Come trasformare e digitalizzare i processi operativi per utilizzare più efficacemente i dati, prendere decisioni in tempo reale e abilitare la collaborazione delle aziende in un ecosistema di partner sempre più ampio, garantendo sicurezza e agilità di business

I sistemi ERP sono fondamentali per gestire aziende di ogni dimensione e settore. Contabilità, procurement, project management, rischio e compliance, operations della supply chain, accanto all’enterprise performance management sono tra le aree che le imprese gestiscono quotidianamente grazie ai sistemi ERP. Negli ultimi anni, gli analisti hanno registrato una crescita sostenuta per i software gestionali. Tuttavia, PMI e PA possono ancora migliorare sul lato della loro adozione e integrazione per rendere interoperabili i moduli applicativi, usufruire di dati e informazioni aggiornate e favorire la collaborazione tra unità organizzative. Gestione amministrativa e contabile, controllo di gestione, logistica e magazzino, approvvigionamento e produzione, gestione documentale e workflow, CRM sono i moduli gestionali più usati dalle imprese.

Diego Pandolfi, research & consulting manager di IDC Italia spiega: «Le aspettative dei clienti e del mercato per prodotti, servizi e livelli di distribuzione più efficienti, personalizzati e innovativi sono sempre più elevate e questo sta spingendo le aziende  trasformare e a digitalizzare i propri processi operativi e a utilizzare più efficacemente i dati per decisioni e insight in tempo reale, in grado di guidare il business. Se il rapido accesso alle informazioni e l’uso dei dati in tutte le aree aziendali è diventato un obiettivo strategico, è anche vero che questo richiede nuovi sistemi IT in grado di integrarsi e di evolvere verso modelli innovativi, flessibili, intelligenti e cloud-based. L’ERP rappresenta il “cuore” del business delle aziende di molti settori. Per questo sta evolvendo per rispondere alle nuove esigenze delle aziende. In base alle stime di IDC, il mercato mondiale sta crescendo a tassi medi annui di circa il 7%, per quanto riguarda la spesa delle organizzazioni di tutti i settori. La componente che cresce di più è quella cloud (rispetto a quella on premise) che registra tassi di spesa di oltre il 12% in media all’anno, a dimostrazione di come l’orientamento prevalente sia verso l’acquisto di soluzioni SaaS, più flessibili, innovative e in grado di integrarsi più facilmente con altre piattaforme».

Secondo Pandolfi, la domanda di soluzioni ERP si sta orientando verso applicativi in grado di utilizzare efficacemente tutti i dati, ma anche i sistemi di intelligenza artificiale e di machine learning per migliorare i processi decisionali e produrre facilmente insights per il business, garantendo un accesso “anytime, anywhere” e una maggiore agilità del business. Le applicazioni ERP devono oggi abilitare la collaborazione delle aziende in un ecosistema di partner sempre più ampio ed essere in grado di interfacciarsi con sistemi e soluzioni differenti, quali, per esempio, sistemi di pagamento digitali, dispositivi IoT, applicazioni AR/VR (di realtà aumentata/realtà virtuale). Un’altra tendenza del mercato è quella di rivolgersi a fornitori di soluzioni ERP specifiche di settore: anche se alcuni processi aziendali sono comuni, ci sono ambiti come il manifatturiero, l’assistenza sanitaria, il settore pubblico o dei servizi nei quali i processi aziendali e i requisiti di analisi e reporting differiscono. Intanto crescono le esigenze delle aziende italiane: sistemi ERP più innovativi potranno essere di aiuto alla loro evoluzione.

«La maggior parte delle imprese, soprattutto quelle legate alla produzione industriale, sono estremamente sensibili alla gestione dei costi operativi (oltre due organizzazioni su tre)» – dichiara Giancarlo Vercellino, associate director di IDC Italia. «Negli ultimi anni, però, hanno cominciato a farsi strada nuovi temi. Le imprese italiane avvertono una chiara accelerazione nei cambiamenti di mercato e molte cominciano a confrontarsi con requisiti di business sempre più complessi da gestire (quattro imprese su cinque evidenziano un grandissimo sforzo per stare dietro a queste sfide). In questo scenario, i sistemi ERP giocheranno un ruolo fondamentale evolvendosi da sistemi che spesso rischiano di sclerotizzare e burocratizzare i processi aziendali in strumenti per promuovere una rapida ricombinazione di processi, tecnologie e persone, introducendo forme di automazione flessibili e intelligenti per adattarsi agilmente ai cambiamenti di mercato. Gli ERP diventeranno lo strumento per reinventare rapidamente aziende e organizzazioni».

