti di Indra che sono un punto di riferimento; o un hack day rivolto alle donne universitarie. Questa giornata, che in Italia si ha svolto a marzo del 2020 presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma, ha lo scopo di evidenziare il valore del talento femminile e mostrare la fiducia di Indra nel loro potere di migliorare la società e contribuire agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs) attraverso la tecnologia.