Apple, il lavoro in ufficio adesso è un problema

Apple, il lavoro in ufficio adesso è un problema

Una survey interna mostra che quasi il 90% dei dipendenti vorrebbe continuare con il modello ibrido

Un sondaggio interno di Apple mostra che i dipendenti vogliono continuare a lavorare da remoto. Circa il 90% degli intervistati teme infatti che, qualora l’azienda costringesse le persone a tornare in ufficio, molti si licenzierebbero o rischierebbero un licenziamento. Nel sondaggio, che è stato inviato all’inizio di giugno, quasi il 90% degli intervistati ha dichiarato di essere “fortemente d’accordo” con l’affermazione “le opzioni di lavoro flessibili in base alla posizione sono una questione molto importante per me”. Un totale di 1.749 persone ha risposto alla domanda.

I dipendenti hanno definito “posizione flessibile” come l’opzione da lavorare da casa a tempo indeterminato. La notizia arriva sulla scia dell’annuncio di Tim Cook che Apple lancerà un nuovo modello di lavoro ibrido che richiederà ai dipendenti di tornare in ufficio tre giorni alla settimana a partire dall’inizio di settembre. Mentre la mossa è un grande cambiamento per l’azienda, che ha scoraggiato il lavoro a distanza prima della pandemia, è forse ancora troppo prematura per alcuni.

Cosa cambia con il modello ibrido

In risposta alla dichiarazione “sono preoccupato che alcuni dei miei colleghi debbano lasciare Apple a causa della mancanza di opzioni di lavoro flessibili sulla posizione”, il 58,5% ha dichiarato di essere “fortemente d’accordo”. Un totale di 1.743 persone ha risposto alla domanda. Una parte più piccola, il 36,7%, ha affermato di essere preoccupata di dover dimettersi a causa della mancanza di flessibilità.

Il 14 giugno, i dipendenti hanno inviato i risultati del sondaggio a Cook e Deirdre O’Brien, vicepresidente senior per la vendita al dettaglio e il personale. Mentre Apple incoraggia i dipendenti a farsi vaccinare, non richiede a tutti di indossare maschere in ufficio, affermando che “scegliere di indossare una maschera nei luoghi in cui i protocolli sono stati revocati è una decisione personale”.

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