CONNUBIO VINCENTE

Un connubio vincente sarà sempre più quello tra ERP e cloud. «Invece di continuare a investire in antiquati sistemi on premise, le organizzazioni più evolute e con una strategia “digital first” si stanno focalizzando su investimenti in piattaforme software SaaS e cloud-enabled, che garantiscono più flessibilità, modularità e agilità» – dichiara Pandolfi di IDC Italia. «Anche la domanda di applicazioni ERP basate su cloud continua a crescere grazie alla possibilità di abilitare un accesso in ogni luogo e momento, oltre che per le capacità maggiori di condividere e analizzare enormi quantità di dati e di integrarsi con sistemi e piattaforme di varia natura». Secondo le stime di IDC, in Italia la spesa delle organizzazioni per sistemi ERP in cloud salirà, nel 2022, di oltre il 20%. «I sistemi ERP cloud – prosegue Pandolfi – consentono alle aziende una crescita rapida, più efficienza e agilità, senza la necessità di importanti investimenti nell’infrastruttura tecnologica. Uno dei vantaggi principali dei servizi cloud è la capacità per i dipartimenti IT di spostare le risorse dalla manutenzione verso nuove iniziative, e questo può portare a generare nuovi ricavi e a una migliore competitività. I sistemi ERP in cloud, inoltre, consentono di operare in modo più efficace anche di fronte a costanti interruzioni, mantenendo la continuità del business grazie alla possibilità di accesso “anytime, anywhere”. Un altro vantaggio dei sistemi ERP cloud è la loro maggiore interoperabilità, grazie alla più facile possibilità di integrarsi con altri sistemi e soluzioni cloud». Secondo Pandolfi, minori sono i problemi con le integrazioni tra API e architetture a microservizi, più facile sarà utilizzare le informazioni nei processi di business. Quando si parla di migrazione verso il cloud, soprattutto per aree applicative importanti come quella dell’ERP, non si può trascurare il tema sicurezza. «Tra le preoccupazioni delle aziende, oggi, spiccano la necessità di proteggere tutti i dati distribuiti, anche quelli che risiedono sugli applicativi cloud, gli accessi ai servizi cloud e la necessità di configurare correttamente tutti i servizi, per non incorrere in errori che potrebbero esporre l’azienda ad eventuali attacchi o vulnerabilità» – spiega Pandolfi. «Sarà fondamentale, per queste ragioni, prevedere nuovi modelli architetturali di protezione, tra i quali spicca lo Zero Trust, per gestire in modo efficace e innovativo accessi e identità, ma anche utilizzare soluzioni di data protection e servizi di detection and response in tempo reale, per monitorare costantemente le attività sulla rete e individuare tempestivamente le anomalie».

