Texas, passa la legge che consente agli utenti di citare in giudizio i social network

Texas, passa la legge che consente agli utenti di citare in giudizio i social network

Un giudice della corte d’appello ha affermato che i social network non sono siti ma ISP

La Corte d’appello degli Stati Uniti per il quinto circuito ha sospeso l’ingiunzione temporanea sulla controversa legge HB 20, a cui un precedente tribunale aveva bloccato l’entrata in vigore lo scorso anno. Come osserva Houston Public Media, lo stato ha introdotto l’HB 20 l’anno scorso dopo che i conservatori, tra cui Donald Trump, sono stati censurati su vari social media. Secondo la legge, gli utenti potranno citare in giudizio le piattaforme con oltre 50 milioni di utenti mensili attivi, come Facebook e Twitter, se credono di essere stati banditi per le loro opinioni politiche. HB 20 vieta inoltre ai social network di rimuovere o limitare i contenuti in base al “punto di vista dell’utente o di un’altra persona”.

In un’udienza per l’appello presentato dal Texas, gli avvocati dello stato hanno affermato che le piattaforme dei social media sono “piazze pubbliche moderne”. Ciò significa che può essere richiesto loro di ospitare contenuti che ritengono discutibili e gli è vietato censurare determinati punti di vista. I giudici del Circuito si sono schierati con il Texas: uno di loro ha persino riferito durante l’udienza che i social network come Twitter non sono siti web ma “fornitori stessi di Internet”, ossia ISP.  L’avvocato di NetChoice, Chris Marchese, ha definito HB 20 “un assalto al Primo Emendamento” e “costituzionalmente marcio da cima a fondo”. I gruppi intendono presentare ricorso immediatamente, ma per ora l’HB 20 è del tutto in vigore. Un tribunale federale ha bloccato una legge simile in Florida l’anno scorso dopo che il giudice ha stabilito che viola la sezione 230 del Communications Decency Act che protegge le piattaforme online dalla responsabilità per ciò che i loro utenti pubblicano. La Florida ha impugnato tale decisione, che sarà discussa dall’11a Corte d’Appello prossimamente.

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