NovaNext partner della digitalizzazione italiana

NovaNext partner della digitalizzazione italiana

Networking, security, data center & cloud, IoT e collaboration per governare le nuove dinamiche del cambiamento. L’impegno di NovaNext nel fornire servizi innovativi e formazione, anche nel percorso di programmazione del PNRR

È importante considerare il cambiamento avvenuto nelle aziende di ogni settore e dimensione negli ultimi due anni e mezzo. Al momento, siamo di fronte all’esigenza di ripensare l’ecosistema delle risorse IT. Scalabilità, velocità e continuità operativa in sicurezza sono le parole d’ordine. La strategia di NovaNext parte da qui. Come system integrator che offre soluzioni in ambito enterprise networking, data center & cloud, cyber security, IoT e collaboration, NovaNext ha aiutato le imprese a governare il cambiamento in questa fase di transizione e trasformazione. «La rete rimane al centro dei nostri progetti. Il nostro obiettivo non è solo proporre soluzioni e servizi – spiega Giovanni De Giovanni, CEO di NovaNext – ma aiutare il cliente a sviluppare un approccio d’insieme all’IT, non settoriale o per componenti, ma olistico. Pensiamo alla sicurezza informatica. Oggi, puoi dotarti del miglior antivirus o firewall – continua De Giovanni – e poi ti accorgi che il ransomware che ti ha colpito è stato introdotto a causa di un atteggiamento poco accorto del tuo dipendente. La formazione, al fianco della dotazione software, si pone come tassello fondamentale per assicurare le reti, proteggendole in maniera intelligente ed efficace».

Nell’ottica di NovaNext, il problema della vulnerabilità sia interna che esterna delle reti aziendali riguarda molto da vicino sia le PMI che la PA media e piccola. «Le realtà più grandi e organizzate si sono adattate prima, anche in conseguenza di leve normative come il GDPR. Le realtà più piccole faticano ancora a concepire la sicurezza in ottica by design e by default che coinvolge anche le infrastrutture». In un’era di iper-connessione, dove tutti sono collegati alla rete, il rischio di attacchi informatici è concreto. «Per di più – prosegue il CEO di NovaNext – con il consolidamento del cloud e dello smart working, i punti di attacco sono moltiplicati». Dallo smartphone al tablet, dal computer al router, persino la telecamera IP o la smart TV può diventare una porta di accesso alla rete aziendale o vettore di infezione alla rete domestica, che nel frattempo si è trasformata in network di ufficio. «Bisogna proteggere il più possibile le porte di ingresso dagli aggressori e, per farlo, è necessario blindare le piattaforme di IoT integrate e ampliare le misure di difesa dove assenti, attraverso una governance dinamica dei flussi e dei processi».

I benefici del software defined

Il cloud si è dimostrato un alleato fondamentale per assicurare la continuità operativa delle imprese, permettendo di alleggerire la complessità e i costi di gestione delle infrastrutture fisiche, a cui si aggiungono quelli per la sicurezza. Costi che possono essere gestiti passando a una logica di spesa non più CapEx, con il rischio di sbagliare, ma di spesa operativa (OpeEX), più aderente alle reali esigenze del business. La trentennale esperienza di system integration di NovaNext si sviluppa anche nel contesto della nuvola, per consentire ai propri clienti di contare su un partner in grado di combinare tra loro le innovazioni tecnologiche anche in progetti di data center ibridi e multi-piattaforma. «Il cloud non è più una scelta alternativa ma quasi un obbligo» – continua De Giovanni. «Adottarlo vuol dire spostare il proprio operato, al pari dell’intelligenza operativa, su servizi condivisi e collaborativi. Questo comporta la necessità di dover realizzare una governance differente sui dati. Lavorare sul cloud vuol dire ridisegnare e riscrivere le proprie applicazioni, così come il modo di operare». Per far funzionare queste nuove tecnologie però, c’è bisogno del software».