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ACCELERATORI DI INNOVAZIONE

Artificial intelligence e machine learning influiranno sempre più sull’evoluzione dell’ERP. «L’intelligenza artificiale – puntualizza Vercellino di IDC Italia – sta trasformando l’intero parco applicativo, come è avvenuto in passato durante le fasi iniziali di passaggio al cloud: gli operatori hanno dovuto rivedere la loro gamma di offerta, riscrivendo molto applicazioni per i nuovi ecosistemi digitali. Un fenomeno analogo sta avvenendo con il machine learning: gli algoritmi si stanno insinuando in modo sempre più capillare nell’automazione dei processi, da quelli IT a quelli di business. L’intelligenza artificiale è una grande opportunità per fare innovazione di prodotto: gli operatori più capaci e visionari avranno la possibilità non solo di rinnovare le modalità di interazione con le loro applicazioni più tradizionali (dalle interfacce conversazionali agli Smart WYSIWYG, che anticipano le intenzioni operative degli utenti), ma potranno portare sul mercato applicazioni nuove, che taglieranno trasversalmente le categorizzazioni tradizionali delle soluzioni applicative, attraverso un impiego puntuale e specifico dei dati e degli algoritmi. l’intelligenza artificiale consentirà di verticalizzare ulteriormente gli ERP, specializzandoli maggiormente rispetto a funzioni e mercati più specifici». Oggi si parla anche di integrazione tra ERP e IoT per disporre di processi produttivi più veloci, ricchi di dati e reattivi. «Le tecnologie che IDC definisce “innovation accelerators” continueranno a rappresentare un focus di investimento per l’innovazione del business e dei processi delle aziende» – riprende Pandolfi. «Alcune di queste categorie emergenti, come la blockchain, sono ancora in una fase iniziale di adozione, ma saranno importanti a lungo termine, mentre l’ampia diffusione di sistemi di robotica, IoT, AR/VR richiede già oggi alle aziende la capacità di integrare applicazioni, sistemi e dispositivi differenti per utilizzare al meglio tutti i dati e le informazioni, per automatizzare i processi e raggiungere più efficienza operativa, nonché per migliorare la gestione della cyber security. IDC ritiene che gran parte del valore dell’IoT sarà realizzato dall’integrazione dei dati generati dai dispositivi connessi con altri sistemi “core” che guidano i processi di business, tra i quali spicca l’ERP, senza dimenticare anche CRM, SCM o PLM».

Ma per concludere, secondo IDC, che caratteristiche avrà l’ERP del futuro? «Se dovessimo descrivere con tre aggettivi le caratteristiche essenziali dell’ERP del futuro, potremmo dire: semplice, intelligente e flessibile» – risponde Vercellino. «Semplice, immediato e naturale nelle modalità di interazione con gli utenti, attraverso ogni dispositivo e contesto. Abbastanza intelligente e perspicace da comprendere l’intento essenziale delle operazioni che l’utente sta conducendo (in base alle azioni precedenti, al contesto e al ruolo aziendale). Flessibile e adattabile alle caratteristiche più peculiari dei processi, e alle piccole idiosincrasie di ciascun utente. Insomma, il perfetto assistente virtuale che guiderà e consiglierà gli utenti su come gestire al meglio qualsiasi processo aziendale».

LA PAROLA ALLE AZIENDE

Le imprese italiane, sono sempre più interessate a un ERP evoluto. «Il concetto di ERP è cambiato» – dichiara Mauro Adorno, chief operating officer EMEA & APAC di ToolsGroup. «Oggi, servono soluzioni verticali potenti. Un ERP funzionale è una piattaforma che integra in maniera fluida applicazioni ad alto valore aggiunto, e permette lo scambio di informazioni ed eventi che possono determinare variazioni e richiedere specifiche decisioni». Secondo Elisabetta Rigobello, responsabile marketing di Di.Tech, le aziende italiane sono completamente assorbite dal tema della trasformazione digitale che ha un impatto significativo sull’ERP: «Da una parte si cerca di supportare la digitalizzazione dei processi aziendali gestiti in modo analogico, agendo direttamente sull’organizzazione. Dall’altra si devono trovare strumenti tecnologici che facilitino questa trasformazione. Essendo l’ERP il cuore dei sistemi informativi, la necessità è di arricchirlo di nuove funzionalità o di adattarlo nel caso in cui sia possibile. Quanto più l’ERP è flessibile e modulabile, tanto è più facile mantenerlo come perno focale della digitalizzazione». Elena Di Conza, direttore marketing di Passepartout sostiene che le imprese hanno sempre più bisogno di soluzioni trasversali, integrate, capaci di dare una visione dettagliata delle loro attività tramite strumenti di business intelligence e con tempi minimi da startup. «In questo contesto, le nostre soluzioni si sono rivelate vincenti, innanzitutto per la loro completezza funzionale, poiché nel nostro ERP sono presenti tutte le funzioni necessarie a coprire ogni aspetto della vita di una impresa, dalla fiscalità alla logistica, dall’interfacciamento con le macchine di produzione in ottica Industria 4.0 all’analisi dati. Ma il nostro valore aggiunto è fornire una soluzione completa in un unico prodotto e non diversi componenti messi insieme per lo specifico progetto, che in qualche modo dialogano tra loro. I nostri gestionali sono estremamente personalizzabili, grazie alla suite di sviluppo interna a disposizione dei VAR».

