Melazeta, la gamification oltre il gioco

Il partner di Seeweb converte le dinamiche di coinvolgimento in opportunità di crescita e sviluppo del digitale. Lara Oliveti, co-founder e CEO di Melazeta: «La gamification come piattaforma del futuro per competere, cooperare, esprimersi, imparare ed esplorare nuove possibilità»

Lo storytelling non si riferisce solo all’arte del sapere narrare qualcosa ma del riuscire a tenere viva l’attenzione di uno spettatore su un tema non necessariamente di suo interesse. Un concetto che sembra appartenere a tempi passati ma che è alla base della gamification, un modus operandi tornato molto di moda di recente. App, videogame, la stessa Internet, mirano sempre più a restituire una certa fetta di “personalizzazione” alle esperienze degli utenti. La disponibilità globale di prodotti e servizi necessita proprio dell’aspetto “custom” per fidelizzare il consumatore. Un nuovo report della Global Industry Analysts (GIA), intitolato Gamification – Global Market Trajectory & Analytics”, presenta sfide e prospettive del mercato, in uno scenario profondamente influenzato dalla pandemia. Gli analisti prevedono che il settore della gamification raggiungerà un valore di 59 miliardi di dollari entro il 2026, crescendo ad un CAGR del 40,7% nei prossimi cinque anni. Una crescita esponenziale, che spiega come le meccaniche del gioco e del game design restituiscano effetti concreti e immediati di coinvolgimento dell’utente, tali da portare a centrare in breve tempo gli obiettivi di una campagna.

Una tecnica polivalente

Quali contesti sono i più indicati per la gamification? La risposta migliore è: tutti. Sono tanti gli esempi che dimostrano come le metodologie applicative della “ricompensa” abbiano riscosso ben più di un successo in reparti e settori variegati del mondo produttivo, con il fine di incentivare non solo il raggiungimento dei risultati ma anche una competizione genuina tra dipendenti. Lo sa bene Lara Oliveti, co-founder e CEO di Melazeta, azienda che nasce come startup focalizzata proprio nello sperimentare le tecnologie digitali al servizio del branded entertainment. Oggi, Melazeta, guidata da Oliveti e da Marcella Albiero, è passata dall’essere PMI innovativa, con sedi a Modena e Milano, a parte del gruppo La Fabbrica, che da oltre 30 anni si occupa di progetti di CSR in ambito didattica per grandi brand. L’obiettivo resta quello di utilizzare le teorie e gli strumenti della gamification come leva strategica e creare soluzioni digitali di livello superiore che incrementino la fedeltà dei consumatori, l’entusiasmo degli studenti, il coinvolgimento dei collaboratori di un’azienda o il suo brand awareness.

Il business di Melazeta

«Melazeta è una realtà che punta alla gamification da applicare a vari settori. Parliamo di progetti con finalità di marketing o educativi, training aziendali e di social impact. Tutti vengono sviluppati con creatività ad hoc, a seconda del trend e della fascia d’età, con un’applicazione tecnologica che mira sempre a essere un passo avanti». Il riferimento è all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, come la realtà aumentata ma, in generale, esperienze fruibili online e su mobile. Un requisito è dunque quello di avere, nel team, persone che sappiano non solo sviluppare piattaforme ma tradurre le necessità dei clienti in mondi tridimensionali, con i principali motori di development (come Unity). Compito di Melazeta è individuare la giusta tecnologia per ciascun progetto e disegnare la user experience in modo coerente, considerando le caratteristiche degli utenti verso i quali veicolare uno specifico servizio o prodotto.

