Konica Minolta, l’ecosistema Glocal per le PMI

Konica Minolta, l’ecosistema Glocal per le PMI

Konica Minolta, una storia di innovazione che dura da 150 anni. Digital Easy, il portfolio di eccellenza per la digitalizzazione documentale, l’automatizzazione dei workflow e l’unificazione delle informazioni, grazie alla potenza di M-Files, il software più visionario di enterprise content management

Quest’anno Konica Minolta compie 150 anni. La storia di Konica inizia nel 1873, quando in Giappone viene aperto un piccolo negozio specializzato nella vendita di materiale fotografico. Nel corso del tempo, l’azienda amplia la sua gamma di prodotti, includendo copiatori, televisori a colori e stampanti. Nel 2003, arriva una svolta importante: Konica decide di fondersi con Minolta. Qualche anno dopo, nel 2006, prima dell’avvento degli smartphone, Konica Minolta abbandona completamente il settore fotografico per focalizzarsi sulla stampa office.

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Da sempre orientata all’innovazione e al cambiamento, l’azienda è stata in grado di reinventarsi più volte nel corso degli anni. Oggi il core business è rappresentato dalla stampa per ufficio, ma già da qualche anno l’offerta è incentrata sulla digital transformation. L’evoluzione dei modelli di lavoro, compreso l’espansione dello smart working, ha reso necessario rivedere l’approccio al settore ufficio e ciò ha portato Konica Minolta ad ampliare l’offering con servizi consulenziali e progetti su misura per l’ambiente lavorativo digitale. Per rispondere a questa esigenza, l’azienda ha creato una divisione dedicata che si occupa di soluzioni per l’ufficio digitale e la gestione dei processi aziendali e documentali, guidata a livello marketing da Marco Scuri, product manager Digital Solutions di Konica Minolta. Questa trasformazione rappresenta uno dei cambiamenti più significativi e importanti degli ultimi anni, su cui l’azienda sta puntando fortemente.

Aziende sempre più digitali

«Konica Minolta ha assunto un ruolo rilevante nel settore delle soluzioni digitali» – spiega Scuri «Collaboriamo con aziende di ogni dimensione, ma in campo digitale ci focalizziamo maggiormente sulle piccole e medie aziende. È evidente, se si considera l’Italia nel suo complesso, che negli ultimi anni ci sia stata un’accelerazione nell’adozione delle tecnologie digitali. Ed è una notizia positiva. Secondo quanto emerge dall’Indice DESI, che è stato introdotto dalla Commissione Europea nel 2014 per misurare i progressi dei paesi europei verso la digitalizzazione dell’economia e della società, l’Italia ha fatto notevoli passi avanti in questa classifica, salendo costantemente anno dopo anno. Attualmente, si trova al diciottesimo posto, mentre fino a pochi anni fa occupava una delle ultime posizioni in Europa. Adesso, siamo in linea con la media europea, dimostrando un effettivo miglioramento nell’adozione delle tecnologie digitali».

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Tuttavia – come spiega Scuri – ogni azienda ha un suo percorso nell’affrontare il mondo digitale. «Le grandi imprese, per esempio, sono molto avanzate in termini di digitalizzazione. Oggi, la loro sfida principale è quella di rendere il loro business full digital. Non si tratta più di digitalizzare solo i processi analogici, ma di ripensare totalmente il modo in cui vengono svolte le attività e di sfruttare appieno le potenzialità delle tecnologie digitali per rivoluzionare il modo in cui operano». La situazione delle PMI è invece più ibrida: «Alcune sono più avanzate e utilizzano già soluzioni ERP, CRM e per la fatturazione elettronica, ma spesso queste informazioni sono sparse e non sono completamente integrate. Allo stesso tempo, ci sono ancora molte PMI che sono ancora indietro nell’adozione delle tecnologie digitali».

