L’assicurazione digitale: le best practice per abbracciare una trasformazione digitale e migrare al Cloud

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Evolvere da un’architettura assicurativa tradizionale a un’architettura moderna è un must?

A cura di Alessandro Chimera, Director of Digitalization Strategy, TIBCO

Proseguendo e completando la serie di tre articoli sull’evoluzione delle Assicurazioni in chiave digitale, confrontiamo dal punto di vista aziendale le architetture on-premises e cloud, arrivando a dimostrare come l’architettura cloud-native presenti numerosi vantaggi.

Da un’architettura on-premises…

La maggior parte degli assicuratori si affida ancora alle architetture monolitiche tradizionali. La maggior parte dei servizi sono on-premises e si integrano con diversi servizi esterni necessari come ad esempio nel settore RC auto con quello del PRA (Pubblico Registro Automobilistico) e altri. Qualsiasi nuovo sviluppo o modifica delle applicazioni, richiede uno sforzo significativo. La scalabilità orizzontale e verticale è limitata e richiede risorse infrastrutturali aggiuntive per sostenere un carico maggiore. Per garantire il supporto operativo, le risorse devono essere assegnate 24×7. Anche le possibili innovazioni sono limitate a causa della rigidità dell’architettura attuale e delle dimensioni dell’infrastruttura.

Gli svantaggi tipici di queste architetture sono:

  • difficili da scalare. Prestazioni non soddisfacenti del front-end quando più clienti o agenti operano sul sito web aziendale;
  • il multicanale richiede sforzi di implementazione non trascurabili e comporta la revisione costante delle applicazioni monolitiche;
  • inflessibile: limitato approccio ibrido per collegare le sorgenti dati on-premises con le sorgenti dati cloud-native;
  • nessun supporto nativo per le tecnologie a container per scalare dinamicamente;
  • nessun supporto nativo per le pratiche Dev/Ops;
  • nessuna prototipazione veloce e generalmente un elevato time-to-market.

…A un’architettura cloud-native

Quando si passa a un’architettura cloud-native si aprono nuove possibilità. Le architetture native cloud sono progettate per massimizzare i vantaggi di una piattaforma distribuita in modo da potersi concentrare su ciò che conta: il proprio business assicurativo. Ovviamente il consiglio è di non far migrare mai l’intero sistema e le applicazioni in una sola volta con un approccio detto a “big-bang”. Quando si tratta di migrare e adottare il cloud, le grandi imprese si devono concentrare sui cosiddetti “quick win”, ovvero ricercare vantaggi immediati, utilizzando sprint veloci. Questi hanno tipicamente più successo rispetto ai progetti avviati dalle aziende che cercano di ottenere cambiamenti radicali in un lasso di tempo più lungo seguendo l’approccio big-bang. Con i fornitori di PaaS, IaaS e SaaS (Platform, Infrastructure, Software as-a-Service), è possibile spostare in modo incrementale i nuovi servizi aziendali nel cloud e garantire la continuità operativa dei servizi on-premises. Con la possibilità di creare architetture ibride, l’innovazione può essere introdotta senza perturbare il business attuale. Ciò consente di reinventare il business a un ritmo che si adatta alla maggior parte delle compagnie assicurative, minimizzare i rischi e migliorare la customer experience.

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Una best practice è quella di iniziare con la revisione dei sistemi in-house e di integrare i servizi interni con un approccio basato sulle API. Invece i nuovi sviluppi dovrebbero essere spostati nel cloud creando microservizi che possano facilmente scalare con il carico di elaborazione. Uno strumento di sviluppo iPaaS accelera l’integrazione dei servizi on-premises con i servizi nativi cloud di terze parti. Poiché i fornitori SaaS richiedono integrazioni estese, con una piattaforma d’integrazione cloud-native (iPaaS), l’agilità necessaria viene migliorata:

  • deployment semplificato: sviluppare una volta sola, distribuire ovunque;
  • scalabilità orizzontale senza limiti: i microservizi possono scalare a seconda del carico;
  • migliore utilizzo delle risorse: ottimizzazione grazie a IaaS e PaaS;
  • report dinamici, adeguamenti in base allo stato applicativo.

Migrando a un’architettura ibrida si ottengono i seguenti vantaggi:

  • aumento delle prestazioni complessive;
  • front-end agile e performante (il traffico di rete si riduce grazie all’uso delle API);
  • scaling orizzontale illimitato in funzione del carico;
  • multicanalità mediante strategie di integrazione API-first e API-led;
  • supporto per dispositivi mobili in continuità: per dipendenti, clienti e agenti;
  • integrazione di database legacy con data warehouse di tipo PaaS;
  • flessibilità di deployment: sviluppare una volta sola, distribuire ovunque (develop once, deploy everywhere);
  • integrazione di servizi on-premises oppure in cloud;
  • supporto nativo delle tecnologie dei container come Kubernetes o Openshift;
  • supporto nativo DevOps;
  • time-to-Market veloce e prototipazione rapida.

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