Finomnia, l’IT bancario ha un nuovo nome

Finomnia, l’IT bancario ha un nuovo nome

Un’offerta completa, dall’origination al recupero, costruita sull’integrazione di più competenze, per supportare banche e istituti finanziari con piattaforme scalabili e modelli operativi più efficienti

Finomnia nasce come sintesi di un percorso di trasformazione che ha portato all’integrazione di diverse realtà attive nel software bancario. «Una società nuova come struttura, ma costruita sull’esperienza di tante aziende già consolidate» – spiega il CEO Andrea Pettinelli. L’operazione, che ha coinvolto diversi player – tra cui OCS, Finwave, Quid, altermAInd e Alvantia – risponde a una logica precisa: per competere su scala europea servono massa critica e solidità.

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Supportata dai fondi Apax, la nuova realtà ha già raggiunto circa 200 milioni di fatturato nell’ultimo esercizio e si colloca tra i principali software vendor europei specializzati nel finance. Il nuovo nome fonde la vocazione finance (“Fin”) con la completezza dell’offerta (“Omnia”), mentre il payoff “Moving Finance Forward” sintetizza la mission di accompagnare banche e istituti di credito nella trasformazione digitale, con strumenti cloud-based e soluzioni AI-based.

IL MODELLO INDUSTRIALE

Due le direttrici strategiche di Finomnia. Da un lato l’espansione geografica, con una presenza ancora concentrata in Italia ma già estesa a Spagna, Paesi Bassi, Romania e America Latina, mentre Francia e Germania restano mercati importanti anche per operazioni inorganiche. Dall’altro un profondo processo di industrializzazione: «Quando cresci di dieci o venti volte, cambia tutto» – commenta Pettinelli.

Il posizionamento di Finomnia si fonda su una copertura completa del ciclo del credito. L’offerta è organizzata in business unit che riflettono le competenze delle società di origine – consumer finance, corporate solutions, banking, RegTech e gestione dei crediti deteriorati – e consente di presidiare l’intero processo, dall’origination al recupero. Un approccio che si traduce in una continuità informativa lungo tutte le fasi e in una significativa riduzione dei silos applicativi, con benefici in termini di efficienza operativa e velocità. Le soluzioni sono modulari e scalabili, adattabili anche a operatori di dimensioni contenute.

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Sul piano tecnologico, interoperabilità, scalabilità, architettura cloud-ready e logiche API-first rappresentano gli elementi fondamentali, con un orientamento dichiaratamente “future-proof”, capace di evolvere insieme ai clienti e integrarsi con i sistemi legacy.

AI, COMPLIANCE E SICUREZZA

L’intelligenza artificiale ha un impatto duplice – spiega Pettinelli.  «Migliorare l’efficienza nello sviluppo software e innervare i processi operativi con soluzioni avanzate». In quest’ambito, Finomnia può contare anche sulle competenze sviluppate con altermAInd, spin-off bancario che rafforza la compliance.

Le applicazioni sono già attive: valutazione del merito creditizio, previsione del rischio e delle anomalie, prioritizzazione e strategie di recupero. «L’AI è un supporto alle decisioni, non sostituisce il controllo umano» – afferma Pettinelli. «Restano al centro il tema della governance, con modelli tracciabili, controllo dei bias e allineamento alle normative europee». In un settore fortemente regolato, gli investimenti in risk management, compliance, audit e sicurezza – in linea con DORA – rappresentano un elemento distintivo. «Gli ingenti investimenti in sicurezza sono diventati per Finomnia un vantaggio competitivo» – sottolinea il CEO.

«La regolamentazione viene integrata nei processi di sviluppo secondo un approccio compliance-by-design, affiancato da una cybersecurity strutturale. Un aspetto sempre più rilevante in un mercato in cui le banche tendono a ridurre il numero di fornitori, privilegiando partner solidi e affidabili».

Guardando avanti, l’evoluzione dell’IT passa per l’AI predittiva e spiegabile, l’automazione dei processi, la data intelligence, il cloud ibrido e le architetture componibili. «L’AI Agentica sarà la principale protagonista di questa trasformazione» – spiega Pettinelli. «Senza dimenticare il tema del rinnovamento dei core system bancari, molti dei quali obsoleti. In particolare, sul credito abbiamo piattaforme cloud native pronte per intercettare questa domanda. L’obiettivo è l’accompagnamento dei clienti verso una nuova generazione di credit management, capace di coniugare solidità ed evoluzione tecnologica».

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