Techyon, come attrarre i talenti dell’IT

Techyon, come attrarre i talenti dell’IT

Poca sintonia tra le preferenze dei candidati e gli incentivi proposti dalle imprese. Il gap emerge dall’indagine di Techyon, head hunter specializzato nella ricerca di manager e professionisti IT

Possibilità di usare nuove tecnologie, di crescere professionalmente, di lavorare in ambiente dinamico. Sono questi alcuni elementi che attraggono i professionisti IT interessati a un nuovo lavoro, secondo la survey condotta da Techyon, head hunter specializzato nella ricerca e selezione di professionisti e manager dell’Information Technology, in collaborazione con Jointly, società attiva in area welfare e people caring. L’indagine, che si è svolta tra novembre 2020 e gennaio 2021, ha coinvolto 70 aziende e 100 professionisti IT attivi in vari settori, per verificare la sintonia tra le preferenze dei candidati con profilo informatico e gli incentivi proposti dalle aziende per attrarre persone valide e promuoverne la retention.

«L’idea di realizzare questa survey e di ricavarne un white paper scaricabile gratuitamente dal nostro sito, nasce dalla volontà di evidenziare una questione: le aziende considerano le esigenze di manager e professionisti IT al pari di quelle di professionisti specializzati in altri ambiti» – spiega Federico Colacicchi, co-founder & CEO di Techyon. «Di conseguenza, le leve usate dalle organizzazioni per attrarre candidati esperti in ambito IT sono le stesse usate per tutti i profili ricercati. Invece esiste una discrasia tra i metodi di attraction usati dalle imprese e gli interessi dei professionisti IT, in tutte le aree».

INNOVAZIONE E CARRIERA

Scendendo nei dettagli, per il 39% delle imprese l’incremento del salario è la principale leva di attrazione per invogliare i professionisti IT a valutare nuove posizioni, seguito da crescita professionale (27% delle risposte) e adozione di tecnologie all’avanguardia (17%). Il 52% delle aziende coinvolte pensa che il motivo principale per cui un professionista IT decida di cambiare lavoro sia la mancata crescita economica. Altri fattori determinanti, secondo le imprese, sono la mancata crescita professionale (28%) e la presenza di tecnologie obsolete (20%). Per i professionisti IT, invece, la leva principale per valutare un cambio di posizione è la possibilità di usare nuove tecnologie (50%), seguita dalla crescita professionale (22%), dall’incremento del salario (18%). Un ambiente dinamico e attento alle persone è indicato dal 67% dei professionisti IT come risposta principale alla domanda “cosa è essenziale trovare in una nuova azienda”. Solo il 20% evidenzia la necessità di ottenere un aumento di salario, mentre il 13% vede come elemento fondamentale lo smart working. Secondo il 73% delle aziende, invece, la retribuzione ha un peso elevato sulla decisione dei professionisti IT di lasciare il posto di lavoro.

LA RETRIBUZIONE NON BASTA

A parità di retribuzione, per i professionisti IT, sono le nuove tecnologie (64%) l’elemento fondamentale che li porta a scegliere un’azienda, seguite dalla crescita professionale (36% delle risposte). Più variegate le risposte delle imprese. Secondo le società intervistate, il 27% è interessato alle tecnologie proposte, il 25% alle opportunità di formazione, il 18% all’ambiente dinamico, l’11% allo smart working, il 5% al welfare.«I risultati – dice Colacicchi – hanno evidenziato che, per le aziende, i profili IT sono difficili da ricercare e attrarre e hanno confermato la necessità di competenze specifiche nel recruiting di personale IT. Profili con una expertise tecnica sono attratti da elementi e incentivi che eccedono le usuali politiche di attraction. Tra le leve più usate dalle aziende, c’è l’aumento della retribuzione, elemento non considerato precipuo dai lavoratori IT. Questo accade perché si tende a considerare erroneamente l’ambito IT: il livello di innovazione tecnologica e la dinamicità dell’ambiente sono importanti per chi lavora nel mondo tech, in quanto permettono un costante aggiornamento delle competenze e il mantenimento di un alto livello di competitività sul mercato del lavoro».

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