Prassi di riferimento UNI, come progettare il cambiamento

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Sostenibilità digitale, pubblicata la prima Prassi di riferimento UNI. Indicatori chiave, percorso di autovalutazione e miglioramento continuo per il successo dei progetti

In uno dei primi articoli di questa rubrica, abbiamo descritto la versione business dell’indice creato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale: il DiSI Corporate. L’indice consente una valutazione – basata su fattori qualitativi e quantitativi – del livello di sostenibilità digitale di un progetto di trasformazione digitale sviluppato da un’organizzazione pubblica o privata. A partire da questo indice, in collaborazione con diverse realtà associate alla Fondazione per la Sostenibilità Digitale – Fondazione Enel, ACI Informatica, Bludigit-Italgas e Cisco Italia – è nata la prima Prassi di riferimento UNI sulla sostenibilità digitale, recentemente pubblicata sul sito dell’UNI.

Il presupposto da cui parte la Prassi è che una organizzazione che vuole sviluppare un processo di cambiamento orientato alla sostenibilità digitale deve, in ogni progetto, affrontare un percorso basato su tre passaggi: l’analisi degli impatti di sostenibilità del progetto nei suoi obiettivi e nei risultati che vuole perseguire; l’analisi degli impatti di sostenibilità nei processi per individuare gli elementi del progetto maggiormente impattanti; l’identificazione degli specifici SDG sui quali impatta il progetto.

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Per ognuno dei passaggi, l’organizzazione deve ricavare una matrice in cui risultino evidenti non solo le criticità, ma anche le opportunità e i potenziali impatti positivi del progetto in ottica di sostenibilità. Scopo della prassi è andare oltre il principio Do No Significant Harm, che si limita a chiedere alle organizzazioni di evitare o minimizzare i danni causati dalle loro iniziative. Secondo la Fondazione per la Sostenibilità Digitale, una adeguata gestione dei progetti di trasformazione digitale – potenzialmente impattanti in modo circolare su ambiente, economia e società – dovrebbe guardare oltre gli impatti negativi e perseguire un processo di miglioramento continuo. In tale prospettiva, la Prassi definisce i requisiti che un progetto di trasformazione digitale deve avere per essere considerato sostenibile e coerente con gli SDG di Agenda 2030. A questo scopo sono stati individuati 58 indicatori di performance (KPI). Questi indicatori sono riferiti a specifici SDG e alle principali fasi del ciclo di vita di un progetto e, nell’insieme, costituiscono una check list con cui confrontarsi dalle fasi iniziali del progetto fino alla sua attuazione, monitoraggio e chiusura.

Per ciascun SDG di Agenda 2030, preso in considerazione nella Prassi, sono stati individuati diversi indicatori, raggruppati per specifici obiettivi. Tali indicatori possono essere adottati e valorizzati seguendo le fasi del ciclo di vita di un progetto: avvio, pianificazione, esecuzione (progettazione, sviluppo, test), monitoraggio e controllo, chiusura. A titolo esemplificativo, nella fase di avvio, un target di interesse per il project manager che vuole che il progetto sia digitalmente sostenibile è quello relativo alla creazione di team inclusivi. A questo target sono collegati diversi indicatori, tra cui, per esempio, il 33esimo, volto alla valutazione dell’inclusione di persone diversamente abili.

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Nella fase di esecuzione, obiettivo può essere quello di adottare politiche di circolarità: in questa direzione può essere utile il 52esimo indicatore, che riguarda la possibilità di riparazione degli apparati IT. Infine, nella fase di chiusura del progetto, un target interessante è quello di evitare contenuti, algoritmi e interfacce discriminanti, per la valutazione del quale è collegato tra gli altri il 16esimo indicatore, relativo al rispetto delle diversità. Ogni indicatore, o gruppo di indicatori, può quindi chiarire la sostenibilità di un aspetto specifico. L’insieme di tutti assolve alla domanda principale relativa al grado di sostenibilità complessivo.

La sintesi del percorso di autovalutazione può essere rappresentata in un grafico radar, che consente ai responsabili di un progetto – in maniera immediata – di comprendere punti di forza e di debolezza, e di prendere decisioni su come migliorarlo. Insomma, quello che può fornire la Prassi è un importante valore aggiunto.

La Prassi di Riferimento UNI/PdR 147:2023 è già disponibile sul sito dell’UNI e su quello della Fondazione per la Sostenibilità Digitale per essere scaricata, consultata e utilizzata da tutte le organizzazioni che vorranno fare della Sostenibilità Digitale una reale leva di sviluppo per il futuro.

A cura di Fondazione per la Sostenibilità Digitale