Networking e sicurezza unificati per accelerare l’adozione dell’AI in ambienti critici, Cisco ridisegna lo stack IT dall’infrastruttura al dato per orchestrare prestazioni su larga scala
Cisco imprime un’accelerazione senza precedenti alla propria trasformazione, forse la più profonda della sua storia recente. Dietro alla serie di novità presentate al Cisco Live EMEA 2026, l’azienda ha imboccato con decisione la strada del riposizionamento come piattaforma AI end-to-end, capace di integrare rete, sicurezza, osservabilità e dati in un’architettura unificata e coerente.
Non si tratta di un semplice aggiornamento di portafoglio. Le innovazioni legate alla sovranità digitale e all’indipendenza tecnologica sono segnali inequivocabili di una strategia che ambisce a trasformare la rete in un asset critico, destinato a sostenere settori regolamentati e infrastrutture strategiche.
INFRASTRUTTURA ABILITANTE
Jeetu Patel, chief product officer di Cisco, condensa la sfida lanciata dall’AI in tre nodi strutturali: infrastrutture che devono reggere l’urto di una domanda computazionale senza precedenti; un capitale di fiducia ancora insufficiente per portare l’AI in produzione su larga scala, e un patrimonio di dati che resta troppo spesso frammentato, incapace di tradursi in decisioni. Una sintesi che fotografa la complessità della cesura in atto. L’AI non è un altro layer, ma una forza che ridisegna fin dalle fondamenta l’intero stack tecnologico.
«In questo scenario, il networking cambia natura. Non più solo infrastruttura di trasporto, ma piattaforma abilitante. Decisiva per supportare la progettazione AI» – dichiara Gianmatteo Manghi, amministratore delegato di Cisco Italia, in prima linea a declinare la strategia globale Cisco in chiave operativa per il mercato italiano. Le nuove soluzioni Cisco puntano a sostenere carichi di lavoro sempre più intensivi con maggiore efficienza energetica, costi operativi ridotti e gestione semplificata.
«I nuovi Cisco N9000 e N8000 – basati sul chip per switch Silicon One G300, capace di alimentare cluster AI su scala massiva – offrono capacità di switching di 102,4 Tbps in sistemi progettati per applicazioni in ambito hyperscaler, service provider ed enterprise» – spiega Michele Festuccia, system engineer leader.
A tutto questo si aggiunge un salto in termini di sostenibilità, con design a raffreddamento liquido e nuove interfacce ottiche che migliorano significativamente l’efficienza energetica. Alle esigenze di scalabilità della prossima generazione di datacenter AI-ready, Cisco risponde con la piattaforma Nexus One per consentire una gestione unificata e flessibile sia on-premise che in cloud.
SICUREZZA AI-AWARE
Sul fronte della sicurezza, Cisco rilancia con la nuova generazione di soluzioni pensate per accompagnare l’adozione dell’AI senza sacrificare controllo e affidabilità. Al centro, la governance dell’intero ciclo di vita degli agent AI, con l’introduzione di meccanismi per prevenire compromissioni e manipolazioni. «Non solo protezione perimetrale, ma visibilità end-to-end e controllo operativo sui comportamenti degli agenti AI e sugli strumenti che utilizzano. Il focus si sposta dalla semplice difesa alla governance attiva. A rafforzare questo approccio arrivano le nuove funzionalità di sicurezza “AI-aware” integrate nell’architettura SASE» –sottolinea Stefano Gioia, Cloud & AI architect EMEA.
«All’interno di questo framework – rileva Renzo Ghizzoni, country leader sales security per l’Italia di Cisco – la sicurezza non può più essere considerata un livello aggiuntivo, “on top” alle applicazioni e alle infrastrutture. È l’infrastruttura stessa che deve essere garante della sicurezza».
Sul fronte del secure routing e dello switching intelligente Cisco annuncia crittografia post-quantistica integrata e maggiore efficienza per sostenere workload AI sempre più critici. Il vero nodo resta l’integrazione sia dell’offerta sia delle componenti esterne, per ridurre la complessità e abilitare modelli operativi sempre di più guidati dall’AI. Nel corso degli ultimi anni, Cisco è cresciuta molto anche attraverso un numero impressionante di acquisizioni, che hanno contribuito a costruire un portafoglio ampio e articolato. In questa prospettiva, l’azienda punta a un’architettura più coesa, capace di offrire un’esperienza fluida e realmente unificata. Non un dettaglio di poco conto. Perché semplificare è una necessità in un ecosistema tecnologico che, al contrario, diventa sempre più complesso.


































