Edward Snowden contro l’indebolimento della crittografia

Edward Snowden contro l’indebolimento della crittografia

L’ex NSA aderisce alla Global Encryption Coalition per una campagna a protezione della tecnologia

I primi messaggi di Edward Snowden a Gleen Greenwald sono stati inviati usando la crittografia. Il portale che il giornalista ha messo in piedi, per accogliere le informazioni di altre gole profonde al mondo, utilizzata la crittografia. Non a caso, Snowden ha più volte elogiato servizi di chat, tra cui Signal, che si basano proprio sull’avanzata forma di sicurezza. Insomma, non andate a parargli della possibilità di indebolire questi strumenti, perché le conseguenze potrebbero essere disastrose per la privacy degli utenti. Per questo, il giovane ex NSA si è unito alla Global Encryption Coalition per lanciare una campagna a protezione della crittografia. 

Il gruppo lavora come una sorta di adivsor contro coloro che mirano a rendere meno serrate le maglie di applicazioni e piattaforme utilizzate su larga scala, che lascerebbero le persone più vulnerabili alla criminalità e alla sorveglianza. “Ho visto in prima persona come i governi possono abusare del potere che hanno per accedere ai dati personali di innocenti in nome della sicurezza nazionale”, ha affermato Snowden. “Indebolire la crittografia sarebbe un errore colossale che potrebbe mettere a rischio migliaia di vite”. 

La crittografia end-to-end rende più complicato implementare programmi spia come quelli esposti da Snowden, uno dei motivi per cui i governi vogliono eluderlo. “Ora più che mai, i giornalisti stanno affrontando minacce digitali al loro lavoro e alla loro sicurezza”, ha affermato Lisa Dittmer, advocacy officer per Internet Freedom, Reporters Without Borders. “La crittografia svolge un ruolo fondamentale nella protezione delle fonti, consentendo di condividere informazioni anche negli ambienti più pericolosi. Tuttavia, man mano che cresce la necessità di crittografia, aumentano anche gli sforzi per indebolirla”. Tanti governi, dall’India all’Australia, chiedono alle aziende tecnologiche di costruire backdoor nei loro sistemi crittografati end-to-end. Nel Regno Unito, un nuovo regolamento potrebbe rendere penalmente responsabili i fornitori di servizi per gli atti degli utenti se le forze dell’ordine non potranno accedere ai dati crittografati. “La crittografia ci rende tutti più sicuri”, ha affermato Snowden. “Dalle famiglie che proteggono le fotografie dei loro figli, alle informazioni sanitarie personali, la tecnologie tiene private le nostre informazioni personali” ha chiosato Snowden.

Leggi anche:  1/4 delle vulnerabilità vendute nel mercato cybercriminale ha più di tre anni