Le medicine stampate in 3D sono quasi realtà

Le medicine stampate in 3D sono quasi realtà

Medicine-as-a-service è già un trend nel Nord Europa

L’industria farmaceutica è strettamente legata alla produzione di massa. Affinché i medicinali possano essere venduti a buon mercato, spesso devono essere prodotti in grandi quantità. Ma cosa succede se si ha bisogno di un farmaco in una dose diversa da quella che viene venduta? O un ingrediente diverso nel mix rispetto a quello offerto? Sebbene esista già una sorta di medicina personalizzata, i suoi lotti sono rigorosamente piccoli, poiché la composizione (la preparazione manuale di trattamenti farmacologici individualizzati) è difficile, richiede tempo e manca di controllo di qualità. Ma ora la startup CurifyLabs di Helsinki sta automatizzando il processo, portando la stampa 3D di farmaci negli ospedali e nelle strutture veterinarie.

CurifyLabs è stata fondata lo scorso anno e da allora ha raccolto 3,5 milioni di euro in finanziamenti. Con il claim di Medicine-as-a-Service, l’azienda sta già ottenendo un certo richiamo mediatico nel nord dell’Europa. L’idea è creare in modo sicuro farmaci che rispondano alle esatte esigenze di un paziente e possano adattarsi a fisiologia e specie, nonché a qualsiasi allergia. I farmaci possono essere stampati in diverse forme, per facilitarne la deglutizione da parte di animali e bambini o con diverse velocità di rilascio. Inoltre, il processo riduce la possibilità di errore nel compounding.

Tutti i farmaci mantengono la qualità del materiale, la composizione e la durata di conservazione di livello farmaceutico. Se il suo lavoro iniziale avrà successo, Curifylabs potrebbe cambiare il modo in cui trattiamo le malattie, con farmaci ordinati e realizzati, su misura, direttamente dalle farmacie o piccoli produttori, così da evitare gli sprechi e cercare di ridurre gli effetti indesiderati.

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