Passepartout, pronti a innovare

Passepartout, pronti a innovare

Rapidità di integrazione e capacità di accedere ai dati in ogni momento e da qualunque luogo, anche tramite tablet o smartphone. Passepartout aiuta le PMI a vincere la sfida del cloud

Passepartout ha creduto da sempre nel cloud. Sin dal 2008, l’azienda con sede a San Marino, comincia a muoversi nel mondo del SaaS, anche scontrandosi con un settore non ancora pronto ai vantaggi della nuvola. Basti pensare che proprio nel 2008, con la sua lungimiranza, Passepartout ha lanciato un’offerta di software in cloud per commercialisti, vendendone poche decine, ma comunque dando il via alla sua programmazione futura. Oggi, quell’offerta si chiama Passcom e assieme a Mexal (per le imprese) e verticali dedicati, rappresenta il core nel ventaglio del fornitore di software e servizi gestionali.

«Per noi fin dall’inizio, era scontato che un prodotto a supporto dei commercialisti operasse in remoto» – spiega Simone Casadei Valentini, direttore progettazione, assistenza, formazione Area Imprese e Commercialisti di Passepartout. «Nel tempo, Passepartout ha sviluppato un’ampia offerta di software cloud dedicata a diversi settori. I programmi, installati presso la nostra server farm, possono essere utilizzati in base alle proprie reali necessità. Il più grande vantaggio del cloud computing, oltre alla rapidità di integrazione, è la possibilità di accedere ai dati in ogni momento e da qualunque luogo, anche tramite tablet o smartphone».

OLTRE L’OBSOLESCENZA

Guardando indietro, nel 2012 Passepartout attiva le installazioni cloud per le PMI, con un’evoluzione che vede, nel 2016, l’ingresso nel settore degli hotel. «Oggi, su 100 vendite di Passcom per i commercialisti, 96 sono in cloud. Per la PMI, invece le nuove attivazioni in cloud sono il 48%. La tendenza è ovviamente quella di abbracciare sempre più la nuvola, governando le criticità» – prosegue Casadei Valentini. «Di fatto, il nostro è un cloud privato, che continuiamo a rinnovare, per andare oltre l’obsolescenza. Anche se ci affidiamo ad AWS, ci siamo posti l’obiettivo di non sviluppare solo applicazioni che siano costruite sulla base del provider scelto e prive di lock-in tecnologico». Ed è il motivo per cui, nonostante la percentuale ridotta di attivazioni, nel portafoglio di Passepartout c’è ancora Linux, così da rispondere alle eventuali esigenze dei clienti. In passato, l’opportunità di sfruttare soluzioni cloud senza necessità di investimenti ingenti ha però creato alcune criticità con i partner. Il riferimento è all’attivazione delle licenze senza appoggiarsi all’infrastruttura proposta da Passepartout, ossia software caricati su fornitori cloud spesso economici e privi di una struttura societaria solida e pronta a rispondere alle eventuali problematiche quotidiane. «Non di rado questo ha portato al sorgere di una serie di complicazioni per il cliente, dovute a infrastrutture non ridondate e instabili, con il rischio di un blocco dell’operatività. Per questo, il nostro partner tecnologico è solo AWS, che ci permette di offrire un servizio completo e sicuro».

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AFFIDABILITA’ E CONTINUITA’

Durante le prime ondate del Covid-19, ci sono state due grandi impennate di attivazioni sia per Mexal che Passcom, per il già noto boom del lavoro da remoto. Meno repentino l’andamento di Welcome, il cloud dedicato agli hotel che è arrivato dopo anche a causa delle difficoltà del mercato, ma attualmente il 43% dei clienti è sulla nuvola con il 70% delle nuove installazioni del 2022 che è già in cloud. «Non è un caso se i mercati più pronti ad accogliere le innovazioni siano quelli già nativamente connessi a Internet, come gli hotel appunto, che hanno meno remore nell’affidarsi totalmente ad un servizio connesso e gestibile da remoto». Maggiori difficoltà dalle aree verticali, come il retail. Per queste, Passepartout ha lanciato lo smart cloud, un’offerta intelligente che realizza solo backup periodici e analisi dati sul cloud per necessità specifiche. «Abbiamo avuto, in tal caso, un successo inaspettato, soprattutto per il primo punto. Nonostante il trend di usare servizi generalisti per eseguire i backup, evidentemente l’affidarsi a un’azienda attiva e vicina al territorio viene considerato un plus non da poco». Cosa c’è nel domani di Passepartout? «Difficile dirlo» – conclude il manager. «Di certo, non cambierà solo il prodotto gestionale ma anche quello che c’è attorno. La nostra tecnologia è pronta per approcciare i nuovi scenari che si presenteranno».