Cloudera sostiene che l’osservabilità deve essere una funzionalità nativa al fine di gestire la crescente complessità degli ambienti ibridi e dei workload di intelligenza artificiale generativa
In un contesto in cui le architetture enterprise diventano sempre più complesse e distribuite tra ambienti on-premise, public cloud e edge, la capacità di disporre di visibilità completa sui sistemi rappresenta una sfida critica per le aziende.
Secondo Cloudera, l’unica azienda in grado di abilitare i dati all’AI ovunque, l’observability non può più essere un ripensamento o una soluzione ‘bolt-on’ acquisita, ma deve essere una capacità nativa e fondamentale dell’infrastruttura dati. Molte aziende si trovano infatti di fronte a un “muro di visibilità” nei loro ambienti ibridi e multi-cloud, problematica che si intensifica con l’adozione di carichi di lavoro di AI generativa e modelli su larga scala.
Il problema della visibilità frammentata
La transizione da architetture monolitiche a infrastrutture eterogenee complesse ha reso obsoleti gli approcci tradizionali al monitoraggio. Non è un caso che alcuni provider di dati cloud-based abbiano investito miliardi di dollari in acquisizioni di startup specializzate in osservabilità, riconoscendo il valore critico di questa funzionalità.
Tuttavia, soluzioni ‘bolt-on’ frammentate o focalizzate solo sul cloud non riescono a fornire la visibilità necessaria sull’intero data estate aziendale. “La vera osservabilità va oltre il semplice monitoraggio,” sostiene Fabio Pascali, Regional Vice President Italy, Greece & Cyprus di Cloudera. “Richiede telemetria integrata – log, metriche e tracce – che offra insights azionabili attraverso l’intera infrastruttura dati”.
L’impatto dell’AI generativa sulla complessità hybrid
L’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa e dei modelli di machine learning su larga scala ha ulteriormente complicato le architetture ibride. Questi workload distribuiti richiedono una soluzione di osservabilità unificata in grado di collegare log, metriche e tracce attraverso il livello dati e l’infrastruttura sottostante.
Senza questa visibilità olistica, le aziende faticano a comprendere cosa si celi in realtà dietro i problemi di performance, limitandosi a registrare i sintomi senza poter identificare cause profonde e prevenire problemi futuri.
La proposta Cloudera: osservabilità nativa e unificata
Cloudera propone un’osservabilità nativa che sfrutta OpenTelemetry, framework leader negli standard di osservabilità, per fornire insight completi in ambienti on-premise, cloud pubblico e edge.
L’approccio si basa sull’intelligence diagnostica derivata da oltre 1,3 milioni di nodi in sottoscrizione e consente di muoversi verso un’affidabilità predittiva – la capacità di anticipare e prevenire problemi prima che impattino le operazioni business-critical.
La soluzione Cloudera si estende attraverso Cloudera Cloud Factory (precedentemente Taikun CloudWorks), ampliando le capacità oltre la gestione dell’infrastruttura cloud-native per abbracciare l’intero ecosistema ibrido.
“In un’era di crescente complessità tecnologica e requisiti di governance rigorosi, l’osservabilità non può essere un’aggiunta dell’ultimo minuto, ma integrata fin dal principio nella piattaforma dati, fornendo contesto unificato e consentendo alle organizzazioni di gestire efficacemente i loro footprint distribuiti”, aggiunge Pascali.
Implicazioni per le aziende italiane
Per le imprese italiane che stanno accelerando la trasformazione digitale e l’adozione di soluzioni AI, il tema dell’osservabilità negli ambienti ibridi assume particolare rilevanza. La capacità di mantenere visibilità e controllo su architetture distribuite diventa cruciale non solo per le performance, ma anche per questioni di conformità normativa e gestione del rischio.


































