InfoCert, la sostenibilità spinge l’innovazione

InfoCert, la sostenibilità spinge l’innovazione

La sostenibilità come asset della strategia di crescita delle imprese. InfoCert – Tinexta Group al loro fianco per la sostenibilità ambientale, sociale e aziendale, aiutandole a ottimizzare i processi e ridurre l’impatto delle esternalità negative con uno sguardo alle opportunità del PNRR

Il boom della trasformazione digitale dell’operatività e della remotizzazione del lavoro ha solo in parte colmato quel gap che tiene ancora a distanza il nostro Paese dal resto dell’Europa. InfoCert – Tinexta Group opera per semplificare il percorso di digital transformation dei suoi clienti. Come ci spiega Danilo Cattaneo, CEO di InfoCert – Tinexta Group, «la rivoluzione pandemica» – di cui oggi avvertiamo ancora le conseguenze sulla vita sociale ed economica – «ha dato un boost evidente, in termini di adozione di strumenti innovativi, soprattutto alle piccole e medie imprese, quelle che hanno faticato negli anni a declinare il loro business totalmente sul digitale». Ma non solo. «Anche i professionisti hanno scoperto i benefici derivanti dalla digitalizzazione del lavoro» – continua Danilo Cattaneo. «Basti pensare, ad esempio, ai tanti avvocati che hanno finalmente scoperto il vantaggio di evitare la fila ai tribunali per la consegna e la certificazione degli atti. Mille incombenze da gestire seduti dinanzi al computer, anche mediante le nostre soluzioni di firma e autenticazione. Come non citare poi le PA centrali e locali che, grazie all’intervento deciso del governo, riescono oggi a fornire documenti tramite web e applicazioni, soddisfacendo le richieste dei cittadini per le quali finora occorrevano giorni, se non settimane». I settori investiti in maniera positiva dalla digitalizzazione sono innumerevoli. Tra questi, anche quello bancario e finanziario. «Se prima servivano dai quattro ai sei giorni per ottenere un credito, ora siamo nell’ordine di qualche ora. Anche il costo medio della gestione di una pratica si è ridotto di dieci volte, con un risparmio netto notevole se rapportato al numero degli interessati». Nel 2021, InfoCert ha messo in piedi lo sportello digitale per la PA, rafforzando ulteriormente la sua posizione come provider leader nella digitalizzazione pubblica italiana.

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Trasformazione digitale e “green”

L’evoluzione tecnologica ha dato una spinta alla sensibilità verso il contesto ESG, Environmental, Social and Governance. «Qualche anno fa, solo i nostri grandi clienti comprendevano i vantaggi derivanti dalle soluzioni tecnologiche in tema di sostenibilità» – spiega il CEO di InfoCert – Tinexta Group. Dalla riduzione del traffico per pendolarismo all’ottimizzazione della vita in ufficio, ciò che ne consegue sono costi minori per l’azienda, una maggiore trasparenza verso i lavoratori e un ritorno di valore apprezzato dagli stakeholder. «Non è un caso se tante organizzazioni abbiano cominciato, proprio di recente, a introdurre i parametri ESG nei loro report annuali. Non è solo una risposta a obblighi normativi ma anche una questione di reputazione sul mercato». In ambito finance, nel 2019 è entrato in vigore il regolamento SFDR – Sustainable Finance Disclosure Regulation che obbliga l’integrazione dei fattori ESG nei prodotti finanziari offerti al pubblico. Il 21 aprile 2021 la Commissione europea ha pubblicato la proposta di modifica alla direttiva, denominata Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), unitamente ai primi atti delegati sulla Tassonomia europea, che interessa tutte le grandi imprese con più di 250 dipendenti, un fatturato superiore ai 50 milioni di euro e un bilancio annuo superiore ai 43 milioni di euro, indipendentemente dal fatto di essere quotate in Borsa.

