Digital transformation nella PA: verso la citizen experience

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OpenText mette la sua piattaforma Extended ECM for Government al servizio di un nuovo modo di gestire e distribuire le informazioni richieste dai cittadini

In nove casi su dieci, l’interazione tra cittadini e pubblica amministrazione produce o ruota comunque intorno a un documento. Per questo quando si parla di innovazione e digitalizzazione dei processi interni alla PA, è difficile non coinvolgere uno specialista di Enterprise Content Management come OpenText. Che proprio per venire incontro alla domanda di cambiamento dei processi burocratici ha messo a punto un’offerta – basata sulla sua piattaforma Extended ECM e dedicata al government.

La pandemia di Covid, osserva Daniele D’Ambrosio, Senior Account Executive Public Sector di OpenText Italy, ha dato un forte impulso a una duplice percezione. Da un lato la necessità di superare i limiti della dicotomia tra servizi della PA centrale e locale; dall’altro la consapevolezza che l’ammodernamento dell’infrastruttura spesso non porta a benefici al di là del mero risparmio e di una maggiore efficienza. «L’obiettivo della trasformazione è venire incontro ai bisogni del cittadino senza che sia quest’ultimo a dover fare uno sforzo.» Che cosa bisogna fare? «Eliminare i silos in cui si annidavano infrastrutture IT complesse e farraginose, per costruire applicazioni che mettano il dato del cittadino al centro e fare in modo che questi dati si integrino in modo il più fluido possibile nelle app. Insomma, assicurare non una semplice user experience, ma una citizen experience».

Daniele D’Ambrosio, Senior Account Executive Public Sector di OpenText Italy

Un esempio particolarmente virtuoso riguarda l’universalità dello SPID per l’accesso a servizi peraltro già digitalizzati. «Fino a qualche anno fa spesso eravamo costretti a registrarci in “enne” servizi solo per prendere appuntamento con una singola amministrazione» ricorda D’Ambrosio. Lo SPID ha annullato molti ostacoli e permette di dialogare con tutti i servizi decidendo quali informazioni personali condividere con la PA. Questa è la direzione giusta, se si vuole abbinare all’innovazione tecnologica, infrastrutturale, un vero cambiamento nel modo di erogare e consumare i servizi, colmando l’enorme distanza che separava amministratori e amministrati.

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In questo senso, prosegue il responsabile della divisione Public Sector di OpenText in Italia, occorre far leva sul Piano di Ripresa non solo per indirizzare gli investimenti verso gli obiettivi prioritari della digitalizzazione, ma per snellire le procedure che regolano l’approvvigionamento delle tecnologie più trasformative. «Finora i processi della PA sono stati lenti e lo sono ancora, a causa delle norme a cui attenersi. Oltre a fissare elevati budget di spesa, il PNRR fa sì che un’amministrazione non debba abilitare molti step operativi per finanziare i suoi progetti» conclude D’Ambrosio.

Un altro cambiamento culturale che ha caratterizzato le strategie italiane per l’eGov, interviene Antonio Matera, Regional Vice President Sales per Italia, Malta, Grecia e Cipro, riguarda l’abbandono delle politiche di sviluppo in proprio a favore di implementazioni di soluzioni di mercato “ready to use”, magari già sperimentate in analoghi contesti. Sembra molto più facile, in apparenza. «In realtà, la PA ha bisogno di piattaforme capaci di gestire volumi significativi di dati e documenti non strutturati, che sono la cosa più difficile da interpretare». OpenText, sottolinea il responsabile commerciale, è leader riconosciuto nell’acquisizione, gestione e distribuzione delle informazioni digitali all’interno dei processi e può garantire alla Pubblica Amministrazione una information governance a 360 gradi attraverso una soluzione specifica, Extended ECM for Government».

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Antonio Matera, Regional Vice President Sales per Italia, Malta, Grecia e Cipro

Secondo Matera, questa piattaforma rende molto più fluida la trasformazione di una organizzazione da “paper based” a “data driven”. Extended ECM permette di aggregare e standardizzare i dati della PA e convertirli nelle informazioni che i cittadini richiedono, senza venir meno agli obiettivi di razionalizzazione e risparmio. Il software OpenText è disponibile in modalità on prem e cloud, o in opportune combinazioni di queste modalità. «In un contesto che spende il 70% delle sue risorse per gestire l’esistente, interveniamo con un approccio plug and play che accelera il passaggio ai nuovi paradigmi». Grazie anche alla nuova spinta ricevuta dal PNRR, Matera si aspetta che l’Amministrazione proseguirà il graduale percorso di svecchiamento del proprio parco applicativo, rilasciando risorse che potranno essere impegnate nella creazione di nuovi servizi, nativamente digitali. «In passato digitalizzare significava mettere in PDF quello che era scritto sulla carta – osserva ancora Matera. Il punto è un altro: occorre rivedere tutti i flussi interni all’amministrazione».

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A proposito di migrazione dal legacy OpenText mette a disposizione altri strumenti, come InfoArchive, una piattaforma di archiviazione di lungo termine che applica l’intelligenza artificiale dei suoi algoritmi di text mining per strutturare automaticamente dati che richiederebbero enormi sforzi di classificazione e aggiornamento. OpenText, ribadisce Daniele D’Ambrosio, conferma la volontà di investire nella trasformazione digitale della pubblica amministrazione a ogni livello, nel pieno rispetto dei tempi e delle scelte di decisori che oggi possono avvalersi di una specifica offerta, OpenText DigiGov. «Una piattaforma esclusiva per il settore pubblico, che comprende Extended ECM for Government e altri tool frutto della nostra ventennale esperienza ed è facilmente adattabile a ogni strategia di innovazione».