Raccolta e valorizzazione del dato operativo. Con Capgemini e Dassault Systèmes, la società del Gruppo Hera trasforma i processi di manutenzione e costruisce la base dati per abilitare modelli predittivi
La manutenzione industriale è ancora, in larga parte, un processo analogico: ordini di lavoro generati a sistema, eseguiti sul campo con carta e penna, rendicontati a posteriori con inevitabili perdite di informazioni. In contesti multisito e con asset eterogenei, come quelli della gestione dei rifiuti o delle utilities, il divario tra ciò che accade e ciò che viene registrato a livello gestionale si traduce spesso in fermi non programmati, inefficienze e decisioni prese senza dati affidabili.
La digitalizzazione dei processi di Operations & Maintenance, con l’adozione di piattaforme CMMS integrate e abilitate al mobile, rappresenta oggi una delle leve più concrete per colmare questo gap. Questa è la strada che segue Herambiente con il supporto di Capgemini, introducendo una soluzione CMMS basata su DELMIA Apriso di Dassault Systèmes.
IL GAP OPERATIVO DA COLMARE
Raccolta e trattamento dei rifiuti, distribuzione di energia, gestione del teleriscaldamento, illuminazione pubblica: il perimetro operativo del Gruppo Hera è quello di una multiutility che gestisce quotidianamente servizi essenziali per la vita dei cittadini. Dentro questo perimetro, convivono livelli molto diversi di maturità digitale. Il mondo della manutenzione industriale è stato a lungo uno degli anelli più deboli. «Manutenzione e conduzione degli impianti sono storicamente tra gli ambiti più complessi da coinvolgere nei percorsi di trasformazione digitale» – spiega Alessio Scatolini, head of Digital Solution – Ambiente, Gestione Impianti e Processi Commerciali di Herambiente – Gruppo Hera.
L’approccio tradizionale lascia ampi margini di errore e non garantisce visibilità in tempo reale: «Un processo non supportato da strumenti digitali moderni è più lungo e presenta un alto rischio di perdita di dati o di gestione non corretta». La ricerca della soluzione giusta ha richiesto quasi un anno, ma il punto di partenza è chiaro: non stravolgere il sistema ERP esistente, ma affiancarlo con una piattaforma specializzata nella gestione operativa. «Abbiamo cercato di preservare le logiche di contabilizzazione del sistema nativo, potenziando verticalmente i processi di manutenzione che erano carenti».
ARCHITETTURA A DUE LIVELLI
Il risultato, grazie alla consulenza di Capgemini e alla tecnologia di Dassault Systèmes, è un’architettura a due livelli: gestione economica e magazzini restano sull’ERP, mentre pianificazione delle squadre e operatività sul campo si spostano sulla nuova piattaforma. Introdurre uno strumento digitale a tecnici abituati a lavorare con carta e penna è una sfida organizzativa, prima ancora che tecnologica. La strategia adottata prevede un approccio incrementale, partendo da un MVP distribuito a una platea ristretta di utenti per raccogliere feedback immediati sulla user experience. Il timore di una possibile resistenza da parte dei tecnici si rivela infondato e lo strumento viene percepito subito come un supporto reale.
«Chi ha forti competenze verticali e svolge lavori complessi, in luoghi impervi o angusti, è molto più a suo agio senza dover dedicare ore alla compilazione manuale. Se lo strumento permette di identificare più facilmente il guasto e i passaggi per risolverlo, viene visto come un assistente digitale che opera al fianco dei tecnici». Il progetto attuale è solo il punto di partenza. Il passo successivo è l’integrazione con sistemi SCADA e sensori di campo, così che i segnali dagli impianti possano aprire automaticamente ordini di lavoro prima che un guasto si manifesti. «L’obiettivo è diventare proattivi in tutto».
A questo si aggiunge l’intelligenza artificiale: il Gruppo Hera sta costruendo una base dati storica che integra materiali, macchine, tipologie di intervento, per addestrare modelli capaci di individuare correlazioni tra valori di pressione, vibrazioni e guasti imminenti: «Non per sostituire gli esseri umani, ma per dare loro una bussola». Una traiettoria che si inserisce in una strategia più ampia: diventare una data-driven company anche negli ambiti industriali, dove il dato raccolto e condiviso diventa leva di competitività.


