Già oggi, le valutazioni sugli investimenti aziendali non si concentrano esclusivamente su elementi finanziari ma tengono conto di fattori riconducibili ai parametri ESG. È chiaro, dunque, che l’ESG rappresenterà sempre più un indice di competitività per le aziende. D’altronde, la spinta verso una maggior attenzione alla sostenibilità è data anche dalle legislazioni nazionali che introducono, per le imprese, obblighi di reportistica non finanziaria proprio su questo tema, rifacendosi alle indicazioni dell’Agenda 2030 con i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e alla Conferenza sul clima di Parigi. Per raggiungere questi obiettivi, sono stati stanziati anche degli investimenti legati al PNRR con attenzione particolare a sostenibilità e digital divide. «Il PNRR ha confermato la validità della strategia che InfoCert persegue già da tempo, ovvero operare e far operare i propri partner professionali in modo sempre più sostenibile, responsabile e green» sottolinea Danilo Cattaneo. «Uno dei pilastri strategici del Next Generation EU è la transizione ecologica che indirizza e incentiva le attività normative, economiche ed industriali atte a sostenere piani industriali, servizi e prodotti in grado di mettere al centro la governance ambientale, sociale e aziendale. Alla luce della politica europea, stiamo raddoppiando l’impegno nel rendere i concetti ESG uno dei cardini della nostra strategia».

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Il PNRR vuole imprimere un significativo impatto sia sulla transizione ecologica che digitale per migliorare il rapporto tra infrastrutture abilitanti e competitività, riducendo l’impatto delle esternalità negative. «In questo scenario, l’Italia è tra i migliori paesi in Europa» – afferma Danilo Cattaneo. «Prima di noi, solo gli scandinavi possono parlare di un contesto digitale più integrato nella società, in proporzione alla popolazione. Peraltro, nell’indice di maturità digitale stiamo risalendo la china, consapevoli che c’è ancora molto da fare ma con la convinzione di una base tecnica e culturale ben avviata».

La sostenibilità come asset di business

Il rating di sostenibilità è una valutazione sintetica che certifica la consistenza di un’azienda, di un titolo o di un fondo dal punto di vista dell’impatto ambientale, sociale e di governance. «I tre ambiti di misurazione ESG di un’organizzazione giocano infatti un ruolo chiave nel determinare la solidità degli investimenti nel medio e lungo termine» – spiega Danilo Cattaneo. «Un approccio proattivo verso il tema della responsabilità sociale delle imprese può quindi rappresentare un asset strategico anche a livello di business e di competitività perché in grado di portare benefici sulla gestione del rischio, sulla riduzione dei costi, sull’accesso al capitale, sulle relazioni con i clienti e sulla gestione delle risorse umane, oltre che sulla capacità di innovazione». Un recente studio di IDC Italia sul sistema PEC in Italia dimostra gli impatti positivi in termini di abbattimento della carbon footprint, riduzione della mobilità frizionale, eliminazione dei tempi di attesa e liberazione degli spazi di archivio. Tutte le soluzioni di InfoCert – Tinexta Group contribuiscono a migliorare il rating ESG dei clienti. Nel 2021, InfoCert ha misurato l’impatto delle sue principali soluzioni in termini di CO2 e di anni-uomo risparmiati. Ne risulterà una reportistica che presto sarà messa a disposizione per far comprendere il reale vantaggio nell’adozione delle tecnologie proposte. Sul piano ambientale, InfoCert si concentra sulla riduzione della carbon footprint, sul risparmio energetico legato a un minor uso di carta e acqua, ma anche sulla riduzione degli spostamenti e del conseguente minor impatto sull’ambiente e sull’inquinamento. Dal punto di vista social, l’azienda migliora la customer experience nell’utilizzo di servizi pubblici e privati, come per esempio PEC e SPID, contribuendo a ridurre anche il digital divide di base. Infine, lato governance, tutti i processi che passano tramite le soluzioni InfoCert assicurano il massimo livello di trasparenza, sicurezza e privacy.

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Oggi, InfoCert intensifica gli sforzi in questa direzione, concentrandosi sul tema della sostenibilità, che dal 2022 rappresenta un nuovo pilastro della nostra strategia insieme a trust, compliance e security. L’impegno si concretizza nella messa in campo di azioni in grado di incrementare il monitoraggio degli indici ESG. «Tuttavia, la sostenibilità non può essere gestita solo come un problema di compliance» – afferma Danilo Cattaneo. «La sostenibilità deve essere messa al centro della strategia come un asset di business per la crescita delle imprese».