In passato, il settore delle PMI si serviva infatti principalmente di soluzioni specifiche per il proprio settore. Alcuni player si sono specializzati nel fornire soluzioni per ogni comparto. Soluzioni che però tendenzialmente sono standard. Modificarle è costoso e richiede tempo. «Negli ultimi anni – continua Scuri – si è sviluppato un mercato per le aziende che preferiscono un approccio ibrido, che consente cioè di adottare soluzioni personalizzate attraverso un ecosistema di partner e strumenti che permettono una maggiore flessibilità nell’implementazione delle soluzioni digitali, Questo approccio può essere particolarmente vantaggioso per le PMI che desiderano abbracciare la digitalizzazione in modo più graduale e su misura».

L’ecosistema dei partner

Il concetto di ecosistema si rivela fondamentale quando si deve affrontare la complessità delle sfide digitali. È infatti diventato impossibile per qualsiasi azienda fare tutto da sola. Questo è particolarmente vero per le PMI, che spesso non dispongono delle competenze digitali necessarie per sviluppare e implementare prodotti digitali in modo autonomo e questo può diventare un ostacolo per la competitività» – spiega Scuri «Molte aziende italiane hanno infatti prodotti digitali di alta qualità, ma nel momento in cui non riuscissero a garantire il ricambio generazionale e la formazione continua di nuovi talenti, si troverebbero in difficoltà. L’internazionalizzazione diventa quindi una scelta cruciale per molte imprese del nostro Paese. Si stanno infatti affacciando sul mercato italiano prodotti internazionali, sviluppati su scala europea o globale, che riescono a essere sempre innovativi, in grado di migliorare e di diventare più user-friendly. Tuttavia, queste soluzioni non garantiscono quella personalizzazione necessaria al contesto italiano caratterizzato da normative complesse come, per esempio, la fatturazione elettronica, la conservazione a norma, la firma elettronica e così via».

Da un lato abbiamo quindi aziende italiane che sono diventate competenti in ambito normativo ma che oggi hanno difficoltà nello scalare a livello digitale. Dall’altro abbiamo aziende internazionali che hanno prodotti eccellenti dal punto di vista tecnico ma non si integrano bene nel contesto italiano. Ecco quindi che il concetto di ecosistema diventa importante. Konica Minolta ha sviluppato una partnership internazionale che le ha consentito di avere a disposizione una soluzione di punta come M-Files, un ECM (Enterprise content management) sviluppato da un vendor internazionale fondato in Finlandia e che oggi ha sede negli Stati Uniti. Secondo Gartner, M-Files è il software più visionario al mondo, quello con le funzionalità più avanzate. «La soluzione è guidata dai metadati può essere in cloud e on prem, si integra con ERP e CRM così come con dati non strutturati quali email, documenti Word, Power point e molto altro» – spiega Scuri «Per adattare M-Files al mercato italiano, Konica Minolta ha stretto partnership con aziende italiane come Ifin Sistemi, specializzata in software per la conservazione digitale a norma, e Namirial, che offre soluzioni per la firma digitale.

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Queste collaborazioni hanno permesso di creare un ecosistema chiamato “Digital Easy” che coniuga l’eccellenza tecnica di M-Files con le esigenze normative italiane, rendendo il digitale davvero facile». In dettaglio, Digital Easy è un portfolio di soluzioni che permettono di digitalizzare i documenti e automatizzare i workflow collegati con un’implementazione rapida. Konica Minolta affianca il cliente fin da subito, identificando le aree più di impatto per la digitalizzazione documentale. Il concetto di ecosistema parte proprio da questa premessa: «Dobbiamo personalizzare la soluzione in base alle esigenze del cliente, sfruttando i nostri asset in ambito documentale» – afferma Scuri. «Oggi, infatti, non è più possibile essere l’unico fornitore di servizi per un’azienda. Per essere rilevanti vogliamo coniugare le nostre esperienze internazionali con quelle locali, grazie a partnership eccellenti e offrendo flessibilità e competenza» – conclude Scuri.