Lavoro ibrido: occhio ai rischi

Lavoro ibrido: occhio ai rischi

Le nuove modalità di lavoro rendono necessaria una rigorosa formazione digitale

Di una cosa possiamo essere certi: la vita e il lavoro com’erano prima della pandemia non torneranno più.  Questa è una realtà ormai consolidata con cui molte aziende stanno facendo i conti, riorganizzando le loro modalità di lavoro e di produzione.

Probabilmente in quest’ultimo periodo alcune forme estreme di smart working si sono ammorbidite, considerata la fine, per il momento, dell’emergenza sanitaria. Il concetto di lavoro da remoto ha, però, ormai preso piede in modo irreversibile dando vita a modalità ibride che consentono di mantenere salve alcune norme sanitarie, avere la possibilità di incontrarsi in presenza e allo stesso tempo essere pronti a nuovi eventuali lockdown.

Si tratta di una trasformazione epocale divenuta ormai strutturale che è avvenuta senza una corrispettiva crescita della cultura digitale. Un’assenza di consapevolezza delle minacce provenienti dal mondo digitale che non è stata ancora colmata e che continua a fornire grandi opportunità alle organizzazioni criminali cyber.

Proprio il massivo utilizzo dello smart working è infatti all’origine di una crescita esponenziale di attacchi cyber gravi che, secondo il Rapporto Clusit 2022 sulla sicurezza informatica, sono passati, negli ultimi 4 anni, da una media mensile a livello globale di 130 a una di 171, con una conseguente drammatica crescita delle perdite economiche, schizzate da 1 trilione di dollari nel 2020 a 6 trilioni nel  2021, con un tasso di peggioramento annuale a 2 cifre e un valore pari a 4 volte il PIL italiano.

Insomma, un bel problema con cui è necessario confrontarsi in modo serio e rigoroso investendo su un’adeguata formazione aziendale che consenta a tutti i dipendenti di essere all’altezza della nuove modalità lavorative. Per questo i programmi formativi di Cyber Security Awareness vanno considerati una misura necessaria per evitare che i criminali approfittino dell’anello più debole della catena: il fattore umano.

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In Italia a ridefinire il concetto di Cyber Security Awareness c’è Cyber Guru, che accompagna le imprese nel loro percorso di cambiamento digitale. Grazie alle sue piattaforme, tante organizzazioni hanno messo in campo nuovi piani formativi e di addestramento che stanno aiutando i dipendenti ad accrescere il livello di consapevolezza sulle principali minacce della rete, riducendo l’esposizione al rischio cyber. Le piattaforme Cyber Guru sviluppano le principali caratteristiche difensive individuali agendo efficacemente sui comportamenti umani.

Sono tre i percorsi formativi proposti per raggiungere la massima efficacia:
Cyber Guru Awareness – innovativo sistema integrato di e-learning che coinvolge l’organizzazione in un percorso di apprendimento educativo e stimolante.

Cyber Guru Phishing – un nuovo sistema di e-training, in funzione anti-phishing, che produce risultati efficaci grazie alla metodologia di training on the job e alle caratteristiche di automazione e machine learning.

Cyber Guru Channel – un percorso di formazione basato su una metodologia induttiva e realizzato sul modello delle serie TV, con una produzione avanzata e con uno storytelling particolarmente coinvolgente, centrato sull’esposizione di casi reali di attacco cyber.