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ABBINAMENTI VINCENTI

Cloud ed ERP sono percepiti come un abbinamento di successo. Adorno di ToolsGroup ritiene che i principali fornitori cloud rendano disponibili standard di sicurezza superiori ai modelli tradizionali on premise. Si tratta di un connubio vincente perché permette di offrire soluzioni SaaS scalabili con supporto incluso. Passepartout ha iniziato a investire nel cloud già dal 2008, quando ancora si riteneva che questo sistema non sarebbe mai decollato. «Oggi – afferma Elena Di Conza – i vantaggi delle soluzioni cloud computing sono ampiamente condivise anche dagli ultimi scettici. Il problema della sicurezza, invece, che non distingue tra soluzioni cloud e on premise, è contingente e reale, per questo è importante affidarsi a professionisti qualificati. Il cloud, da questo punto di vista, offre il vantaggio di delegare al vendor l’incombenza della sicurezza. Passepartout ha una server farm interna, sempre aggiornata e tecnologicamente avanzata, ma ci siamo affidati anche ad AWS, che abbiamo scelto per le politiche di disaster recovery e business continuity».

Secondo Roberto Finotti, sales director di EOS Solutions Group, i sistemi ERP rappresentano da tempo la colonna portante per la gestione delle imprese. La pandemia, però, ha ulteriormente aumentato la rilevanza dei sistemi gestionali in cloud, che hanno aiutato le aziende a resistere alla notevole pressione per soddisfare in tempo le richieste dei clienti, permettendo di adottare lo smart working con rapidità. «Oltre a facilitare lo smart working – continua Finotti – l’uso di un ERP in cloud permette di abbattere i costi fissi per il mantenimento di una struttura hardware. Se server e IT incidono pesantemente sul bilancio aziendale, il cloud permette una riduzione di costi da prendere in seria considerazione. Poiché il database centralizzato al cuore del sistema gestionale contiene i dati più sensibili dell’azienda, la sicurezza assume una rilevanza fondamentale. Tuttavia, nessuna impresa spende in sicurezza quanto molte aziende tutte insieme. Rispetto alle soluzioni on premise, il livello di sicurezza offerto da un provider di servizi cloud è sicuramente superiore, ne va della sua reputazione. Ultimo, ma non per importanza, il cloud è una tecnologia green. La sostenibilità è citata spesso nelle discussioni sui nuovi software, e i gestionali in cloud non sono un’eccezione. Quando un’azienda opta per soluzioni ERP in cloud, condividendo l’utilizzo e la manutenzione di infrastrutture con migliaia di altri utenti, fa una scelta che produce un importante risparmio energetico e riduce le emissioni di anidride carbonica».

Anche AI e ML sono ritenuti come elementi fondamentali nel delineare il nuovo volto dell’ERP. «È in atto una rivoluzione» – afferma Adorno di ToolsGroup. «L’ERP vede l’utente al centro di tutte le transazioni, ma con machine learning e intelligenza artificiale i processi decisionali sono demandati a sistemi dedicati, in grado di suggerire e prendere decisioni in base all’analisi dei dati e agli algoritmi di autoapprendimento. Nel caso di Supply Chain Planning & Execution si fa ricorso a processi decisionali automatici perché spesso più affidabili; l’utente interviene eccezionalmente».

Secondo Elisabetta Rigobello di Di.Tech, l’ERP è spesso il repository del patrimonio informativo di una impresa, almeno per le data-driven company, in cui i dati sono un asset vitale per il business. «In passato, il vantaggio competitivo era lavorare sui dati consuntivi, per definire le strategie del proprio posizionamento. Oggi, è necessario concentrarsi sul forecasting, tanto più preciso quanto più legato a processi di apprendimento. In questo senso, intelligenza artificiale e machine learning possono concorrere a rendere l’ERP lo strumento per migliorare le performance di una azienda».

