Ripartiamo dalle città

Ripartiamo dalle città

Per riuscire a comprendere la complessità di dimensioni che un nuovo modello di governance impone alle città, sono necessarie competenze multidisciplinari. «In particolare, per tenere insieme l’ambito tecnico-scientifico con quello umanistico-sociale» – spiega Francesco Maggiore, presidente della Fondazione Dioguardi e coordinatore City School.

«L’architettura è forse tra le discipline che più di altre ha sempre coniugato queste polarità. Alla città reale, materiale e immobile si contrappone la città digitale, immateriale accelerata, abitata da milioni di dati e gestita da algoritmi. Il digitale è uno strumento ormai integrato nella progettualità dell’architettura. Città intelligenti, dove persone, tecnologia e natura possono convivere in stretto rapporto, dove gli spazi progettati rispondono alle nuove esigenze di vita artificiale, umana, vegetale e animale. L’interconnessione consente oggi di analizzare i dati, di risolvere in modo più efficiente i problemi urbani e dare supporto ai processi decisionali, di governance e di management urbano».

LABORATORI DI GOVERNANCE

Per definire nuove forme di città come ponte digitale che collega comunità, territori e imprese sono necessari nuovi modelli di governance e management in grado di coinvolgere direttamente i manager delle pubbliche amministrazioni locali. «Servono figure in grado di mettere insieme competenze informatiche e competenze in materia di energia, urbanistica, mobilità, economia. Il progetto City School, la scuola di formazione per la governance e il management delle città, offre gli strumenti per leggere la complessità nella sfida della sostenibilità e dell’economia circolare» – spiega Francesco Maggiore. Le teorie di Gianfranco Dioguardi, sviluppate in un importante lavoro di ricerca condotto con il Politecnico di Milano hanno supportato l’idea di istituire apposite innovative scuole di management e governance delle città.

«Un nuovo modello di governance. La città-porto come piattaforma per la crescita del sistema Paese»

«A luglio, abbiamo istituito con ANCI, UNIBA, FGD e altre università italiane la SUM City School Nazionale, School of Urban Management dedicata alla formazione di nuove figure di professionisti e di amministratori con specifiche competenze da destinare al governo delle città». Genova, Bari, Taranto, ma anche Brindisi e Venezia: la città-porto come piattaforma per la crescita del sistema Paese. Il modello della Port City School, promosso in Italia da Antonio Trampus dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e da Gianfranco Dioguardi della Fondazione Dioguardi, propone un approccio innovativo di pianificazione, programmazione e gestione dell’ambito portuale.

Leggi anche:  White Paper gratuito - Agile Data Wharehouse: una nuova tecnologia per rispondere alla domanda di dati ottimizzati ?

«Le città-porto sono caratterizzate da una crescente complessità ma sono anche luoghi strategici.

I nuovi manager dei porti, oltre a conoscere le dinamiche dei traffici, del turismo, dell’industria e della logistica, dovranno essere in grado di gestire anche le complesse forme di dualismo che emergono durante i processi di rigenerazione dei bordi fisici, tra spazi urbani e aree portuali, riconducendole verso una visione integrata e osmotica».