Il futuro dell’infrastruttura digitale secondo IDC

Il futuro dell'infrastruttura digitale secondo IDC

Quali sono le sfide più importanti che le imprese dovranno affrontare per accelerare la transizione verso il modello digital-first

Secondo IDC, l’infrastruttura digitale del futuro richiederà nuove capacità per allineare il proprio consumo al massimo risultato aziendale. In primo luogo, il CIO dovrà conoscere e interpretare l’efficacia di tutti gli elementi infrastrutturali, facendo leva su strumenti di osservabilità e visibilità per garantire la resa dei modelli di consumo, l’automatizzazione delle operazioni IT e la resilienza dell’architettura. In secondo luogo, dovrà accelerare la velocità della trasformazione IT, abbattendo in modo proattivo i silos operativi e concentrandosi su KPI incentrati sul business. In molti casi, questo approccio ha richiesto alla funzione IT di migrare rapidamente i carichi di lavoro fuori dai data center tradizionali, allacciando nuove relazioni con i partner.

Se ne è discusso nel corso della terza edizione del Forum IDC Future of Digital Infrastructure 2022, che si è svolto in presenza, a Milano, e in diretta streaming. L’evento è stato condotto da Fabio Rizzotto, vice president, head of Research and Consulting di IDC Italia, e Sergio Patano, associate director of Research and Consulting di IDC Italia.

All’evento hanno partecipato esperti IT di aziende del calibro di Denodo, Deda Cloud, VMware, SUSE, Cradlepoint, Dynatrace ed Equinix. Sono state presentate inoltre le esperienze in tema di trasformazione digitale di Carrefour e Alessi. Ospite d’onore, Pupi Avati, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico: il cinema inteso testimone dei mutamenti in tema di esperienze, talenti e innovazione.

L’incontro è stato quindi l’occasione per CIO, IT architect, digital leader e dipartimenti IT aziendali di confrontarsi sulle sfide più importanti che le imprese dovranno affrontare per accelerare la transizione verso il modello digital-first.

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L’infrastruttura digitale porta avanti il business

«L’infrastruttura digitale, da mero strumento per mantenere le operations aziendali, è diventato un elemento fondamentale per portare avanti il business aziendale, un business che è diventato sempre più digitale. Un’infrastruttura che è in grado di portare dei vantaggi, di realizzare gli obiettivi di business», esordisce Patano.

Nella vision di IDC, l’infrastruttura digitale è un insieme di tecnologie che hanno nel cloud l’elemento fondamentale per l’erogazione dei servizi IT. Un cloud computing che non è più visto come all’inizio, cioè come la panacea per la riduzione dei costi e l’ammodernamento dell’infrastruttura per uscire dal mondo legacy, ma è uno strumento che consente di erogare prodotti e servizi in maniera differente e innovativa.

«È un’infrastruttura che si basa su un altro pilastro, quello dell’Ubiquitous Deployment: non è più relegata all’interno del proprio data center, ma sta subendo un’ulteriore dispersione sul territorio, che collega l’azienda con il cliente finale grazie all’utilizzo del cloud computing, ma anche grazie all’implementazione di soluzioni di edge computing e alla sempre maggiore diffusione di soluzioni IoT», prosegue Patano.

Oggi lo sviluppo, la manutenzione, l’anticipazione di quelli che potrebbero essere i problemi devono essere relegati a sistemi autonomi, in grado di portare miglioramenti, un maggior livello di semplificazione e di far crescere e sviluppare l’infrastruttura IT. «Il tutto è sorretto da un ecosistema che è sempre più interconnesso con la realtà aziendale grazie allo sviluppo delle soluzioni di connettività, dal 5G al wireless 1. Sono tecnologie che consentono di relazionarsi in modo istantaneo e real time con tutto ciò che sta all’esterno dell’infrastruttura, che sia un partner dell’escosistema, una macchina, un device IoT o qualunque altro elemento che è in grado di generare dei dati che necessitano di essere elaborati per portare valore e un’evoluzione costante e continua di quello nel mondo aziendale», spiega Patano.

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La trasformazione digitale dell’infrastruttura è necessaria perché il business che le aziende portano avanti è sempre più un business software driven. È un business che deve sfruttare un maniera intensiva i dati generati dall’azienda o che è possibile comprare dall’esterno per creare un nuovo modo di approcciarsi al mercato. «È un business che deve essere sempre più altamente automatizzato, interconnesso e in continua evoluzione – sottolinea Patano -. Dalla trasformazione digitale scaturisce una migliore relazione con i partner e con i clienti. Il primo passo, per un’azienda, è individuare quelle che sono le tecnologie che rallentano la trasformazione digitale. La parola chiave è la collaborazione, tra tutte le linee di business, dal CEO al digital business leader, ai Ceo, Cto, DevOPS. La digital infrastructure consente quindi di innovare, rende più agile un’impresa, migliora la relazione con i dipendenti, ma ruota anche intorno a obiettivi non strettamente di business come la sostenibilità e l’interazione con il mondo».

Digitale e sostenibile, le due anime dell’infrastruttura IT

L’infrastruttura digitale del futuro richiederà sempre di più ai CIO di allineare il suo utilizzo al massimo risultato aziendale, compresi gli obiettivi di sostenibilità. Si stima che l’IT sia responsabile dell’1,5–2% delle emissioni globali di CO2 e che l’impatto derivante dal ritiro di hardware usato sia altrettanto sostanziale. Fare progressi significativi sul fronte ambientale richiede alla direzione IT di valutare e misurare l’uso e l’efficacia delle risorse infrastrutturali e di trovare modi per ridurre il consumo e passare a risorse più “pulite”, incorporando pratiche ambientali, sociali e di governance (ESG) nel ciclo di vita della tecnologia, dall’acquisizione fino alla dismissione.

Secondo una recente ricerca condotta da IDC, il 54% delle imprese ha riferito di aver già aumentato gli investimenti per iniziative tecnologiche sostenibili nel corso del 2021, inclusa la spesa destinata a fornitori infrastrutturali in grado di contribuire a tali obiettivi.

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Entro il 2024, IDC prevede che il 75% delle richieste delle aziende ai fornitori IT imporrà a quest’ultimi di dimostrare i progressi nelle iniziative ESG e questo proprio perché i CIO si affideranno ai partner infrastrutturali per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale e ridurre l’impatto del carbonio sull’ambiente.


Le videointerviste ai protagonisti

Emmanuel Becker, Managing Director, Equinix

Emanuele Cagnola, Regional Director Italy, Dynatrace

Andrea Zinno, Data Evangelist, Denodo

Danilo Dicesare, Head of Pre-Sales & SAM, Deda Cloud

Fabio Ferraro, Country Manager, SUSE

Lorenzo Ruggiero, Area Director Southern Europe, Cradlepoint