Per Elena Di Conza di Passepartout, lavorare su elementi di intelligenza artificiale e machine learning è diventata una priorità: «Siamo già attivi con un progetto dedicato alle nuove tecnologie che prevede sperimentazioni sull’integrazione tra machine learning e soluzioni gestionali per imprese e commercialisti. Per esempio, abbiamo realizzato un protocollo di integrazione tra i nostri gestionali e gli smart speaker, per ottenere, con una semplice ricerca vocale, informazioni immediate su anagrafiche, stato ordini, articoli a magazzino e situazione dei pagamenti».

Anche la sinergia tra ERP e Internet of Things sarà sempre più determinante per le aziende. «L’IoT è una opportunità per il mondo produttivo» – spiega Luca Milani, offering manager di Smeup. «Basti pensare che è possibile dotare oggetti prodotti in uno stabilimento di sensori che comunicheranno con la sede centrale anche dopo che l’oggetto sarà venduto. Questo cambia l’ordine delle cose. La vita di un articolo all’interno del sistema informativo, che in molti casi sarebbe finita nel momento in cui è stato consegnato, in questo modo continua. Si può pensare quindi che i sensori a bordo dell’articolo fanno anch’essi parte del sistema informativo stesso, rendendolo un sistema distribuito. Solo un ERP flessibile e ben progettato può adattarsi a un cambiamento simile. L’ERP del futuro non sarà più relegato al freddo della sala server o in un data center tra le montagne: sarà sparso per il mondo insieme agli oggetti che lo compongono». Secondo Adorno di ToolsGroup, l’integrazione con strumenti in grado di fornire dati in tempo reale, non solo IoT, permette di rivedere processi decisionali critici: «Oggi, secondo Gartner, il digital twin che rappresenta lo stato della supply chain dovrebbe essere rivisto a intervalli di 15 minuti al massimo, per cogliere repentine variazioni di consumo, stato dei beni e andamento dei processi. E la riparametrizzazione dei sistemi di governo dovrebbe essere rivista sulla base dei dati reali aggiornati».

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L’IMPORTANZA DELLE PERSONE

Non solo tecnologie. Per gestire e valorizzare in modo vincente un ERP di nuova generazione sono determinanti anche le persone. Nelle imprese sono necessari percorsi di formazione e aggiornamento, ma anche una diversa organizzazione per ridefinire nuove forme di collaborazione tra differenti aree aziendali. Anche il ruolo del system integrator deve cambiare. «Dall’inizio del 2020 – spiega Elena Di Conza di Passepartout – abbiamo assistito a una crescita esponenziale dell’utilizzo di strumenti tecnologici e a un aumento obbligato dell’attitudine al digitale. È dunque necessario gestire il tema delle competenze digitali. Le aziende devono prevedere programmi di aggiornamento e acquisizione di nuove abilità. Ma uno dei cambiamenti più significativi a livello organizzativo riguarda la cooperazione interna tra le varie funzioni aziendali. È necessario studiare nuove forme di collaborazione tra contabilità, supply chain, produzione, sicurezza e digitale. La comunicazione tra queste funzioni e la collaborazione tra reparti è determinante. E l’ERP è il cuore di questo sistema». Riguardo al ruolo del system integrator, Elisabetta Rigobello di Di.Tech puntualizza: «Il compito di un system integrator è sempre più quello di essere un partner che supporta i CIO nel processo di digitalizzazione nella sua interezza, nella trasformazione dei processi caratteristici e nella definizione delle tecnologie abilitanti a supporto. Il maggior vantaggio si ha quando il system integrator conosce bene i processi di business».