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La virtualizzazione come capacità di rendere le risorse disponibili su richiesta, con grandi efficienze in termini di costo, coinvolge tutto il mondo delle infrastrutture IT. «Il software defined, sia del network che dello storage, ha comportato un grosso passo in avanti in termini di ottimizzazione delle risorse. Il termine che meglio spiega questa evoluzione è “orchestrazione”. Come un direttore d’orchestra dirige i vari strumenti, così l’IT manager, CIO e CTO devono essere consci del parco hardware e software che hanno a disposizione, per trarre il meglio da ogni configurazione» – spiega De Giovanni. Un esempio concreto è il mondo del retail, soprattutto per i brand che gestiscono una rete molto ampia di negozi sul territorio. «Se il modus operandi vedeva l’esistenza di piccoli soggetti che assistevano gli store per elementi come lo switch o la connessione di rete – mette in evidenza De Giovanni – adesso, siamo in presenza di una situazione più complessa, in termini di tipologia di device presenti, ma al tempo stesso molto meglio gestita. E questo perché l’avvento delle infrastrutture integrate consente di adottare servizi che offrono proattività e rapidità di risposta agli eventi critici».

Proteggere i dati e gli asset aziendali

La sicurezza IT ormai è parte integrante della strategia di business. Per gli esperti NovaNext, le vulnerabilità dell’infrastruttura di rete sono alla base di tutti i problemi di sicurezza dell’IT e non possono essere rilevate attraverso un semplice assessment automatico, ma necessitano di attività mirate. NovaNext mette a disposizione il suo know-how per un’ampia gamma di soluzioni end-to-end che vanno dall’assessment alla consulenza passando per i servizi gestiti non solo di livello enterprise ma anche per la PMI e PA media e piccola, le più esposte al rischio cyber. Inoltre, in un mondo guidato dal cloud, la rete e la sicurezza devono essere unificate e gestite in cloud. Con il passaggio al modello architetturale SASE, che combina capacità VPN e SD-WAN con funzioni di sicurezza erogate e fornite in cloud per proteggere i dati e gli asset aziendali, è necessario un cambio di approccio alla sicurezza e un ridisegno completo dell’architettura della rete aziendale, in cui la capacità di integrazione diventa essenziale. Accelerare l’agilità digitale significa anche migliorare la customer experience. La specializzazione di NovaNext permette al cliente di ottenere il massimo dal proprio investimento, in modo continuativo ed evolutivo. È quindi fondamentale che l’evoluzione tecnologica sia accompagnata da altrettanta innovazione nei servizi. Il significato di customer experience assume, per NovaNext, contorni che vanno oltre l’accezione primaria del termine. «L’obiettivo è di trasferire valore al nostro cliente che, a sua volta, può trasferirlo al suo interlocutore, che sia un dipendente o un utente finale» – spiega De Giovanni. «In questi anni, siamo passati da una visione tecnocentrica a una visione più centrata sulla comprensione delle esigenze del cliente e capace di aprire a sviluppi futuri».

Aiutare il Paese a fare un passo avanti

Un altro aiuto concreto che NovaNext sta portando alle PMI e alla PA locale è sul fronte del PNRR per cogliere le opportunità legate alla digital transformation. Per la prima volta, il digitale è al centro della crescita e della sostenibilità. Ma il banco di prova sarà la concreta messa a terra. E per questo, l’azienda sta affiancando enti pubblici e aziende private sia per orientarsi nella complessità dei bandi sia per stilare i progetti da presentare. «Se uno degli obiettivi è quello di innovare il Paese, bisogna anche rendersi conto che spesso molti Comuni non hanno al loro interno le competenze, e nemmeno il tempo necessario, da dedicare alla presentazione dei progetti per beneficiare dei fondi». NovaNext si mette al loro fianco per facilitare questo percorso di trasformazione e fare un passo in avanti sia che si tratti dell’installare un sistema di video sorveglianza o di portare la connettività veloce dove non c’è. «Abbiamo già stipulato delle partnership con strutture sul territorio per aiutare a elaborare dei bandi che possano essere approvati per poi diventare gare. Tutto questo a prescindere da una burocrazia spesso limitante – commenta De Giovanni. Anche in questo caso, la forza della rete ci permette di collaborare per scaricare a terra le potenzialità dei fondi europei».