Trenton, azienda metalmeccanica modenese come laboratorio di innovazione sociale nel panorama industriale: un luogo dove il dialogo è aperto e dove si cerca di “alleggerire” il quotidiano attraverso lo scambio di esperienze.
Superare la distinzione tra vita privata e professionale per trasformare l’esperienza genitoriale in un valore aggiunto per l’azienda. È questo l’obiettivo di Trenton che lancia un innovativo progetto di formazione interna basato su brevi “pillole video” realizzate da esperte, come un avvocato esperto in diritto di famiglia, mediatrice familiare e Rosaria Di Puorto, ostetrica.
L’iniziativa nasce da una tavola rotonda guidata dalla CEO Carlotta Giovetti, che ha riunito diverse professionalità — l’avvocato e coach Elena Cuppini, l’ostetrica Rosaria Di Puorto e Vittoria Pierazzi (figura chiave dell’azienda) — per riflettere su come le dinamiche familiari possano arricchire la cultura manageriale e lavorativa a tutti i livelli.
Il cuore del messaggio di Carlotta Giovetti è il rifiuto dei compartimenti stagni. “A me piace considerare l’integrità e l’unicità,” spiega la CEO. “Riflettere su ciò che il ruolo di genitore porta in azienda e viceversa non è un esercizio di stile, ma una necessità organizzativa in prospettiva futura.”
Le pillole video esploreranno come le soft skill maturate nella cura dei figli — dalla gestione dei conflitti all’empatia, fino alla resilienza necessaria nelle famiglie moderne — diventino competenze concrete all’interno della mansione professionale svolta. L’obiettivo non è sottrarre tempo all’attività lavorativa, ma valorizzare la persona nella sua interezza.
Il progetto punta a scardinare l’idea che la gestione familiare sia un ambito esclusivamente femminile. Durante il dibattito è emersa con forza la necessità di coinvolgere i padri in modo attivo e consapevole, riconoscendo che la corresponsabilità è il primo motore per una reale parità professionale e un elemento essenziale che concorre alla realizzazione di donne e uomini.
Secondo la visione di Trenton, il “saper fare il genitore” è una competenza che si acquisisce e che deve essere riconosciuta socialmente e aziendalmente. Come sottolineato da Vittoria Pierazzi, guardando ai modelli nordeuropei, il coinvolgimento paritario nella cura è lo strumento principale per abbattere il soffitto di cristallo e permettere a ogni dipendente di essere un professionista “completo”.
L’ostetrica Rosaria Di Puorto ha evidenziato come guardare alla totalità dell’individuo sia un investimento sul futuro dell’impresa: un lavoratore che si sente compreso e valorizzato nelle sue sfide quotidiane produce meglio e con un minor dispendio energetico.
L’idea di fondo è semplice, come riassume la coach Elena Cuppini, “Costruire una squadra vera, tanto in famiglia quanto in azienda, è l’unica strategia sostenibile per una crescita duratura”.


