Dal canto suo, Elena Di Conza di Passepartout evidenzia che i system integrator hanno oggi l’opportunità di proporre e mostrare la solidità e i vantaggi delle architetture IT: «Il loro ruolo è fondamentale. Ora più che mai, abbiamo bisogno delle loro competenze e della loro esperienza, per guidare gli imprenditori italiani verso un nuovo modo di concepire la propria impresa. Il piano Transizione 4.0 sta offrendo la spinta giusta, creando nuove opportunità. Ma ora che il tessuto industriale italiano è in movimento, è importante rispondere alla domanda di trasformazione non solo con soluzioni focalizzate sulla possibilità di dialogare con i macchinari, ma aiutando le imprese a ripensare al proprio business in chiave digitale».

Claudio Ferrante, director sales di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia dichiara: «In Wolters Kluwer Tax and Accounting, contiamo su un sistema di partner ramificato, fondamentale per lo sviluppo e l’implementazione dei gestionali e delle loro personalizzazioni per le aziende italiane. I nostri partner fungono da system integrator e adattano e personalizzano gli ERP alle necessità produttive e territoriali. Affiancare lo sviluppo digitale delle imprese sul territorio è determinante per modellare le soluzioni digitali ai reali bisogni delle imprese produttive. Il nostro ERP di punta, Arca Evolution, si presta alle più sofisticate personalizzazioni e gli artefici dello sviluppo di un gestionale su misura sono proprio i nostri partner territoriali che conoscono la storia, le specializzazioni produttive tipiche del territorio, le imprese e come sono cresciute e si sono evolute. Molto dello sviluppo industriale passa attraverso la trasformazione digitale e la conoscenza della storia evolutiva, anche digitale. Questa conoscenza è il miglior viatico per affiancare con concretezza un’impresa. I nostri partner non dialogano solo con il dipartimento IT delle imprese clienti, ma anche con i vertici aziendali, con la direzione vendite, con la logistica, con l’amministrazione. La visione olistica dell’impresa inserita nella realtà territoriale fa del partner un system integrator efficace, anche nel tempo. Perché la trasformazione digitale non ha un termine. Ci sarà sempre un’innovazione tecnologica che renderà necessario uno sviluppo anche della struttura ERP. Chi conosce profondamente sia il territorio sia l’impresa e la sua storia evolutiva non può che essere il partner ideale».

CONCLUSIONI

Quali caratteristiche avrà l’ERP del futuro? Secondo Adorno di ToolsGroup – «l’ERP sarà aperto a connessioni con dati esterni e a integrazioni con soluzioni di ottimizzazione». Per Elisabetta Rigobello di Di.Tech – «sarà lo strumento che conterrà i digital asset delle imprese e, soprattutto, le funzioni per prendere decisioni, in chiave collaborativa e integrata, intersecando le funzioni di business aziendali. Sicuramente sarà fruito in cloud».  E per Elena Di Conza di Passepartout – «l’ERP del futuro saprà dialogare in modo aperto e interattivo con ogni tipo di dispositivo. Tramite il deep learning sarà in grado di estrarre valore dalle informazioni e integrando algoritmi di intelligenza artificiale annullerà le operazioni senza valore aggiunto. La gestione aziendale sarà sempre più automatizzata e la trasmissione dei dati, gestita attraverso web services, attivati da sistemi esperti, creerà il valore necessario alle decisioni strategiche».


Soluzioni ERP che fanno crescere le aziende

Le imprese italiane medio-grandi, operanti anche a livello internazionale nei settori del commercio all’ingrosso, manifatturiero, fashion e servizi professionali sono realtà complesse che necessitano di soluzioni agili, capaci di supportare la crescita e la continuità del business. Esse rappresentano il target principale di Würth-Phoenix, azienda di consulenza IT del Gruppo Würth, con sedi a Bolzano, Roma e Milano. «La digitalizzazione è la nostra missione – spiega Roman Clara, BU manager Dynamics 365 ERP Solutions. «Le soluzioni ERP SaaS basate su tecnologia Microsoft Dynamics 365 e Azure, per esempio, offrono enormi vantaggi in termini di costi e sicurezza. I servizi di artificial intelligence, machine learning e IoT ottimizzano la supply chain, migliorano la qualità dei prodotti, riducono tempi e costi di produzione e aiutano a prevenire i guasti. Il nostro ruolo è accompagnare il cliente nel cambiamento, massimizzando il ritorno d’investimento e i benefici della trasformazione digitale».