Frances Haugen vuole più avvocati per combattere Facebook

Frances Haugen vuole più avvocati per combattere Facebook

L’informatore sta cercando di far decollare un’organizzazione no profit

Frances Haugen, l’informatrice che ha rilasciato una serie di documenti e dati interni da Facebook e ha testimoniato davanti ai legislatori sul comportamento del social network, sta cercando di avviare un’organizzazione no-profit incentrata sulla formazione di professionisti che possano combattere sia l’organizzazione Meta e simili, qualora vengano considerate contrarie ai diritti dei consumatori. L’organizzazione, che Haugen vuole chiamare Beyond the Screen, prevede di concentrarsi su tre obiettivi principali: educare gli avvocati che potrebbero potenzialmente andare contro le società di social media, incentivare gli investitori a esaminare quanto sia socialmente responsabile un’azienda tecnologica prima di darle soldi, e fornire alle autorità di regolamentazione e ai ricercatori uno sguardo dall’interno su come funzionano le piattaforme. Politico riferisce che Haugen sta cercando di raccogliere circa 5 milioni di dollari in finanziamenti per il suo progetto. Il rapporto menziona anche che ha già ricevuto almeno alcuni finanziamenti da alcuni sostenitori attualmente senza nome.

Haugen spera che Beyond the Screen possa dare un vantaggio agli avvocati quando sono coinvolti in azioni collettive contro i giganti dei social media, assicurandosi che sappiano cosa cercare al momento della presentazione. Vuole anche creare una metrica che gli investitori possano utilizzare per confrontare il modo in cui le aziende riescono a proteggere i propri utenti, dando loro potenzialmente un modo per giustificare il motivo per cui stanno disinvestendo da un’azienda che potrebbe essere positiva per gli affari, ma negativa per la società. Alla fine, Haugen vuole creare un finto social network, che può essere utilizzato per dimostrare e testare come funzionano le piattaforme e i loro algoritmi. L’idea è che una piattaforma simulata potrebbe aiutare le persone a capire meglio come fanno le aziende, senza che quest’ultime debbano essere effettivamente coinvolte: potrebbe essere un vantaggio per i ricercatori, che in passato hanno lottato con Facebook e altri fornendo loro dati imprecisi.

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