Top100, nuovi equilibri

Top100, nuovi equilibri

Il clima, il mercato, il traffico, le città, il volo degli uccelli, i neuroni del cervello. Sono tutti esempi di sistemi complessi. Anche le imprese possono essere considerate sistemi non lineari, non tanto per il numero elevato di elementi che le compone, quanto per le interazioni locali tra sottoinsiemi che reagiscono contemporaneamente rispetto a un evento interno o esterno, trasformando l’intera struttura.

Come le foglie, che in milioni di anni di evoluzione, hanno sviluppato un sistema di vasi comunicanti in grado di elaborare le informazioni “at the edge” e di ripristinare i collegamenti in caso di interruzione. Con questa chiave di lettura, Data Manager presenta la Classifica Top 100 delle società di Software e Servizi IT in Italia, elaborata da IDC Italia e giunta alla 35ma edizione. I sistemi complessi interagiscono fra loro e generano equilibri nuovi.

E l’equilibrio è una proprietà nuova del sistema che non conosciamo ancora. L’equilibrio è una condizione sempre precaria. Forse, è questa la lezione più importante che possiamo imparare dal Nobel per la Fisica 2021 assegnato ai tre scienziati Syukuro Manabe, Klaus Hasselmann e l’italiano Giorgio Parisi. Non esistono manuali che forniscano soluzioni prefabbricate. Eventi improbabili possono causare il blocco totale del sistema, se vengono ignorati in fase di progetto. I grandi sistemi tecnologici governano trasporti, comunicazioni, energia. La responsabilità è enorme.

Se volessimo tentare una lettura comparativa tra le crisi che il settore ICT ha affrontato nel corso degli ultimi 20 anni, potremmo individuare tre momenti importanti: la crisi delle dot-com nel 2001, quella finanziaria del 2008 e quella pandemica. La fiducia è il tessuto connettivo immateriale che permette di sostenere il sistema nei momenti di transizione. Le imprese che hanno saputo costruire nel corso degli anni un capitale di credibilità hanno tenuto banco nel corso del 2020, al netto di contraccolpi e smorzamenti.

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Lo shock esogeno derivato dalla pandemia ha avuto un impatto sui risultati degli operatori in Italia. In aggregato, la Classifica Top 100 – che fotografa la fascia high-end e rappresenta circa due terzi del mercato ICT in Italia – ha registrato ricavi per quasi 17 miliardi di euro, con una crescita anno su anno che sfiora il quattro per cento. In continuità con lo scorso anno, proseguono i segnali di espansione da parte delle aziende che si posizionano all’apice della filiera. L’effetto pandemia accelera la trasformazione ma impatta la velocità di crescita delle performance, correlate al grado di resilienza digitale. Praticamente, dimezzato il numero di operatori con crescita a doppia cifra (da 54 a 28), e più che quadruplicato (da 7 a 31) quello delle imprese che registrano risultati in contrazione. Allo stesso tempo, si riduce la concentrazione e aumenta, anche se di poco, il livello di frammentazione del mercato. Crescite sotto il 10% annuo per oltre 40 operatori e avvicendamento agli estremi delle prime dieci posizioni. Sul podio, Accenture, Microsoft Italia e IBM. Gruppo Engineering al quarto posto, mentre Gruppo Zucchetti mantiene il quinto posto. Confermano il ranking anche Reply, Almaviva e Sap Italia (sesto, settimo e ottavo posto). Capgemini Italia avanza di due posizioni.

Nel complesso, il mercato dei Servizi IT, business consulting e BPO compresi, registra un calo nel 2020, ma in progressivo rialzo per il ruolo strategico e funzionale legato all’operatività. Digital commerce, customer service e collaboration spingono invece la crescita del mercato Software (+5,4% nel 2020) con un valore complessivo di 7,8 miliardi di euro. Rispetto al mercato dei Servizi IT, il comparto del Software si mostra più dinamico e capace di una ripresa più rapida. La prospettiva di IDC nei prossimi anni si mantiene positiva, soprattutto nel Software infrastrutturale e l’area security. Centrale il ruolo del cloud per consentire l’accesso tempestivo a tecnologie innovative in grado di supportare modelli di business digitali e di allineare l’adozione tecnologica e la governance delle operations IT al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Gli investimenti previsti dal PNRR aumentano il grado di fiducia delle imprese. Secondo IDC, nel 2022 la spesa ICT continuerà a crescere, superando i 35 miliardi di euro, per poi arrivare a 36,4 miliardi di euro nel 2023, con un aumento medio annuo del 3,3%. Tuttavia, riguardo al ruolo dei leader tecnologici, nei prossimi tre anni, IDC prevede (Worldwide CIO Agenda 2022 Predictions) che il 40% dei CIO non riuscirà a far evolvere la capacità dell’IT di fornire moderne infrastrutture digitali, garantire governance tecnologica dell’ecosistema e supportare risultati di business, che tradotto significa “game over” o per il CIO o per l’impresa. Non proprio una buona notizia.