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Melazeta fa parte di Game Thinking, una community fondata da Amy Jo Kim, che promuove un approccio, di cui Melazeta è certificata, che combina game design, system thinking, Agile/Lean UX e design thinking per aiutare a costruire esperienze profondamente coinvolgenti, basandosi anche su elementi di neuroscienza e sociologia cognitiva. «Una modalità utile sia per riprogettare servizi che per crearne di nuovi, da zero. Lo facciamo, tra l’altro, per quelle startup che vogliono abilitare nuovi flussi partecipativi nelle loro piattaforme, dal car pooling al social fashion».  Ma per soddisfare i bisogni crescenti di gamification, serve un’infrastruttura solida e ben avviata, con cui ottimizzare gli accessi, equilibrare le prestazioni, insomma, scalare le performance. Ed è qui che arriva Seeweb. «Una partnership che per noi ha rappresentato sin da subito un valore – spiega Lara Oliveti – soprattutto quando entrano in gioco assessment tecnici differenti da rispettare e policy internazionali. Elementi per cui servono competenze specialistiche che ritroviamo in Seeweb. Peraltro, vediamo solo l’ultimo stadio della gamification, il progetto finito ma è evidente che dietro c’è tutto un lavoro di backend sartoriale» – continua Lara Oliveti. «Potersi confrontare con un partner che condivide la tua stessa lungimiranza è per noi motivo ulteriore di affidamento verso la collaborazione, tanto che i progetti avviati vedono un’attività di concerto sin dalle fasi iniziali».

La partnership con Seeweb

Il supporto di Seeweb a Melazeta si traduce in una collaborazione che si estende dalla fase di presales a quella applicativa e postvendita. «Tutto il progetto, l’infrastruttura e il setup, vengono forniti in maniera esclusiva» – ci dice Gianluca Geralico, Focal Point di Seeweb. «L’azienda era alla ricerca di un partner tecnologico e affidabile, con una capacità di intervento focalizzata. Il nostro operato segue la stessa linea di Melazeta sia in termini di applicabilità delle risorse che di supporto continuo. Da cliente, Melazeta è divenuto subito nostro partner, in un momento storico molto complesso, quello della piena pandemia. Questo a dimostrazione di come, quando si condividono medesimi obiettivi, è facile trovare punti di contatto. Per questo, il futuro andrà sempre più verso lo sviluppo di progetti condivisi, con il fine di dare un valore unico al cliente». A differenza di altri concorrenti attivi nel campo della gamification, Melazeta non ha un’unica piattaforma da dove eroga i servizi. La base è un framework unico ma da qui partono i vari progetti che, per le loro caratteristiche di unicità, sono difficilmente riproducibili. Questo permette al team di studiare sempre qualcosa di nuovo e di restare molto lontano dalla monotonia che non di rado appiattisce la creatività digitale dopo un certo periodo. La soluzione che Melazeta utilizza è Cloud Server, un server virtuale ridondato N+1 che system integrator, sviluppatori, aziende e professionisti IT possono utilizzare per ospitare siti Web e applicazioni con richieste di prestazioni e scalabilità. Cloud Server poggia su un hardware enterprise e su parametri completamente garantiti, tra RAM, core e banda. La scalabilità avviene sia verticalmente, modulando le risorse on demand, che orizzontalmente, aggiungendo altri server cloud per creare infrastrutture complesse e flessibili.

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«Il nostro ruolo è capire quello di cui può aver bisogno Melazeta nel progetto che deve realizzare. Grazie al cloud computing possiamo scalare e intervenire in ogni momento, per adattare l’infrastruttura nel corso del tempo» – sottolinea Geralico di Seeweb. «La pandemia ha riposto l’attenzione sulla gamification quale metodo per rendere la user experience più immediata e “umana”. Pensiamo alla didattica a distanza ma anche alle piattaforme di condivisione. Quella di Seeweb non è solo un’offerta tecnologica ma un modo per aiutare a costruire un panorama applicativo pronto alle sfide del futuro. Se il Covid ci ha insegnato che è possibile puntare sul digitale per dare nuova forma a tante attività che prima venivano svolte esclusivamente in luoghi e orari prestabiliti – pensiamo al lavoro stesso ma anche alle modalità di fruizione di mostre, musei e spettacoli – resta l’importanza di dare a questi processi un grado di interazione più alto, capace di innalzare il livello dell’esperienza, non per sostituire ma per affiancare il definitivo ritorno alla normalità che tutti attendiamo con impazienza».