Cyber Guru progetta la crescita

Cyber Guru progetta la crescita

L’azienda, specializzata nella formazione alla difesa dagli attacchi informatici, raccoglie un round di investimento da 3,6 milioni in aumento di capitale e prevede piattaforme più evolute e nuovi uffici a Parigi e a Madrid

Cyber Guru, piattaforma italiana che propone servizi formativi per imparare a difendersi dagli attacchi informatici, raccoglie un round di investimento da 3,6 milioni in aumento di capitale, guidato dal gestore di Venture Capital P101 SGR, tramite il suo secondo veicolo P102 e il fondo di venture capital ITALIA 500, istituito da Azimut Libera Impresa e gestito in delega da P101. Il round è stato condotto in co-investimento con il gestore di Venture Capital spagnolo Adara Ventures ed è il primo istituzionale per la società.

«Tutto questo è una dimostrazione del buon lavoro svolto e delle opportunità di business che ci attendono» – commenta Gianni Baroni, fondatore e CEO di Cyber Guru. «L’intenzione, ora, è di investire sull’ampliamento dell’offerta, su nuove componenti che saranno integrate nella piattaforma Cyber Guru, e di ampliare la nostra presenza all’estero. Apriremo, l’anno prossimo, in aggiunta alle sedi di Milano e di Roma, uffici a Parigi e a Madrid, perchè il programma formativo di Cyber Guru è di interesse internazionale, è adatto ad aziende di ogni dimensione e settore ed è disponibile in più lingue».

Cambiare il comportamento degli utenti quando interagiscono con una tastiera e uno schermo è l’obiettivo di Cyber Guru, per ridurre i rischi connessi alla cyber security. «Vogliamo incidere sui comportamenti delle persone perchè acquisiscano la dimestichezza necessaria per essere attenti alle attività che svolgono quando usano un mezzo informatico» – dichiara Baroni. «La nostra formazione prevede l’uso di differenti vettori d’attacco ed è articolata in un programma che si avvale di tre tipi di formazione. La Cyber Guru Awareness è un metodo di formazione cognitiva basato su e-learning avanzato, agile, breve e accattivante. Cyber Guru Phishing, invece, è un’iniziativa di formazione che prevede di far esercitare l’utente grazie a finte e-mail di phishing che lo addestrano a individuare i reali attacchi. La terza componente formativa prevede brevi video in cui sono raccontati episodi realmente accaduti di cyber attacchi, frodi e sottrazioni di dati».

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UNA PIATTAFORMA IN EVOLUZIONE

Nata nel 2017, Cyber Guru è cresciuta sia in termini di fatturato sia di dipendenti e ora punta a evolvere ulteriormente dal punto di vista tecnologico.

«Nella nostra piattaforma – dice Baroni – il sistema di intelligenza artificiale sarà potenziato per permettere la generazione, in automatico, di percorsi formativi personalizzati in rapporto al singolo utente, rispetto alle capacità dimostrate in termini di consapevolezza del rischio. Non solo espanderemo l’offerta in senso orizzontale, copriremo nuove aree verticali, per seguire meglio esigenze di formazione specifiche. Oggi abbiamo a disposizione piani di formazione triennali, che potranno diventare quinquennali, perché la formazione sulla cyber security deve essere permanente e costantemente aggiornata».

La piattaforma di Cyber Guru è disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco, ma può essere adattata anche ad altre lingue, localizzando i contenuti in base alla cultura del paese di destinazione.

In Italia, il PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) prevede ingenti fondi destinati alla digitalizzazione. Questo significa che saranno sempre più le aziende che usano le piattaforme informatiche e che dovranno acquisire consapevolezza sui problemi di cyber security. «Anche il prefetto Franco Gabrielli, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, ha confermato che c’è un problema di consapevolezza del rischio cyber» – conclude il CEO di Cyber Guru. «Per costruire una grande infrastruttura informatica che favorisca lo sviluppo e il rinnovo dell’intero paese, bisogna fare attenzione alla cyber security e alla formazione degli utenti. In questo scenario siamo gli interlocutori più adatti per affrontare il problema della sicurezza informatica».