Minacce e difese all’insegna dell’AI. Trend Micro presenta a Milano la riorganizzazione della filiale italiana e il nuovo brand rivolto alla sicurezza enterprise
Un barcamp per fare il punto su come evolve la cybersicurezza nell’era del cloud ibrido, dell’intelligenza artificiale generativa e dell’imminente rivoluzione della cosiddetta “agentica”, la nuova frontiera dell’automazione. Trend Micro ha incontrato la stampa a Milano, per presentare, oltre al nuovo assetto organizzativo della filiale italiana, affidata a Salvatore Marcis in veste di country manager, l’importante novità del brand TrendAI, che dal 12 gennaio scorso viene utilizzato per designare la piattaforma di sicurezza Vision One, rivolta alle imprese e la pubblica amministrazione.
Un marchio che, ha sottolineato l’head of marketing Michelangelo Uberti, non è stato scelto per connotare con un termine alla moda la proposta professionale di Trend Micro. «L’AI non è una moda passeggera, né sul piano della difesa dai rischi cyber, né tantomeno dal punto di vista degli attaccanti» ha sottolineato Uberti. D’ora in poi l’AI riguarderà tutti, sia chi la sta utilizzando per sferrare attacchi sempre più persistenti, mirati e “credibili”, sia chi dovrà anticipare queste mosse, «per comprendere il rischio e gestirlo senza rallentare l’innovazione tecnologica» ha concluso Uberti.
Il 2026 di Trend Micro comincia all’insegna di un nuovo inquadramento del team manageriale che affiancherà Marcis con un impegno chiaramente delineato dal country manager: «Trend Micro rimane fedele al suo modello di canale, ma attraverso un’azione commerciale diretta puntiamo relazioni e strette continuative, per fornire soluzioni di sicurezza aggiornate e in chiave manutentiva».
Francesco Carella, come Head of Private Sector Sales, si occuperà della clientela enterprise, mentre i clienti della Pubblica Amministrazione sono affidati alle cure di Pietro Caruso, Head of Public Sector Sales. Il coordinamento tecnico del pre-sales sarà invece seguito da Marco Fanuli, Technical Director Italy.
L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per una analisi delle ultime evoluzioni del rischio cyber vissute da alcuni clienti e partner che Trend Micro ha riunito intorno a una mini-tavola rotonda su temi – o meglio “previsioni” – proposte da Fanuli. Il direttore tecnico di Trend Micro ha per esempio osservato che il fattore AI non è un grande cambiamento per un cybercrimine abituato a servirsi di ogni possibile vettore di attacco o tool tecnologico, ma permette un notevole salto qualitativo nell’esecuzione di attacchi sempre più avanzati e persistenti, basandosi tra l’altro su approcci industrializzati e condivisi.
Utilizzare l’AI all’interno dei processi aziendali può tuttavia comportare un allargamento dei profili di rischio, ponendo una questione di maggior necessità di governance. “Basta pensare all’AI in ausilio al coding e alla possibilità di creare codice con vulnerabilità nascoste» ha spiegato Fanuli.

Dal breve confronto emergono i primi segnali di cambiamento che i responsabili della cybersecurity di aziende e organizzazioni osservano quotidianamente. Insieme ad Andrea Angeletta, CISO di Aria Spa e Matteo Macina, Director, Head of Cyber Security di TIM, il panel ha visto la presenza degli esperti del Clusit, rappresentato dal Presidente Onorario Gabriele Faggioli e con Luca Montanari, Head of Threat Landscape, Crisis Management and Exercises Division di ACN, che tra l’altro ha fornito qualche anticipazione sull’edizione per II semestre 2025 pubblicato dall’Agenzia.
Proprio sul paesaggio delle minacce si è soffermato Bharat Mistry, Director Product Management Global Evangelist and Alliance di Trend Micro, nell’intervento centrale della mattinata. Mistry ha preso in esame l’impatto dell’AI sul ransomware e su attacchi che diventano più sofisticati e subdoli, sull’onda di una sicurezza in cloud complessa e fortemente condizionata dal problema della doppia velocità di infrastrutture che mettono insieme architetture modernissimi e un patrimonio ancora immenso di applicativi legacy. «Occorre un approccio real-time e stratificato, con una forte focalizzazione sul legacy e sul fenomeno della shadow IT e AI» rileva l’”evangelista”.» Esattamente l’approccio che TrendAI Vision One adotta sfruttando a sua volta il machine learning per analizzare, attraverso un continuo monitoraggio, un flusso di informazioni “malevole” che Mistry quantifica in 84 mila miliardi di segnali al giorno.


































