Imprese. Agostini (Idea Prototipi): “Sviluppiamo un robotaxi friulano”

Imprese. Agostini (Idea Prototipi): "Sviluppiamo un robotaxi friulano"

I cancelli di SamuExpo si sono aperti a Pordenone in fiera, fino al 7 febbraio, oggi in un clima di profonda effervescenza tecnologica. Ma tra i padiglioni della meccanica e della subfornitura, non si parla solo di macchine utensili.

Il vero scossone arriva da una provocazione industriale che parte dal Friuli e punta dritta al cuore della competizione globale: la nascita di un polo regionale per il trasporto del futuro.

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L’imprenditore Massimo Agostini (nella foto), anima di Idea Prototipi presente in fiera, e voce autorevole dell’innovazione robotica e cobotica di nicchia, ha scelto il palcoscenico pordenonese per lanciare un monito che sa di visione: «Non restiamo a guardare cosa fa il mondo, costruiamo la nostra via alla guida autonoma. Creiamo il robotaxi friulano». Idea Prototipi ha sede a Basiliano (Udine), ed è stata una delle prime aziende in Italia a realizzare robot collaborativi, i cobot.

A Pechino, Shanghai e Shenzhen i robotaxi non sono più esperimenti, ma una realtà di massa. Grazie al colosso Baidu e a un’infrastruttura 5G “top-down”, la Cina ha abbattuto i costi di produzione del 60%, portando il prezzo di un veicolo autonomo sotto i 30.000 dollari.

Il rischio, come sottolineato da Agostini, è geopolitico: chi dominerà questo mercato controllerà i dati, l’energia e il tempo libero di milioni di cittadini. «Mentre l’Occidente oscilla tra entusiasmi e frenate burocratiche, la Cina scala il mercato. Ma noi non siamo da meno», incalza l’imprenditore friulano.

L’idea di un “Robotaxi friulano” poggia su fondamenta solide. Il Friuli-Venezia Giulia possiede già nel suo DNA industriale — quello che ogni giorno vediamo all’opera in aziende come CMS o nei distretti della precisione — tutte le competenze necessarie:

Per Agostini, la sfida non è tecnologica, ma organizzativa. «Smettiamo di guardare con rassegnazione ai giganti d’Oltreoceano o all’avanzata asiatica. Abbiamo le competenze e l’ingegno per competere ad armi pari, ma ci manca ancora l’asset più prezioso: la capacità di fare sistema».

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La proposta nata a SamuExpo mira a creare una via europea all’autonomia: sicura, etica e tecnologicamente sovrana.